Lunedì 2026-06-01

San Giustino, martire

Tempo ORDINARIO
VIII
Salterio IV
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Memoria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
VIII
Salterio
IV
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 8a SETTIMANA Anno Pari Lunedi Prima Lettura Dalla seconda lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo(8,1-24) Colletta in favore dei fratelli di Gerusalemme Vogliamo farvi nota, fratelli, la grazia di Dio concessa alle Chiese della Macedonia: nonostante la lunga prova della tribolazione, la loro grande gioia e la loro estrema povertà si sono tramutate nella ricchezza della loro generosità. Posso testimoniare infatti che hanno dato secondo i loro mezzi e anche al di là dei loro mezzi, spontaneamente, domandandoci con insistenza la grazia di prendere parte a questo servizio a favore dei santi. Superando anzi le nostre stesse speranze, si sono offerti prima di tutto al Signore e poi a noi, secondo la volontà di Dio; cosicché abbiamo pregato Tito di portare a compimento fra voi quest’opera generosa, dato che lui stesso l’aveva incominciata. E come vi segnalate in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella scienza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così distinguetevi anche in quest’opera generosa. Non dico questo per farvene un comando, ma solo per mettere alla prova la sincerità del vostro amore con la premura verso gli altri. Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. E a questo riguardo vi do un consiglio: si tratta di cosa vantaggiosa per voi, che fin dall’anno passato siete stati i primi, non solo a intraprenderla ma a desiderarla. Ora dunque realizzatela, perché come vi fu la prontezza del volere, così anche vi sia il compimento, secondo i vostri mezzi. Se infatti c’è la buona volontà, essa riesce gradita secondo quello che uno possiede e non secondo quello che non possiede. Qui non si tratta infatti di mettere in ristrettezza voi per sollevare gli altri, ma di fare uguaglianza. Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza, come sta scritto: «Colui che raccolse molto non abbondò, e colui che raccolse poco non ebbe di meno». Siano pertanto rese grazie a Dio che infonde la medesima sollecitudine per voi nel cuore di Tito! Egli infatti ha raccolto il mio invito e ancor più pieno di zelo è partito spontaneamente per venire da voi. Con lui abbiamo inviato pure il fratello che ha lode in tutte le Chiese a motivo del vangelo; egli è stato designato dalle Chiese come nostro compagno in quest’opera di carità, alla quale ci dedichiamo per la gloria del Signore, e per dimostrare anche l’impulso del nostro cuore. Con ciò intendiamo evitare che qualcuno possa biasimarci per questa abbondanza che viene da noi amministrata. Ci preoccupiamo infatti di comportarci bene non soltanto davanti al Signore, ma anche davanti agli uomini. Con loro abbiamo inviato anche il nostro fratello, di cui abbiamo più volte sperimentato lo zelo in molte circostanze; egli è ora più zelante che mai per la grande fiducia che ha in voi. Quanto a Tito, egli è mio compagno e collaboratore presso di voi; quanto ai nostri fratelli, essi sono delegati delle Chiese e gloria di Cristo. Date dunque a loro la prova del vostro affetto e della legittimità del nostro vanto per voi davanti a tutte le Chiese. Responsorio (2Cor 8,9; Fil 2,7) R. Conoscete la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, * perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. V. Spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo, R. perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. Seconda Lettura Dai "Discorsi" di san Cesario di Arles, vescovo (25,1) La misericordia divina e quella umana «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt 5,7); dolcissima è la parola misericordia, fratelli carissimi; ma se è già dolce il nome, quanto più la realtà stessa. Sebbene tutti vogliano che nei loro confronti si usi misericordia, non tutti si comportano in modo da meritarla. Mentre tutti vogliono ricevere misericordia pochi sono quelli che la usano verso gli altri. O uomo, con quale coraggio osi chiedere ciò che ti rifiuti di concedere? Chi desidera ottenere misericordia in cielo deve concederla su questa terra. Poiché dunque tutti noi, fratelli carissimi, desideriamo che ci sia fatta misericordia cerchiamo di rendercela propizia in questo mondo, perché sia nostra liberatrice nell’altro. C’è infatti in cielo una misericordia, a cui si arriva mediante le misericordie esercitate qui in terra. La Scrittura dice in proposito: O Signore, la tua misericordia è in cielo (cfr. Sal 35,6). Esiste dunque una misericordia terrena e una celeste, una misericordia umana e una divina. Qual è la misericordia umana? Quella con cui ti volgi alle miserie dei poveri. Qual è invece la misericordia divina? Quella, senza dubbio, che ti concede il perdono dei peccati. Tutto quello che la misericordia umana dà durante il pellegrinaggio terreno, la misericordia divina lo restituisce in patria. Dio infatti su questa terra ha fame e sete nella persona di tutti i poveri, come disse egli stesso: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me» (Mt 25,40). Quel Dio che si degna di ricompensare in cielo vuole ricevere qui in terra. E chi siamo noi, che quando Dio dona vogliamo ricevere e quando chiede non vogliamo dare? Quando un povero ha fame, è Cristo che ha fame, come egli stesso ha detto: «Ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare» (Mt 25,42). Non disprezzare dunque la miseria dei poveri, se vuoi sperare con sicurezza il perdono dei peccati. Adesso, fratelli, Cristo ha fame: egli stesso si degna di aver fame e sete in tutti i poveri; quello che riceve sulla terra lo restituisce in cielo. Che cosa volete, fratelli, e che cosa chiedete quando venite in chiesa? Certamente non altro che la misericordia di Dio. Date dunque quella terrena e otterrete quella celeste. Il povero chiede a te e anche tu chiedi a Dio: quello ti chiede un pezzo di pane, tu chiedi la vita eterna. Dà al povero per meritare di ricevere da Cristo. Ascolta la sua parola: «Date e vi sarà dato» (Lc 6,38). Non so con quale coraggio pretendi di ricevere quello che non vuoi dare. Perciò, quando venite in chiesa, non negate ai poveri un’elemosina, anche se piccola, secondo le vostre possibilità. Responsorio (Lc 6,36.37-38; Mt 5,7) R. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro: * perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato. V. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia; R. perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato.