Venerdì 2026-01-30

Venerdì della III settimana del Tempo Ordinario

Tempo ORDINARIO
III
Salterio III
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
III
Salterio
III
Ciclo / Biennale
A / II

Azioni

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Santa Martina, martire

A Roma, commemorazione di santa Martina, sotto il cui titolo il papa Dono dedicò una basilica nel foro romano.

Altri Santi e Martiri
San Mattia, vescovo

A Gerusalemme, san Mattia, vescovo, che, dopo aver sofferto molto per Cristo, riposò infine in pace.
San Barsimeo, vescovo

A Edessa nell’Osroene, oggi in Turchia, san Barsimeo, vescovo: si tramanda che per la fede in Cristo sia stato battuto con verghe sotto l’imperatore Decio; terminata la persecuzione e rilasciato dal carcere, si dedicò per il resto della sua vita con sommo impegno al governo della Chiesa a lui affidata.
Santa Batilde, regina

A Chelles vicino a Parigi in Francia, santa Batilde, regina: fondò cenobi sotto la regola di san Benedetto secondo il costume di Luxeuil; dopo la morte del marito Clodoveo II, assunse il governo del regno dei Franchi e, durante il regno del figlio, visse i suoi ultimi anni nell’assoluta osservanza della regola di vita monastica.
Santa Aldegonda, badessa

A Maubeuge in Neustria, nell’odierna Francia, santa Aldegonda, badessa al tempo del re Dagoberto.
Sant’Armentario, vescovo

A Pavia, sant’Armentario, vescovo, che depose solennemente nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro il corpo di sant’Agostino, ivi traslato dal re Liutprando.
San Teofilo, detto il Giovane, martire

Passione di san Teofilo, detto il Giovane, martire, che, a capo di una flotta cristiana, fu catturato dai nemici presso Cipro e condotto davanti ad ‘Arun capo supremo dei Saraceni e, non piegandosi né con doni né con minacce a rinnegare Cristo, fu trafitto con la spada.
Beato Francesco Taylor, martire

A Dublino in Irlanda, transito del beato Francesco Taylor, martire, che, padre di famiglia, patiti sette anni di carcere per la sua fede cattolica, sfinito dalle tribolazioni e dalla vecchiaia, coronò il suo martirio sotto il regno di Giacomo I.
Santa Giacinta Marescotti

A Viterbo, santa Giacinta Marescotti, vergine del Terz’Ordine regolare di San Francesco, che, dopo quindici anni passati tra vani piaceri, abbracciò una vita durissima e istituì confraternite per l’assistenza degli anziani e per l’adorazione della santa Eucaristia.
Beato Sebastiano Valfré, sacerdote

A Torino, beato Sebastiano Valfré, sacerdote della Congregazione dell’Oratorio, che si dedicò con impegno all’assistenza dei poveri, degli infermi e dei carcerati e con la sua amicizia e la sua operosa carità condusse molti a Cristo.
San Paolo Ho Hyob, martire

A Seul in Corea, san Paolo Ho Hyob, martire: soldato, arrestato e torturato per aver fatto professione di fede, venendogli meno le forze, sembrò che cedesse, ma pentitosi, confermò subito davanti al giudice la sua fede in Cristo e per questo, dopo una lunga carcerazione, morì stremato dalle percosse.
San Tommaso Khuông, sacerdote e martire

Nel Tonchino, ora Viet Nam, san Tommaso Khuông, sacerdote e martire, che, durante la persecuzione dell’imperatore Tu Duc, avendo professato con invitto animo di essere cristiano, fu messo in prigione e, in ginocchio davanti alla croce, fu ucciso a colpi di scure.
San Davide Galván, sacerdote e martire

A Guadalajara in Messico, san Davide Galván, sacerdote e martire, che, durante la persecuzione messicana, avendo rivendicato la santità del matrimonio, fucilato dai soldati senza processo, ottenne la corona di gloria.
San Muziano Maria (Luigi) Wiaux

A Malonne in Belgio, san Muziano Maria (Luigi) Wiaux, fratello delle Scuole Cristiane, che con somma costanza e assidua sollecitudine dedicò quasi tutta la vita all’educazione dei giovani.
Beata Carmela García Moyón, martire

Nel villaggio di Torrent in Spagna, beata Carmela García Moyón, martire: fervida insegnante di dottrina cristiana, durante la persecuzione religiosa, per la sua fede in Cristo fu violentata e bruciata mentre era ancora viva.
Beato Sigismondo Pisarski, sacerdote e martire

Nella città di Gdeszyn in Polonia, beato Sigismondo Pisarski, sacerdote e martire, che durante la guerra, per non avere accettato di rinnegare la fede davanti ai persecutori, fu fucilato presso la parrocchia del luogo.
antifona_ingresso
Antifona
Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore, uomini di tutta la terra. Maestà e onore sono davanti a lui, forza e splendore nel suo santuario. (Sal 95,1.6)
colletta
Colletta
Dio onnipotente ed eterno, guida le nostre azioni secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
prima_lettura
Prima Lettura
Dal secondo libro di Samuèle 2Sam 11,1-4a.5-10a.13-17 All’inizio dell’anno successivo, al tempo in cui i re sono soliti andare in guerra, Davide mandò Ioab con i suoi servitori e con tutto Israele a compiere devastazioni contro gli Ammoniti; posero l’assedio a Rabbà, mentre Davide rimaneva a Gerusalemme. Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dalla terrazza vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella d’aspetto. Davide mandò a informarsi sulla donna. Gli fu detto: «È Betsabea, figlia di Eliàm, moglie di Urìa l’Ittita». Allora Davide mandò messaggeri a prenderla. La donna concepì e mandò ad annunciare a Davide: «Sono incinta». Allora Davide mandò a dire a Ioab: «Mandami Urìa l’Ittita». Ioab mandò Urìa da Davide. Arrivato Urìa, Davide gli chiese come stessero Ioab e la truppa e come andasse la guerra. Poi Davide disse a Urìa: «Scendi a casa tua e làvati i piedi». Urìa uscì dalla reggia e gli fu mandata dietro una porzione delle vivande del re. Ma Urìa dormì alla porta della reggia con tutti i servi del suo signore e non scese a casa sua. La cosa fu riferita a Davide: «Urìa non è sceso a casa sua». Davide lo invitò a mangiare e a bere con sé e lo fece ubriacare; la sera Urìa uscì per andarsene a dormire sul suo giaciglio con i servi del suo signore e non scese a casa sua. La mattina dopo Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mandò per mano di Urìa. Nella lettera aveva scritto così: «Ponete Urìa sul fronte della battaglia più dura; poi ritiratevi da lui perché resti colpito e muoia». Allora Ioab, che assediava la città, pose Urìa nel luogo dove sapeva che c’erano uomini valorosi. Gli uomini della città fecero una sortita e attaccarono Ioab; caddero parecchi della truppa e dei servi di Davide e perì anche Urìa l’Ittita. Parola di Dio.
salmo_responsoriale
Salmo Responsoriale
R. Perdonaci, Signore: abbiamo peccato. Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità. Lavami tutto dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro. R. Sì, le mie iniquità io le riconosco, il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. R. Così sei giusto nella tua sentenza, sei retto nel tuo giudizio. Ecco, nella colpa io sono nato, nel peccato mi ha concepito mia madre. R. Fammi sentire gioia e letizia: esulteranno le ossa che hai spezzato. Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe. R.
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Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Cf. Mt 11,25) Alleluia.
vangelo
Vangelo
Dal Vangelo secondo Marco Mc 4,26-34 In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.Parola del Signore.
sulle_offerte
Sulle offerte
Accogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
antifona_comunione
Antifona alla comunione
Guardate al Signore e sarete raggianti, Oppure: Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre,
dopo_comunione
Dopo la comunione
O Dio, che in questi santi misteri ci hai nutriti con il Corpo e il Sangue del tuo Figlio, fa’ che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.
Celebrazione
VENERDI' - III SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - III SETTIMANA DEL SALTERIO
apertura
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
inno
INNO
Creati per la gloria del tuo nome, redenti dal tuo sangue sulla croce, segnati dal sigillo del tuo Spirito, noi t’invochiamo: salvaci, o Signore! Tu spezza le catene della colpa, proteggi i miti, libera gli oppressi e conduci nel cielo ai quieti pascoli il popolo che crede nel tuo amore. Sia lode e onore a te, Pastore buono, luce radiosa dell’eterna luce, che vivi con il Padre e il Santo Spirito nei secoli dei secoli glorioso. Amen.
salmo_1
SALMO
Ant. Sono sfinito dal gridare nell’attesa del mio Dio.
I    (2-13) Salvami, o Dio: * l’acqua mi giunge alla gola. Affondo nel fango e non ho sostegno; † sono caduto in acque profonde * e l’onda mi travolge. Sono sfinito dal gridare, † riarse sono le mie fauci; * i miei occhi si consumano nell’attesa del mio Dio. Più numerosi dei capelli del mio capo * sono coloro che mi odiano senza ragione. Sono potenti i nemici che mi calunniano: * quanto non ho rubato, lo dovrei restituire? Dio, tu conosci la mia stoltezza * e le mie colpe non ti sono nascoste. Chi spera in te, a causa mia non sia confuso, * Signore, Dio degli eserciti; per me non si vergogni * chi ti cerca, Dio d’Israele. Per te io sopporto l’insulto * e la vergogna mi copre la faccia; sono un estraneo per i miei fratelli, * un forestiero per i figli di mia madre. Poiché mi divora lo zelo per la tua casa, * ricadono su di me gli oltraggi di chi ti insulta. Mi sono estenuato nel digiuno * ed è stata per me un’infamia. Ho indossato come vestito un sacco * e sono diventato il loro scherno. Sparlavano di me quanti sedevano alla porta, * gli ubriachi mi dileggiavano.
salmo_2
SALMO
Ant. Hanno messo nel mio cibo veleno, nella mia sete mi hanno fatto bere l’aceto.
Ma io innalzo a te la mia preghiera, * Signore, nel tempo della benevolenza; per la grandezza della tua bontà, rispondimi, * per la fedeltà della tua salvezza, o Dio. Salvami dal fango, che io non affondi, † liberami dai miei nemici * e dalle acque profonde. Non mi sommergano i flutti delle acque † e il vortice non mi travolga, * l’abisso non chiuda su di me la sua bocca. Rispondimi, Signore, benefica è la tua grazia; * volgiti a me nella tua grande tenerezza. Non nascondere il volto al tuo servo, * sono in pericolo: presto, rispondimi. Avvicinati a me, riscattami, * salvami dai miei nemici. Tu conosci la mia infamia, † la mia vergogna e il mio disonore; * davanti a te sono tutti i miei nemici. L’insulto ha spezzato il mio cuore e vengo meno. † Ho atteso compassione, ma invano, * consolatori, ma non ne ho trovati. Hanno messo nel mio cibo veleno * e quando avevo sete mi hanno dato aceto.
salmo_3
SALMO
Ant. Cercate il Signore e avrete la vita.
Io sono infelice e sofferente; * la tua salvezza, Dio, mi ponga al sicuro. Loderò il nome di Dio con il canto, * lo esalterò con azioni di grazie, che il Signore gradirà più dei tori, * più dei giovenchi con corna e unghie. Vedano gli umili e si rallegrino; * si ravvivi il cuore di chi cerca Dio, poiché il Signore ascolta i poveri * e non disprezza i suoi che sono prigionieri. A lui acclamino i cieli e la terra, * i mari e quanto in essi si muove. Perché Dio salverà Sion, † ricostruirà le città di Giuda: * vi abiteranno e ne avranno il possesso. La stirpe dei suoi servi ne sarà erede, * e chi ama il suo nome vi porrà dimora.
prima_lettura
Dal libro del Deuteronomio 31, 1-15. 23 Le ultime parole di Mosè In quei giorni Mosè andò e rivolse ancora queste parole a tutto Israele. Disse loro: «Io oggi ho centovent’anni; non posso più andare e venire; inoltre il Signore mi ha detto: Tu non passerai questo Giordano. Il Signore tuo Dio passerà davanti a te, distruggerà davanti a te quelle nazioni e tu prenderai il loro posto; quanto a Giosuè, egli passerà alla tua testa, come il Signore ha detto. Il Signore tratterà quelle nazioni come ha trattato Sicon e Og, re degli Amorrei, e come ha trattato il loro paese, che egli ha distrutto. Il Signore le metterà in vostro potere e voi le tratterete secondo tutti gli ordini che vi ho dati. Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spaventate di loro, perché il Signore tuo Dio cammina con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà». Poi Mosè chiamò Giosuè e gli disse alla presenza di tutto Israele: «Sii forte e fatti animo, perché tu entrerai con questo popolo nel paese, che il Signore ai loro padri giurò di darvi: tu gliene darai il possesso. Il Signore stesso cammina davanti a te; egli sarà con te, non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non ti perdere d’animo!». Mosè scrisse questa legge e la diede ai sacerdoti figli di Levi, che portavano l’arca dell’alleanza del Signore e a tutti gli anziani d’Israele. Mosè diede loro quest’ordine: «Alla fine di ogni sette anni, al tempo dell’anno del condono, alla festa delle capanne, quando tutto Israele verrà a presentarsi davanti al Signore tuo Dio, nel luogo che avrà scelto, leggerai questa legge davanti a tutto Israele, agli orecchi di tutti. Radunerai il popolo, uomini, donne, bambini e il forestiero che sarà nelle tue città, perché ascoltino, imparino a temere il Signore vostro Dio e si preoccupino di mettere in pratica tutte le parole di questa legge. I loro figli, che ancora non la conoscono, la udranno e impareranno a temere il Signore vostro Dio, finché vivrete nel paese di cui voi andate a prendere possesso passando il Giordano». Il Signore disse a Mosè: «Ecco, il giorno della tua morte è vicino; chiama Giosuè e presentatevi nella tenda del convegno, perché io gli comunichi i miei ordini». Mosè e Giosuè dunque andarono a presentarsi nella tenda del convegno. Il Signore apparve nella tenda in una colonna di nube e la colonna di nube stette all’ingresso della tenda. Poi il Signore comunicò i suoi ordini a Giosuè, figlio di Nun, e gli disse: «Sii forte e fatti animo, poiché tu introdurrai gli Israeliti nel paese, che ho giurato di dar loro, e io sarò con te».
responsorio
R. Sii forte e fatti animo, perché il Signore tuo Dio è la tua guida: cammina con te, non temere. V. Il Signore sarà al tuo fianco, difenderà i tuoi passi dall’agguato: R. cammina con te, non temere.
seconda_lettura
Dal «Commento sui salmi» di san Giovanni Fisher, vescovo e martire Le meraviglie di Dio Dapprima Dio liberò il popolo d’Israele dalla schiavitù dell’Egitto compiendo molte cose straordinarie e prodigiose: gli fece attraversare il Mare Rosso all’asciutto. Lo nutrì nel deserto con cibi venuti dal cielo cioè con la manna e le quaglie. Per calmare la sua sete fece scaturire dalla durissima roccia una inesauribile sorgente d’acqua. Lo rese vittorioso su tutti i nemici che lo osteggiavano. A tempo opportuno fece retrocedere il Giordano in senso opposto alla corrente. Divise e distribuì loro, secondo il numero delle tribù e delle famiglie, la terra promessa. Ma nonostante avesse compiuto queste cose con tanto amore e liberalità, quegli uomini ingrati e veramente immemori di tutto, abbandonarono e ripudiarono il culto di Dio e più di una volta si resero colpevoli dell’empio crimine di idolatria. In seguito egli recise anche noi dall’oleastro dei gentili che ci era connaturale – noi che eravamo ancora pagani e che ci lasciavamo trascinare verso gli idoli muti secondo l’impulso del momento – e ci innestò sul vero ulivo del popolo giudaico, anche spezzandone i rami naturali, e ci rese partecipi della radice feconda della sua grazia. Ancora: egli non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come offerta a Dio in sacrificio di soave odore, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga . Ma, sebbene tutte queste cose siano non semplici indizi, ma prove certissime del suo immenso amore e della sua generosità verso di noi, noi uomini ben più ingrati, anzi giunti oltre ogni limite di ingratitudine, non consideriamo l’amore di Dio, né riconosciamo la grandezza dei suoi benefici, ma anzi rifiutiamo e quasi disprezziamo colui che ci ha creati e ci ha donato beni così grandi. Neppure la sorprendente misericordia, continuamente dimostrata ai peccatori, ci muove a regolare la vita e i costumi secondo le sue santissime norme. Queste cose sono davvero degne di essere scritte a perpetua memoria delle generazioni venture, perché tutti quelli che in avvenire si chiameranno cristiani, conoscendo tanta bontà di Dio verso di noi, non tralascino mai di celebrare le divine lodi.
responsorio_2
R. Nelle vostre assemblee, benedite il Signore, lodatelo, voi della stirpe di Israele. V. Cantate al Signore un canto nuovo, cantate a Dio da tutta la terra; R. lodatelo, voi della stirpe di Israele.
orazione
O Dio onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone. Per il nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Celebrazione
VENERDI' - III SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - III SETTIMANA DEL SALTERIO
apertura
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
inno
INNO
O Gesù salvatore, luce vera del mondo, accogli le primizie della nostra preghiera. Risveglia in noi la fede, la speranza, l’amore; dona pace e concordia e letizia perfetta. Lenisci con le lacrime la durezza dei cuori, accendi il desiderio della patria beata. A te sia gloria, o Cristo, speranza delle genti, al Padre e al Santo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
salmo_1
SALMO
Ant. Contro di te abbiamo peccato: pietà di noi, o Signore!
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; * nel tuo grande amore cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, * mondami dal mio peccato. Riconosco la mia colpa, * il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato, * quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto; perciò sei giusto quando parli, * retto nel tuo giudizio. Ecco, nella colpa sono stato generato, * nel peccato mi ha concepito mia madre. Ma tu vuoi la sincerità del cuore * e nell’intimo m’insegni la sapienza. Purificami con issopo e sarò mondato; * lavami e sarò più bianco della neve. Fammi sentire gioia e letizia, * esulteranno le ossa che hai spezzato. Distogli lo sguardo dai miei peccati, * cancella tutte le mie colpe. Crea in me, o Dio, un cuore puro, * rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza * e non privarmi del tuo santo spirito. Rendimi la gioia di essere salvato, * sostieni in me un animo generoso. Insegnerò agli erranti le tue vie * e i peccatori a te ritorneranno. Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, * la mia lingua esalterà la tua giustizia. Signore, apri le mie labbra * e la mia bocca proclami la tua lode; poiché non gradisci il sacrificio * e se offro olocausti, non li accetti. Uno spirito contrito * è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato * tu, o Dio, non disprezzi. Nel tuo amore fa’ grazia a Sion, * rialza le mura di Gerusalemme. Allora gradirai i sacrifici prescritti, * l’olocausto e l’intera oblazione, allora immoleranno vittime * sopra il tuo altare.
salmo_2
CANTICO — Ger 14, 17-21
Lamento del popolo in tempo di fame e di guerra
Ant. Riconosciamo, Signore, la nostra colpa, contro di te abbiamo peccato.
I miei occhi grondano lacrime * notte e giorno, senza cessare. Da grande calamità è stata colpita la figlia del mio popolo, * da una ferita mortale. Se esco in aperta campagna, ecco i trafitti di spada; * se percorro la città, ecco gli orrori della fame. Anche il profeta e il sacerdote † si aggirano per il paese * e non sanno che cosa fare. Hai forse rigettato completamente Giuda, * oppure ti sei disgustato di Sion? Perché ci hai colpito, * e non c’è rimedio per noi? Aspettavamo la pace, ma non c’è alcun bene, * l’ora della salvezza ed ecco il terrore! Riconosciamo la nostra iniquità, Signore, † l’iniquità dei nostri padri: * contro di te abbiamo peccato. Ma per il tuo nome non abbandonarci, † non render spregevole il trono della tua gloria. * Ricordati! Non rompere la tua alleanza con noi.
salmo_3
SALMO
Ant. Il Signore è il nostro Dio; noi il popolo, che egli guida.
Acclamate al Signore, voi tutti della terra, † servite il Signore nella gioia, * presentatevi a lui con esultanza. Riconoscete che il Signore è Dio; † egli ci ha fatti e noi siamo suoi, * suo popolo e gregge del suo pascolo. Varcate le sue porte con inni di grazie, † i suoi atri con canti di lode, * lodatelo, benedite il suo nome; poiché buono è il Signore, † eterna la sua misericordia, * la sua fedeltà per ogni generazione.
lettura
2 Cor 12, 9b-10
Mi vanterò ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte.
responsorio
R. Al mattino, o Dio, fammi conoscere il tuo amore. Al mattino, o Dio, fammi conoscere il tuo amore. V. Insegnami la via da seguire, fammi conoscere il tuo amore. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Al mattino, o Dio, fammi conoscere il tuo amore.
cantico_evangelico
CANTICO DI ZACCARIA
Lc 1, 68-79
Ant. Il Signore ha visitato e redento il suo popolo.
Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
invocazioni
Volgiamo il nostro sguardo al Cristo, nato, morto e risorto per la nostra salvezza, e diciamo con fiducia: Salva il tuo popolo, Signore . Benedetto sii tu, o Gesù Salvatore del mondo, che non hai ricusato di subire la passione e la croce per noi, — e ci hai redenti con il tuo sangue prezioso. Tu, che hai promesso fiumi di acqua viva a quanti credono in te, — effondi il tuo Spirito sull’umanità intera. Hai inviato i tuoi discepoli ad evangelizzare le genti, — sostieni i missionari del Vangelo perché si estenda in ogni luogo la vittoria della croce. Rivolgi il tuo sguardo di bontà ai malati e ai sofferenti, che hai associato alla tua croce, — sentano il conforto della tua presenza. Padre nostro.
orazione
Donaci, o Padre buono, di godere sempre della presenza del Figlio tuo, perché seguendo lui, nostro pastore e guida, progrediamo nella via dei tuoi comandamenti. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
apertura
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
inno
INNO
L’ora nona ci chiama al servizio divino: adoriamo cantando l'uno e trino Signore. San Pietro che in quest’ora salì al tempio a pregare, rafforzi i nostri passi sulla via della fede. Uniamoci agli apostoli nella lode perenne e camminiamo insieme sulle orme di Cristo. Ascolta, Padre altissimo, tu che regni in eterno, con il Figlio e lo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
salmo_1
SALMO
Ant. L’abbiamo visto disprezzato: uomo dei dolori, che conosce il soffrire.
I    (2-12) «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? † Tu sei lontano dalla mia salvezza»: * sono le parole del mio lamento. Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, * grido di notte e non trovo riposo. Eppure tu abiti la santa dimora, * tu, lode di Israele. In te hanno sperato i nostri padri, * hanno sperato e tu li hai liberati; a te gridarono e furono salvati, * sperando in te non rimasero delusi. Ma io sono verme, non uomo, * infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo. Mi scherniscono quelli che mi vedono, * storcono le labbra, scuotono il capo: «Si è affidato al Signore, lui lo scampi; * lo liberi, se è suo amico». Sei tu che mi hai tratto dal grembo, * mi hai fatto riposare sul petto di mia madre. Al mio nascere tu mi hai raccolto, * dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio. Da me non stare lontano, † poiché l’angoscia è vicina * e nessuno mi aiuta.
salmo_2
SALMO
Ant. Si dividono le mie vesti, la mia tunica tirano a sorte.
Mi circondano tori numerosi, * mi assediano tori di Basan. Spalancano contro di me la loro bocca * come leone che sbrana e ruggisce. Come acqua sono versato, * sono slogate tutte le mie ossa. Il mio cuore è come cera, * si fonde in mezzo alle mie viscere. È arido come un coccio il mio palato, † la mia lingua si è incollata alla gola, * su polvere di morte mi hai deposto. Un branco di cani mi circonda, * mi assedia una banda di malvagi; hanno forato le mie mani e i miei piedi, * posso contare tutte le mie ossa. Essi mi guardano, mi osservano: † si dividono le mie vesti, * sul mio vestito gettano la sorte. Ma tu, Signore, non stare lontano, * mia forza, accorri in mio aiuto. Scampami dalla spada, * dalle unghie del cane la mia vita. Salvami dalla bocca del leone * e dalle corna dei bufali. Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, * ti loderò in mezzo all’assemblea.
salmo_3
SALMO
Ant. I popoli di tutta la terra si prostreranno davanti a lui.
Lodate il Signore, voi che lo temete, † gli dia gloria la stirpe di Giacobbe, * lo tema tutta la stirpe di Israele; perché egli non ha disprezzato né sdegnato * l’afflizione del misero, non gli ha nascosto il suo volto, * ma, al suo grido d’aiuto, lo ha esaudito. Sei tu la mia lode nella grande assemblea, * scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli. I poveri mangeranno e saranno saziati, † loderanno il Signore quanti lo cercano: * «Viva il loro cuore per sempre». Ricorderanno e torneranno al Signore * tutti i confini della terra, si prostreranno davanti a lui * tutte le famiglie dei popoli. Poiché il regno è del Signore, * egli domina su tutte le nazioni. A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra, * davanti a lui si curveranno quanti discendono nella polvere. E io vivrò per lui, * lo servirà la mia discendenza. Si parlerà del Signore alla generazione che viene; * annunzieranno la sua giustizia; al popolo che nascerà diranno: * «Ecco l’opera del Signore!».
