Venerdì 2026-05-22

Venerdì della VII settimana di Pasqua | m

Tempo PASQUA
VII
Salterio III
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
PASQUA
Settimana
VII
Salterio
III
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
7a SETTIMANA Anno pari Prima Lettura Dagli Atti degli Apostoli (28,1-14) Viaggio di Paolo da Malta a Roma Una volta in salvo, venimmo a sapere che l’isola si chiamava Malta. Gli indigeni ci trattarono con rara umanità; ci accolsero tutti attorno a un gran fuoco, che avevano acceso perché era sopraggiunta la pioggia ed era freddo. Mentre Paolo raccoglieva un fascio di sarmenti e lo gettava sul fuoco, una vipera, risvegliata dal calore, lo morse a una mano. Al vedere la serpe pendergli dalla mano, gli indigeni dicevano tra loro: «Certamente costui è un assassino, se, anche scampato dal mare, la Giustizia non lo lascia vivere». Ma egli scosse la serpe nel fuoco e non ne patì alcun male. Quella gente si aspettava di vederlo gonfiare e cadere morto sul colpo, ma dopo aver molto atteso senza vedere succedergli nulla di straordinario, cambiò parere e diceva che era un dio. Nelle vicinanze di quel luogo c’era un terreno appartenente al ‘primo’ dell’isola, chiamato Publio; questi ci accolse e ci ospitò con benevolenza per tre giorni. Avvenne che il padre di Publio dovette mettersi a letto colpito da febbri e da dissenteria; Paolo l’andò a visitare e dopo aver pregato gli impose le mani e lo guarì. Dopo questo fatto, anche gli altri isolani che avevano malattie accorrevano e venivano sanati; ci colmarono di onori e al momento della partenza ci rifornirono di tutto il necessario. Dopo tre mesi salpammo su una nave di Alessandria che aveva svernato nell’isola, recante l’insegna dei Dioscuri. Approdammo a Siracusa, dove rimanemmo tre giorni e di qui, costeggiando, giungemmo a Reggio. Il giorno seguente si levò lo scirocco e così l’indomani arrivammo a Pozzuoli. Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana. Partimmo quindi alla volta di Roma. Responsorio (Mc 16,17.18; Gv 14,12) R. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: *Nel mio nome scacceranno i demòni, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno. Alleluia. V. Chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi. R. Nel mio nome scacceranno i demòni, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno. Alleluia. Seconda Lettura Dal "Trattato sulla Trinità" di sant’Ilario, v. (L. 2,1,33.35) Il Dono del Padre in Cristo Il Signore comandò di battezzare nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Il catecumeno viene battezzato professando perciò la fede nel Creatore, nell’Unigenito, nel Dono. Unico è il Creatore di tutto. Uno infatti Dio Padre da cui hanno principio tutte le cose. Unico è anche l’Unigenito, il Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo del quale tutte le cose furono create, e unico lo Spirito dato in dono a tutti. Tutto è ordinato secondo le sue virtù e i suoi meriti; una la potenza da cui tutto procede; una la prole per la quale tutto è stato fatto; uno il dono della perfetta speranza. Non si troverà nulla che manchi a una perfezione infinita. Nell’ambito della Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, tutto è perfettissimo: l’immensità nell’eterno, la manifestazione nell’immagine, il godimento nel dono. Ascoltiamo dalle parole dello stesso Signore quale sia il suo compito nei nostri confronti. Dice: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso» (Gv 16,12). è bene per voi che io me ne vada; se me ne vado vi manderò il Consolatore (cfr. Gv 16,7). Ancora: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità» (Gv 14,16-17). «Egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio» (Gv 16,13-14). Insieme a tante altre promesse, vi sono queste, destinate ad aprire l’intelligenza delle cose divine. In queste parole vengono formulati sia la volontà del donatore, come pure la natura e il modo stesso del dono. Siccome la nostra limitatezza non ci permette di intendere né il Padre, né il Figlio, il dono dello Spirito Santo stabilisce un certo contatto tra noi e Dio, e così illumina la nostra fede nelle difficoltà relative all’incarnazione di Dio. Lo si riceve dunque per conoscere. I sensi per il corpo umano sarebbero inutili se venissero meno i requisiti per il loro esercizio. Se non c’è luce o non è giorno, gli occhi non servono a nulla; gli orecchi in assenza di parole o di suono non possono svolgere il loro compito; le narici se non vi sono emanazioni odorifere, non servono a niente. E questo avviene non perché venga loro a mancare la capacità naturale, ma perché la loro funzione è condizionata da particolari elementi. Allo stesso modo l’anima dell’uomo, se non avrà attinto per mezzo della fede il dono dello Spirito Santo, ha si la capacità di intendere Dio, ma le manca la luce per conoscerlo. Il dono, che è in Cristo, è dato interamente a tutti. Resta ovunque a nostra disposizione e ci è concesso nella misura in cui vorremo accoglierlo. Dimorerà in noi nella misura in cui ciascuno di noi vorrà meritarlo. Questo dono resta con noi sino alla fine del mondo, è il conforto della nostra attesa, è il pegno della speranza nella futura realizzazione dei suoi doni, è la luce delle nostre menti, lo splendore delle nostre anime. Responsorio (Cfr. Gv 14,1.27; 16,7) R. Per me è giunta l’ora di tornare da colui che mi ha mandato; non siate tristi e non tema il vostro cuore. *Io prego per voi il Padre, perché vi custodisca, alleluia. V. Se non vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando sarò andato, ve lo manderò. R. Io prego per voi il Padre, perché vi custodisca, alleluia. Orazione O Dio nostro Padre, che ci hai aperto il passaggio alla vita eterna con la glorificazione del tuo Figlio e con l’effusione dello Spirito Santo, fa’ che, partecipi di così grandi doni, progrediamo nella fede e ci impegniamo sempre più nel tuo servizio. Per il nostro Signore.