Venerdì 2026-06-05

San Bonifacio, vescovo e martire

Tempo ORDINARIO
IX
Salterio I
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Memoria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
IX
Salterio
I
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 9a SETTIMANA Anno Pari Venerdi Prima Lettura Dalla lettera ai Galati di san Paolo, apostolo (5,1-25) Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi Carissimi, Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Ecco, io Paolo vi dico: se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà nulla. E dichiaro ancora una volta a chiunque si fa circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta quanta la legge. Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella legge; siete decaduti dalla grazia. Noi infatti, per virtù dello Spirito attendiamo dalla fede la giustificazione che speriamo. Poiché in Cristo Gesù non è la circoncisione che conta o la non circoncisione, ma la fede che opera per mezzo della carità. Correvate così bene; chi vi ha tagliato la strada che non obbedite più alla verità? Questa persuasione non viene sicuramente da colui che vi chiama! Un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta. Io sono fiducioso per voi nel Signore che non penserete diversamente; ma chi vi turba, subirà la sua condanna, chiunque egli sia. Quanto a me, fratelli, se io predico ancora la circoncisione, perché sono tuttora perseguitato? è dunque annullato lo scandalo della croce? Dovrebbero farsi mutilare coloro che vi turbano. Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso. Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri! Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge. Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è legge. Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. Responsorio (Gal 5,18.22.25) R. Se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge. * Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace. V. Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. R. Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace. Seconda Lettura Dai "Discorsi" di san Gregorio Nazianzeno, v. (7,23-24) Cristo si è perfettamente realizzato in noi nella sua pienezza Quanto vorrei mortificare queste mie membra mortali! Quanto vorrei caricarmi spiritualmente di ogni peso, camminando per la via stretta, nella quale pochi avanzano, e non su quella larga e facile! Davvero grandi e straordinarie sono quelle realtà che vengono dopo! La speranza supera il nostro merito e la nostra stessa dignità. «Che è quest’uomo che tu ne fai tanto conto?» (Gb 7,17). Cos’è questo mistero nuovo che mi circonda? Sono piccolo e grande, umile e sublime, mortale e immortale, terreno e celeste. Le prime realtà le ho in comune con questo mondo inferiore, le altre mi vengono da Dio; le prime appartengono alla carne, le seconde allo spirito. è necessario che io venga sepolto con Cristo, con lui risorga, insieme a lui riceva l’eredità; che io diventi figlio di Dio, e in qualche modo Dio stesso. Guardate a che punto il discorso, sviluppandosi, ci ha portati. Poco manca che io non ringrazi anche la disgrazia che mi ha dato occasione di parlare di queste cose; e che ha aumentato in me il desiderio di spiccare il volo da questa vita. Ecco cosa c’insegna questo grande mistero: Dio, che per noi si è rivestito di umanità, si è fatto povero allo scopo di risollevare la nostra natura avvilita e di restaurare in noi la sua immagine deturpata, promuovendo l’uomo, affinché tutti noi diveniamo «uno in Cristo» (Gal 3,28), il quale si è perfettamente realizzato in tutti noi nella sua pienezza. Questo perché non vi sia «più né uomo né donna» (Gal 3,28) «barbaro o Scita, schiavo o libero» (Col 3,11), tutte insegne e discriminazioni della carne. Noi invece portiamo la sola impronta di Dio, dal quale e per il quale siamo stati creati; a tal punto siamo stati da lui plasmati e modellati, che da lui solo possiamo essere riconosciuti. Potessimo arrivare a essere ciò che speriamo, secondo la munifica benevolenza di Dio! Egli ci chiede piccole cose, mentre immense sono quelle che concede, nel secolo presente e in quello futuro, a chi lo ama con cuore sincero: cioè quando per l’amore che gli portiamo e la speranza in lui, ci sforziamo di sopportare ogni cosa, ringraziandolo sempre di tutto, nella gioia e nella tristezza, e gli raccomandiamo le anime nostre e quelle dei nostri compagni di viaggio che sono giunti prima e più preparati alla dimora eterna. Responsorio (Ef 1,3-4; 2,10) R. Dio ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo * per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità. V. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché le praticassimo: R. per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità.