Informazioni Liturgiche
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- ORDINARIO
- Settimana
- X
- Salterio
- II
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
10a SETTIMANA
Anno Pari
Lunedi
Prima Lettura
Dalla lettera ai Filippesi di san Paolo, apostolo (1,12-26) Paolo è citato in giudizio Desidero che sappiate, fratelli, che le mie vicende si sono volte piuttosto a vantaggio del vangelo, al punto che in tutto il pretorio e dovunque si sa che sono in catene per Cristo; in tal modo la maggior parte dei fratelli, incoraggiati nel Signore dalle mie catene, ardiscono annunziare la parola di Dio con maggior zelo e senza timore alcuno. Alcuni, è vero, predicano Cristo anche per invidia e spirito di contesa, ma altri con buoni sentimenti. Questi lo fanno per amore, sapendo che sono stato posto per la difesa del vangelo; quelli invece predicano Cristo con spirito di rivalità, con intenzioni non pure pensando di aggiungere dolore alle mie catene. Ma questo che importa? Purché in ogni maniera, per ipocrisia o per sincerità, Cristo venga annunziato, io me ne rallegro e continuerò a rallegrarmene. So infatti che tutto questo servirà alla mia salvezza (cfr. Gb 13,16), grazie alla vostra preghiera e all’aiuto dello Spirito di Gesù Cristo, secondo la mia ardente attesa e speranza che in nulla rimarrò confuso; anzi nella piena fiducia che, come sempre anche ora Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia.
Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa debba scegliere. Sono messo alle strette infatti tra queste due cose: da una parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; d’altra parte, è più necessario per voi che io rimanga nella carne. Per conto mio, sono convinto che resterò e continuerò a essere d’aiuto a voi tutti, per il progresso e la gioia della vostra fede, perché il vostro vanto nei miei riguardi cresca sempre più in Cristo, con la mia nuova venuta tra voi.
Responsorio (Fil 1,20.21)
R. Secondo la mia ardente attesa e speranza, io so che in nulla rimarrò confuso: * Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva, sia che io muoia.
V. Per me infatti, il vivere è Cristo e il morire un guadagno:
R. Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva, sia che io muoia.
Seconda Lettura
Dalla "Lettera ai Filippesi" di san Policarpo, vescovo e martire (Cc. 3-5)
Indossiamo le armi della giustizia
Non è per mia iniziativa, fratelli, che vi scrivo riguardo alla giustizia, ma perché voi stessi me lo avete richiesto, e lo farò dicendovi non cose mie, ma di Paolo. Effettivamente né io, né altri come me, potrebbe mai giungere alla sapienza del beato e glorioso apostolo. Egli, quando si trovava in mezzo a voi, parlando di persona agli uomini del suo tempo, trasmise con sicurezza e con forza il messaggio di verità e, anche dopo la sua partenza, vi indirizzò lettere, che vi edificheranno sempre nella fede ricevuta, se le mediterete attentamente. Vi faranno cioè crescere in quella fede che è la nostra comune madre (cfr. Gal 4,26), cui segue la speranza che è preceduta dalla carità verso Dio, verso Cristo e verso il prossimo. Chi possiede queste virtù ha adempiuto il comandamento della giustizia, perché chi ha l’amore è lontano da ogni peccato.
«L’attaccamento al denaro è la radice di tutti i mali» (1Tm 6,10). Consapevoli, dunque, che «non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portarne via» (1Tm 6,7), armiamoci con le armi della giustizia e impariamo noi per primi a camminare nella via dei comandamenti del Signore.
Insegnate alle vostre mogli a camminare nella fede ricevuta, nell’amore e nella purezza, ad amare i loro mariti in tutta fedeltà e tutti gli altri ugualmente in tutta castità e a educare i figli nel timore di Dio (cfr. Ef 5,22-24).
Le vedove siano compenetrate di fede nel Signore, intercedano incessantemente per tutti, si tengano lontane da ogni calunnia, maldicenza, falsa testimonianza, dalla cupidigia del denaro e da qualsiasi specie di male; siano consapevoli di essere un altare di Dio, il quale scruta attentamente ogni cosa e nulla ignora dei nostri pensieri, sentimenti o segreti del cuore (cfr. 1Tm 5,5-10).
Ben sapendo, dunque, che «non ci si può prendere gioco di Dio» (Gal 6,7), dobbiamo camminare in modo degno dei suoi comandamenti e della sua gloria. I diaconi camminino nella santità sotto lo sguardo di Dio santo, quali ministri suoi e del Cristo, e non si curino degli apprezzamenti degli uomini. Non siano calunniatori, non falsi; non siano attaccati al denaro (cfr. 1Tm 3,8-10). Saggi in ogni cosa, compassionevoli, solleciti, camminino secondo la verità del Signore che si fece servo di tutti. Se a lui saremo graditi nel tempo presente, egli ci darà in cambio i beni futuri, quando ci risusciterà dai morti come ci ha promesso. Se ci comporteremo in modo degno di lui, «con lui anche regneremo» (2Tm 2,12), purché restiamo saldi nella fede.
Responsorio (Cfr. Fil 4,8.9)
R. Tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, tutto questo praticate: * e il Dio della pace sarà con voi!
V. Quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia nei vostri pensieri:
R. e il Dio della pace sarà con voi!