lettura
Rm 1, 16b-17
Il vangelo è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. È in esso che si rivela la giustizia di Dio di fede in fede, come sta scritto: Il giusto vivrà mediante la fede .
orazione
Signore Gesù Cristo, che all’ora terza fosti condotto al supplizio della croce per la redenzione del mondo, nella tua bontà perdona le nostre colpe passate e preservaci da quelle future. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio. Ora sesta
lettura_2
Ora, indipendentemente dalla legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti; giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono in lui.
orazione_2
Signore Gesù Cristo, che all’ora sesta, mentre le tenebre avvolgevano il mondo, fosti inchiodato sulla croce, vittima innocente per la nostra salvezza, donaci sempre quella luce, che guida gli uomini sulla via della vita eterna. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio. Ora nona
lettura_3
Ef 2, 8-9
Per grazia siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene.
orazione_3
Signore Gesù Cristo, che al ladrone pentito facesti la grazia di passare dalla croce alla gloria del tuo regno, ricevi l’umile confessione delle nostre colpe e nell’ora della morte apri anche a noi la porta del tuo paradiso. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio. Condividi Invia Stampa Facebook Twitter
Celebrazione
VENERDI' - III SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - III SETTIMANA DEL SALTERIO
apertura
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
inno
INNO
O Gesù redentore, immagine del Padre, luce d’eterna luce, accogli il nostro canto. Per radunare i popoli nel patto dell’amore, distendi le tue braccia sul legno della croce. Dal tuo fianco squarciato effondi sull’altare i misteri pasquali della nostra salvezza. A te sia lode, o Cristo, speranza delle genti, al Padre e al Santo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
salmo_1
SALMO
Ant. Grande è il Signore, nostro Dio, sopra tutti gli dèi.
Lodate il nome del Signore, * lodatelo, servi del Signore, voi che state nella casa del Signore, * negli atri della casa del nostro Dio. Lodate il Signore: il Signore è buono; * cantate inni al suo nome, perché è amabile. Il Signore si è scelto Giacobbe, * Israele come suo possesso. Io so che grande è il Signore, * il nostro Dio sopra tutti gli dèi. Tutto ciò che vuole il Signore lo compie, † in cielo e sulla terra, * nei mari e in tutti gli abissi. Fa salire le nubi dall’estremità della terra, † produce le folgori per la pioggia, * dalle sue riserve libera i venti. Egli percosse i primogeniti d’Egitto, * dagli uomini fino al bestiame. Mandò segni e prodigi in mezzo a te, Egitto, * contro il faraone e tutti i suoi ministri. Colpì numerose nazioni * e uccise re potenti: Seon, re degli Amorrèi, Og, re di Basan, * e tutti i regni di Cànaan. Diede la loro terra in eredità a Israele, * in eredità a Israele suo popolo.
salmo_2
SALMO
Ant. Casa d’Israele, benedici il Signore, canta inni al suo nome.
Signore, il tuo nome è per sempre; * Signore, il tuo ricordo per ogni generazione. Il Signore guida il suo popolo, * si muove a pietà dei suoi servi. Gli idoli dei popoli sono argento e oro, * opera delle mani dell’uomo. Hanno bocca e non parlano; * hanno occhi e non vedono; hanno orecchi e non odono; * non c’è respiro nella loro bocca. Sia come loro chi li fabbrica * e chiunque in essi confida. Benedici il Signore, casa d’Israele; * benedici il Signore, casa di Aronne; benedici il Signore, casa di Levi; * voi che temete il Signore, benedite il Signore. Da Sion sia benedetto il Signore * che abita in Gerusalemme.
salmo_3
CANTICO — Cfr. Ap 15, 3-4
Inno di adorazione e di lode
Ant. Tutte le genti verranno ad adorarti, Signore.
Grandi e mirabili sono le tue opere, † o Signore Dio onnipotente; * giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti! Chi non temerà il tuo nome, † chi non ti glorificherà, o Signore? * Tu solo sei santo! Tutte le genti verranno a te, Signore, † davanti a te si prostreranno, * perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati.
lettura
Gc 1, 2-4
Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la prova della vostra fede produce la pazienza. E la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla.
responsorio
R. Cristo ci ama e ci ha liberati con il suo sangue. Cristo ci ama e ci ha liberati con il suo sangue. V. Ha fatto di noi un regno e sacerdoti per il nostro Dio, e ci ha liberati con il suo sangue. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Cristo ci ama ci ha liberati con il suo sangue.
cantico_evangelico
CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Lc 1, 46-55
Ant. Il Signore ha soccorso i suoi figli, ricordando il suo amore.
Esultanza dell’anima nel Signore L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
intercessioni
