Sabato 2026-06-06

Sabato della IX settimana del Tempo Ordinario | m

Tempo ORDINARIO
IX
Salterio I
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
IX
Salterio
I
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 9a SETTIMANA Anno Pari Sabato Prima Lettura Dalla lettera ai Galati di san Paolo, apostolo (5,25-6,18) Essere nuova creatura Fratelli, se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. Non cerchiamo la vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri. Fratelli, qualora uno venga sorpreso in qualche colpa, voi che avete lo Spirito correggetelo con dolcezza. E vigila su te stesso, per non cadere anche tu in tentazione. Portate i pesi gli uni degli altri, così adempirete la legge di Cristo. Se infatti uno pensa di essere qualcosa mentre non è nulla, inganna se stesso. Ciascuno esamini invece la propria condotta e allora solo in se stesso e non negli altri troverà motivo di vanto: ciascuno infatti porterà il proprio fardello. Chi viene istruito nella dottrina, faccia parte di quanto possiede a chi lo istruisce. Non vi fate illusioni; non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato. Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione; chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna. E non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede. Vedete con che grossi caratteri vi scrivo, ora, di mia mano. Quelli che vogliono fare bella figura nella carne, vi costringono a farvi circoncidere, solo per non essere perseguitati a causa della croce di Cristo. Infatti neanche gli stessi circoncisi osservano la legge, ma vogliono la vostra circoncisione per trarre vanto dalla vostra carne. Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio. D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen. Responsorio (Gal 6,7.8; Gv 6,63) R. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato. Chi semina nella carne, dalla carne raccoglierà corruzione; * chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna. V. è lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; R. chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna. Seconda Lettura Dalle "Omelie in morte del fratello" di sant’Ambrogio, vescovo (2,43-46) La morte di Cristo è vita per tutti «Possa io morire della morte dei giusti, e sia la mia fine come la loro» (Nm 23,10). Davvero questo desiderio va nel senso della profezia. Colui infatti che aveva visto la nascita di Cristo, vide la sua morte trionfale, vide in lui la perpetua risurrezione degli uomini, e pertanto non teme la morte sapendo che risorgerà. Non muoia la mia anima nel peccato né si macchi di alcuna colpa, ma muoia nella via del giusto per ricevere la sua giustizia. Chi muore in Cristo diventa partecipe della grazia di lui nel battesimo. La morte, così, non fa paura né è amara per i poveri, non è più pesante per i ricchi, non è ingiusta per chi è più avanti nell’età, non è un’onta per i forti, né è perpetua per chi ha fede, né è improvvisa per chi è saggio. Quanti hanno consacrato la loro vita solo in vista della morte! Per quanti vivere fu una pena, e morire una conquista! Sappiamo che spesso diversi popoli famosissimi hanno ricevuto la libertà dalla morte di una sola persona, che un esercito di nemici venne messo in fuga dalla morte di un comandante che da vivo non sarebbe riuscito a riportare vittoria. La religione ebbe la sua difesa dalla morte dei martiri, la fede il suo aumento, la Chiesa la sua forza. I morti vinsero; i persecutori furono vinti. Per questo di tanti dei quali non conosciamo la vita celebriamo la morte. Davide con slancio profetico si esalta a questo pensiero: «Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi fedeli» (Sal 115,15). Egli preferì anteporre la morte alla vita. La stessa morte dei martiri è un premio per la vita. Con la morte anche l’odio dei nemici si dissolve. Che più? Dalla morte di un solo il mondo fu redento. Cristo avrebbe potuto non morire, se non lo avesse voluto, ma non ritenne di sfuggire alla morte come se fosse cosa vile, né meglio avrebbe potuto salvarci che morendo. La sua morte è la vita di tutti; siamo sotto il segno della sua morte: pregando la proclamiamo, presentando le offerte la predichiamo. La sua morte è sacramento, è la solennità dell’anno per il mondo intero. Che dire inoltre della morte di Cristo, quando sappiamo per divina testimonianza che essa sola ci ha acquistato l’immortalità, ed essa da sola si è riscattata? Non dobbiamo dunque temere la morte, ragione della comune salvezza, non sfuggirla, dato che Cristo non l’ha né sdegnata né sfuggita. Non si deve andar contro l’ordine della natura. Ciò infatti che è comune a tutti non può avere eccezione nei singoli. Responsorio (Eb 2,10; Lc 24,25) R. Volendo portare molti figli alla gloria * era ben giusto che colui per il quale e dal quale sono tutte le cose, rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che li ha guidati alla salvezza. V. Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze? R. Era ben giusto che colui per il quale e dal quale sono tutte le cose, rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che li ha guidati alla salvezza.