Mercoledì 2026-06-10

Mercoledì della X settimana del Tempo Ordinario

Tempo ORDINARIO
X
Salterio II
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
X
Salterio
II
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 10a SETTIMANA Anno Pari Mercoledi Prima Lettura Dalla lettera ai Filippesi di san Paolo, apostolo (2,12-30) Attendete alla vostra salvezza Miei cari, obbedendo come sempre, non solo come quando ero presente, ma molto più ora che sono lontano, attendete alla vostra salvezza con timore e tremore. è Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo i suoi benevoli disegni. Fate tutto senza mormorazioni e senza critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita. Allora, nel giorno di Cristo, io potrò vantarmi di non aver corso invano né invano faticato. E anche se il mio sangue deve essere versato in libagione sul sacrificio e sull’offerta della vostra fede, sono contento, e ne godo con tutti voi. Allo stesso modo anche voi godetene e rallegratevi con me. Ho speranza nel Signore Gesù di potervi presto inviare Timoteo, per essere anch’io confortato nel ricevere vostre notizie. Infatti, non ho nessuno d’animo uguale al suo e che sappia occuparsi così di cuore delle cose vostre, perché tutti cercano i propri interessi, non quelli di Gesù Cristo. Ma voi conoscete la buona prova da lui data, poiché ha servito il vangelo con me, come un figlio serve il padre. Spero quindi di mandarvelo presto, non appena avrò visto chiaro nella mia situazione. Ma ho la convinzione nel Signore che presto verrò anch’io di persona. Per il momento ho creduto necessario mandarvi Epafrodito, questo nostro fratello che è anche mio compagno di lavoro e di lotta, vostro inviato per sovvenire alle mie necessità; lo mando perché aveva grande desiderio di rivedere voi tutti e si preoccupava perché eravate a conoscenza della sua malattia. è stato grave, infatti, e vicino alla morte. Ma Dio gli ha usato misericordia, e non a lui solo ma anche a me, perché non avessi dolore su dolore. L’ho mandato quindi con tanta premura perché vi rallegriate al vederlo di nuovo e io non sia più preoccupato. Accoglietelo dunque nel Signore con piena gioia e abbiate grande stima verso persone come lui, perché ha rasentato la morte per la causa di Cristo, rischiando la vita, per sostituirvi nel servizio presso di me. Responsorio (Cfr. 2Pt 1,10.11; Ef 5,8.11) R. Cercate di render sempre più sicura la vostra vocazione ed elezione: * così vi sarà aperto l’ingresso nel regno eterno del nostro Signore e salvatore. V. Comportatevi come figli della luce, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; R. così vi sarà aperto l’ingresso nel regno eterno del nostro Signore e salvatore. Seconda Lettura Dalla "Lettera ai Filippesi" di san Policarpo, vescovo e martire (Cc. 9-11) Camminiamo nella fede e nella giustizia Vi scongiuro tutti: obbedite alla parola di giustizia e perseverate in quella fortezza della quale i vostri stessi occhi hanno ammirato il modello non solo nei beati Ignazio, Zòsimo e Rufo, ma anche negli altri che furono tra voi e nello stesso Paolo e negli altri apostoli. Sappiate che essi non corsero invano (cfr. Fil 2,16), ma nella fede e nella giustizia, e che ora si trovano nel luogo loro promesso, presso il Signore, di cui condivisero le sofferenze. Essi «non amarono il secolo presente» (2Tm 4,10), ma colui che morì per noi tutti e che per noi fu risuscitato da Dio. Rimanete saldi in queste convinzioni e seguite l’esempio del Signore, fermi e irremovibili nella fede. Amate i vostri fratelli e amatevi vicendevolmente. State uniti nella verità, usatevi reciproche attenzioni con la dolcezza del Signore, non disprezzate nessuno. Quando potete fare del bene, non differitelo, «perché l’elemosina libera dalla morte» (Tb 4,10). «Siate sottomessi gli uni agli altri» (Ef 5,21) e «la vostra condotta tra i pagani sia irreprensibile» (1Pt 2,12); meriterete così lode per le vostre buone opere e non si bestemmierà il Signore per colpa vostra. Guai a colui per causa del quale il nome del Signore è disprezzato. Insegnate a tutti quella santa condotta nella quale voi stessi vivete. Molto mi addolorò il caso di Valente, che fu un tempo presbitero in mezzo a voi e che, con il suo comportamento, dimostra ora una così grave carenza nella stima dell’ufficio che gli è stato affidato. Per questo vi esorto a guardarvi dall’avarizia e ad essere casti e leali. Astenetevi da ogni male. Chi non è capace di dominare se stesso, come potrà esortare gli altri? Perché chi non si astiene dall’avarizia verrà contaminato dall’idolatria e sarà annoverato tra i pagani, che ignorano i giudizi del Signore. «O non sapete che i santi giudicheranno il mondo» (1Cor 6,2), come insegna Paolo? Io, tuttavia, non ho mai constatato né sentito dire nulla di simile di voi, in mezzo ai quali lavorò Paolo e ai quali egli allude all’inizio della sua lettera. Di voi infatti egli si gloriava in tutte le chiese che allora conoscevano Dio, mentre noi non lo conoscevamo ancora. Di molta amarezza è, quindi, motivo per me sia Valente che sua moglie. Il Signore conceda loro la grazia di una vera conversione. Trattateli però senza asprezza e non come nemici (cfr. 2Ts 3,15), ma richiamateli come membra sofferenti e sviate, perché l’intero vostro corpo sia salvo. Aiutandoli, contribuirete all’edificazione di voi stessi. Responsorio (Fil 2,12-13; Gv 15,5) R. Attendete alla vostra salvezza con timore e tremore. * Dio infatti suscita in voi il volere e l’operare secondo i suoi benevoli disegni. V. Dice il Signore: Senza di me non potete far nulla. R. Dio infatti suscita in voi il volere e l’operare secondo i suoi benevoli disegni