Nel misterioso disegno della sapienza divina, il Signore Gesù fu consegnato alla morte per i nostri peccati ed è risorto per la nostra santificazione. Adoriamo il nostro salvatore e con umile fiducia invochiamolo: Abbi pietà del tuo popolo, Signore. Esaudisci, Signore, le nostre suppliche e cancella le nostre colpe, — donaci il perdono e la pace. Tu, che per bocca dell’Apostolo hai detto: Dove ha abbondato il delitto, ha sovrabbondato la grazia, — lava i nostri innumerevoli peccati nel torrente della tua bontà. Abbiamo molto peccato, Signore, ma confessiamo la tua misericordia senza limiti, — convertici e la nostra vita sarà trasformata. Preserva il tuo popolo dall’infedeltà all’alleanza, — perché goda sempre i favori della tua amicizia. Hai aperto il paradiso al ladrone pentito, — accogli nella tua casa i nostri fratelli defunti. Padre nostro.
orazione
Dio, Padre onnipotente, che ci hai donato il tuo unico Figlio come prezzo della nostra salvezza, fa’ che, vivendo in comunione con le sue sofferenze, partecipiamo un giorno alla gloria della sua risurrezione. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
Celebrazione
VENERDI' - III SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - III SETTIMANA DEL SALTERIO
apertura
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.
inno
INNO
Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell'alba intoni la tua lode. Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen.
salmo_1
SALMO 87 — Preghiera di un uomo gravemente malato
Ant. Giorno e notte grido a te, o Signore.
Signore, Dio della mia salvezza, * davanti a te grido giorno e notte. Giunga fino a te la mia preghiera, * tendi l’orecchio al mio lamento. Io sono colmo di sventure, * la mia vita è vicino alla tomba. Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, * sono come un uomo ormai privo di forza. È tra i morti il mio giaciglio, * sono come gli uccisi stesi nel sepolcro, dei quali tu non conservi il ricordo * e che la tua mano ha abbandonato. Mi hai gettato nella fossa profonda, * nelle tenebre e nell’ombra di morte. Pesa su di me il tuo sdegno * e con tutti i tuoi flutti mi sommergi. Hai allontanato da me i miei compagni, * mi hai reso per loro un orrore. Sono prigioniero senza scampo; * si consumano i miei occhi nel patire. Tutto il giorno ti chiamo, Signore, * verso di te protendo le mie mani. Compi forse prodigi per i morti? * O sorgono le ombre a darti lode? Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro, * la tua fedeltà negli inferi? Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi, * la tua giustizia nel paese dell’oblio? Ma io a te, Signore, grido aiuto, * e al mattino giunge a te la mia preghiera. Perché, Signore, mi respingi, * perché mi nascondi il tuo volto? Sono infelice e morente dall’infanzia, * sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori. Sopra di me è passata la tua ira, * i tuoi spaventi mi hanno annientato, mi circondano come acqua tutto il giorno, * tutti insieme mi avvolgono. Hai allontanato da me amici e conoscenti * mi sono compagne solo le tenebre.
lettura
Tu sei in mezzo a noi, Signore, e noi siamo chiamati con il tuo nome: non abbandonarci, Signore Dio nostro.
responsorio
R. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. V. Dio di verità, tu mi hai redento: nelle tue mani affido il mio spirito. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
cantico_evangelico
CANTICO DI SIMEONE — Lc 2, 29-32
Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare:
il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace. Cristo, luce delle genti e gloria di Israele Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele.
orazione
Donaci, o Padre, di unirci nella fede alla morte e sepoltura del tuo Figlio per risorgere con lui alla vita nuova. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. R. Amen. O santa Madre del Redentore, porta dei cieli, stella del mare, soccorri il tuo popolo che anela a risorgere. Tu che, accogliendo il saluto dell’angelo, nello stupore di tutto il creato, hai generato il tuo Creatore, madre sempre vergine, pietà di noi peccatori.
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 3a SETTIMANA Anno Pari Venerdi Prima Lettura Dal libro della Genesi (24,33-41.49-67) Isacco sposa Rebecca Al servo di Abramo fu posto davanti da mangiare, ma egli disse: «Non mangerò, finché non avrò detto quello che devo dire». Gli risposero: «Di’ pure». E disse: «Io sono un servo di Abramo. Il Signore ha benedetto molto il mio padrone, che è diventato potente: gli ha concesso greggi e armenti, argento e oro, schiavi e schiave, cammelli e asini. Sara, la moglie del mio padrone, gli ha partorito un figlio, quando ormai era vecchio, al quale egli ha dato tutti i suoi beni. E il mio padrone mi ha fatto giurare: Non devi prendere per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito, ma andrai alla casa di mio padre, alla mia famiglia, a prendere una moglie per mio figlio. Io dissi al mio padrone: Forse la donna non mi seguirà. Mi rispose: Il Signore, alla cui presenza io cammino, manderà con te il suo angelo e darà felice esito al tuo viaggio, così che tu possa prendere una moglie per il mio figlio dalla mia famiglia e dalla casa di mio padre. Solo quando sarai andato alla mia famiglia, sarai esente dalla mia maledizione; se non volessero cedertela, sarai esente dalla mia maledizione. Ora, se intendete usare benevolenza e lealtà verso il mio padrone, fatemelo