Informazioni Liturgiche
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- ORDINARIO
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- VIII
- Salterio
- IV
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
8a SETTIMANA
Anno Pari
Sabato
Prima Lettura
Dalla seconda lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo(12,14–13,13) La prossima visita di Paolo Carissimi, ecco, è la terza volta che sto per venire da voi, e non vi sarò di peso, perché non cerco i vostri beni, ma voi. Infatti non spetta ai figli mettere da parte per i genitori, ma ai genitori per i figli. Per conto mio mi prodigherò volentieri, anzi consumerò me stesso per le vostre anime. Se io vi amo più intensamente, dovrei essere riamato di meno? Ma sia pure che io non vi sono stato di peso; però, scaltro come sono, vi ho preso con inganno. Vi ho forse sfruttato per mezzo di qualcuno di quelli che ho inviato tra voi? Ho vivamente pregato Tito di venire da voi e ho mandato insieme con lui quell’altro fratello. Forse Tito vi ha sfruttato in qualche cosa? Non abbiamo forse noi due camminato con lo stesso spirito, sulle medesime tracce? Certo, da tempo vi immaginate che stiamo facendo la nostra difesa davanti a voi. Ma noi parliamo davanti a Dio, in Cristo, e tutto, carissimi, è per la vostra edificazione. Temo infatti che, venendo, non vi trovi come desidero e che a mia volta venga trovato da voi quale non mi desiderate; che per caso non vi siano contese, invidie, animosità, dissensi, maldicenze, insinuazioni, superbie, disordini, e che, alla mia venuta, il mio Dio mi umilii davanti a voi e io abbia a piangere su molti che hanno peccato in passato e non si sono convertiti dalle impurità, dalla fornicazione e dalle dissolutezze che hanno commesso. Questa è la terza volta che vengo da voi. Ogni questione si deciderà sulla dichiarazione di due o tre testimoni. L’ho detto prima e lo ripeto ora, allora presente per la seconda volta e ora assente, a tutti quelli che hanno peccato e a tutti gli altri: quando verrò di nuovo non perdonerò più, dal momento che cercate una prova che Cristo parla in me, lui che non è debole, ma potente in mezzo a voi.
Infatti egli fu crocifisso per la sua debolezza, ma vive per la potenza di Dio. E anche noi che siamo deboli in lui, saremo vivi con lui per la potenza di Dio nei vostri riguardi. Esaminate voi stessi se siete nella fede, mettetevi alla prova. Non riconoscete forse che Gesù Cristo abita in voi? A meno che la prova non sia contro di voi! Spero tuttavia che riconoscerete che essa non è contro di noi. Noi preghiamo Dio che non facciate alcun male, e non per apparire noi superiori nella prova, ma perché voi facciate il bene e noi restiamo come senza prova. Non abbiamo infatti alcun potere contro la verità, ma per la verità; perciò ci rallegriamo quando noi siamo deboli e voi siete forti. Noi preghiamo anche per la vostra perfezione. Per questo vi scrivo queste cose da lontano: per non dover poi, di presenza, agire severamente con il potere che il Signore mi ha dato per edificare e non per distruggere.
Per il resto, fratelli, state lieti, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi. Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano. La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
Responsorio (2Cor 13,11; Fil 4,7)
R. Siate lieti, tendete alla perfezione, vivete in pace, * e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.
V. La pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù;
R. e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.
Seconda Lettura
Dalle "Lettere" di sant’Agostino, vescovo (265,7-8)
Necessità della penitenza quotidiana
Gli uomini devono far penitenza prima del battesimo per i loro peccati precedenti, per meglio disporsi ad essere battezzati, come sta scritto negli Atti degli Apostoli, quando Pietro disse ai Giudei: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo per la remissione dei vostri peccati» (At 2,38).
Devono far penitenza anche dopo il battesimo se hanno peccato in modo tale da ricevere la scomunica, per poter poi meritare la riconciliazione, come fanno in tutte le Chiese coloro che in senso proprio sono detti «penitenti». Di questo genere di penitenza parla l’apostolo Paolo quando dice: «Temo che alla mia venuta il mio Dio mi umilii davanti a voi e io abbia a piangere su molti che hanno peccato in passato e non si sono convertiti dalle impurità, dalla fornicazione e dalle dissolutezze che hanno commesse» (2Cor 12,20.21).
E tali cose scriveva appunto per coloro che già erano stati battezzati.
V’è infine un genere di penitenza pressoché quotidiana, compiuta dai fedeli buoni e umili, quando ci percuotiamo il petto e diciamo: «Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori». E non chiediamo che ci siano rimesse le colpe della cui remissione nel battesimo non dubitiamo, ma quelle che si infiltrano nella debolezza umana, piccole è vero, ma frequenti. Se esse fossero messe tutte insieme a nostro carico, ci peserebbero e ci opprimerebbero come un peccato grave. Che importa infatti se la nave fa naufragio perché squarciata e sommersa da un’unica enorme ondata, oppure perché l’acqua, infiltrandosi a poco a poco nel fondo e negligentemente ignorata o trascurata, riempie e affonda la nave?
Per questa ragione i digiuni, le elemosine, le preghiere fanno da sentinella. Pregando: «Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo», dichiariamo di avere qualcosa da farci perdonare; e umiliando con tali parole i nostri cuori, non cessiamo dal fare in qualche modo una penitenza quotidiana.
Responsorio (Bar 3,2; Sal 84,5)
R. Emendiamoci subito dal male commesso nella nostra ignoranza, perché quando saremo sorpresi dalla morte non cerchiamo invano una dilazione, e non sia troppo tardi per convertirci. * Ascolta, Signore, abbi pietà, perché abbiamo peccato contro di te.
V. Rialzaci Dio, nostra salvezza, e placa il tuo sdegno verso di noi.
R. Ascolta, Signore, abbi pietà, perché abbiamo peccato contro di te.