sapere; se no, fatemelo sapere ugualmente, perché io mi rivolga altrove». Allora Labano e Betuel risposero: «La cosa procede dal Signore, non possiamo dirti nulla. Ecco Rebecca davanti a te: prendila e va’ e sia la moglie del figlio del tuo padrone, come ha parlato il Signore». Quando il servo di Abramo udì le loro parole, si prostrò a terra davanti al Signore. Poi il servo tirò fuori oggetti d’argento e oggetti d’oro e vesti e li diede a Rebecca; doni preziosi diede anche al fratello e alla madre di lei. Poi mangiarono e bevvero lui e i suoi uomini e passarono la notte. Quando si alzarono alla mattina, egli disse: «Lasciatemi andare dal mio padrone». Ma il fratello e la madre di lei dissero: «Rimanga la giovinetta con noi qualche tempo, una decina di giorni; dopo te ne andrai». Rispose loro: «Non trattenetemi, mentre il Signore ha concesso buon esito al mio viaggio. Lasciatemi partire per andare dal mio padrone!». Dissero allora: «Chiamiamo la giovinetta e domandiamo a lei stessa». Chiamarono dunque Rebecca e le dissero: «Vuoi partire con quest’uomo?». Essa rispose: «Andrò». Allora essi lasciarono partire Rebecca con la nutrice, insieme con il servo di Abramo e i suoi uomini. Benedissero Rebecca e le dissero: «Tu, sorella nostra, diventa migliaia di miriadi e la tua stirpe conquisti la porta dei suoi nemici!». Così Rebecca e le sue ancelle si alzarono, montarono sui cammelli e seguirono quell’uomo. Il servo prese con sé Rebecca e partì. Intanto Isacco rientrava dal pozzo di Lacai-Roi, abitava infatti nel territorio del Negheb. Isacco uscì sul far della sera per svagarsi in campagna e, alzando gli occhi, vide venire i cammelli. Alzò gli occhi anche Rebecca, vide Isacco e scese subito dal cammello. E disse al servo: «Chi è quell’uomo che viene attraverso la campagna incontro a noi?». Il servo rispose: «è il mio padrone». Allora essa prese il velo e si coprì. Il servo raccontò ad Isacco tutte le cose che aveva fatte. Isacco introdusse Rebecca nella tenda che era stata di sua madre Sara; si prese in moglie Rebecca e l’amò. Isacco trovò conforto dopo la morte della madre. Responsorio (Cfr. Gen 24,42.27) R. Oggi sono arrivato alla fonte e ho detto: * Signore, Dio di Abramo, tu hai dato buon esito al mio desiderio. V. Sia benedetto il Signore, che mi ha guidato per la via giusta fino alla casa dei fratelli del mio padrone. R. Signore, Dio di Abramo, tu hai dato buon esito al mio desiderio. Seconda Lettura Dalla "Lettera ai Corinzi" di san Clemente I, papa e martire (Lib. 4) Splendidi e meravigliosi sono i doni di Dio Carissimi, quanto sono splendidi e mirabili i doni di Dio! La vita immortale, lo splendore della giustizia, la verità nella libertà, la fede piena di confidenza, la temperanza nella santità. E questi doni sono tutti comprensibili alla nostra intelligenza. Quali sono allora quelli preparati da Dio per coloro che sperano in lui? Solo il Creatore e padre dei secoli, il tutto santo, ne conosce il numero e la bellezza. Noi dunque, per diventare partecipi dei doni promessi, sforziamoci con ogni impegno di trovarci nel numero di coloro che lo aspettano. Come potremo fare o carissimi? Li otterremo se la nostra mente si sarà stabilita nella fede in Dio, se avremo cercato diligentemente ciò che a lui è gradito, se avremo fatto la sua santa volontà e seguito la via della verità, ripudiando ogni ingiustizia, malvagità, avarizia, contesa, malizia, frode, maldicenza, mormorazione, odio a Dio, superbia, presunzione, vanagloria e mancanza di ospitalità Chi commette queste cattive azioni è odiato da Dio; e non solo chi le fa ma anche chi le asseconda. Dice infatti la Scrittura: «All’empio dice Dio: Perché vai ripetendo i miei decreti e hai sempre in bocca la mia alleanza, tu che detesti la disciplina e le mie parole te le getti alle spalle?» (Sal 49,16-17). Questa, o carissimi, è la via in cui troveremo la nostra salvezza: Gesù Cristo, pontefice delle nostre offerte, protettore e soccorritore della nostra debolezza. Per lui possiamo fissare lo sguardo nell’alto dei cieli e contemplare il volto immacolato ed eccelso di Dio; da lui sono stati aperti gli occhi del nostro cuore; per lui la nostra intelligenza oscura e annebbiata sboccia alla luce; per mezzo suo volle il Signore che gustassimo la sapienza eterna. Egli «che è irradiazione della sua gloria, è diventato tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato» (Eb 1,3.4). Sta scritto infatti: «è lui che fa i suoi angeli come venti e i suoi ministri come fiamma di fuoco» (Eb 1,7), mentre del proprio Figlio Dio dice: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. Chiedi a me, ti darò in possesso le genti e in dominio i confini della terra» (Sal 2,7-8). E ancora: «Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi» (Sal 109,1; Eb 1,13). Ma chi sono questi nemici? Gli uomini perversi e quelli che si oppongono alla sua volontà. Responsorio (2Cor 10,17-18; Ger 9,23) R. Chi si vanta si vanti nel Signore, * perché non colui che si raccomanda da sé viene approvato, ma colui che il Signore raccomanda. V. Chi vuole gloriarsi si vanti di questo: di conoscere me, perché io sono il Signore; R. perché non colui che si raccomanda da sé viene approvato, ma colui che il Signore raccomanda.