Informazioni Liturgiche
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- Feria
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- ORDINARIO
- Settimana
- XI
- Salterio
- III
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
11a SETTIMANA
Anno Pari
Martedi
Prima Lettura
Dal libro di Esdra (4,1-5.24–5,5) Opposizioni alla ricostruzione del tempio Quando i nemici di Giuda e di Beniamino vennero a sapere che gli esuli rimpatriati stavano ricostruendo il tempio del Signore Dio d’Israele, si presentarono a Zorobabele e ai capifamiglia e dissero: «Vogliamo costruire anche noi insieme con voi, perché anche noi, come voi, cerchiamo il vostro Dio; a lui noi facciamo sacrifici dal tempo di Assaràddon re di Assiria, che ci ha fatti immigrare in questo paese».
Ma Zorobabele, Giosuè e gli altri capifamiglia d’Israele dissero loro: «Non conviene che costruiamo insieme la casa del nostro Dio; ma noi soltanto la ricostruiremo al Signore Dio d’Israele, come Ciro re di Persia ci ha ordinato».
Allora la popolazione indigena si mise a scoraggiare il popolo dei Giudei e a molestarlo per impedirgli di costruire. Inoltre sobillarono contro di loro alcuni funzionari per mandar fallito il loro piano; ciò per tutto il tempo di Ciro re di Persia fino al regno di Dario re di Persia.
Così fu sospeso il lavoro per il tempio in Gerusalemme e rimase sospeso fino all’anno secondo del regno di Dario re di Persia.
Ma i profeti Aggeo e Zaccaria figlio di Iddo si rivolsero ai Giudei che erano in Giuda e a Gerusalemme, profetando in nome del Dio d’Israele che li ispirava. Allora Zorobabele figlio di Sealtièl, e Giosuè figlio di Iozadàk subito ripresero a costruire il tempio di Gerusalemme; con essi erano i profeti di Dio che li incoraggiavano. In quel tempo Tattènai, governatore della regione d’Oltrefiume, Setar-Boznai e i loro colleghi vennero da loro e dissero: «Chi vi ha dato ordine di ricostruire questa casa e di rialzare questa cinta di mura? Chi sono e come si chiamano gli uomini che costruiscono questo edificio?».
Ma l’occhio vigile del loro Dio era sugli anziani dei Giudei: quelli non li costrinsero a desistere dai lavori in attesa che fosse portata a Dario una interpellanza e ne venisse in risposta un decreto su questo affare.
Responsorio (Sal 84,2.5.3)
R. Signore, sei stato buono con la tua terra, hai ricondotto i deportati di Giacobbe. * Rialzaci, Dio nostra salvezza, e placa il tuo sdegno verso di noi.
V. Hai perdonato l’iniquità del tuo popolo; hai cancellato tutti i suoi peccati.
R. Rialzaci, Dio nostra salvezza, e placa il tuo sdegno verso di noi.
Seconda Lettura
Dal "Commento sui salmi" di sant’Agostino, vescovo
(Sal 126,2-3)
Se il Signore non costruisce la casa,
invano vi faticano i costruttori
«Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori» (Sal 126,1). è il Signore quindi a edificare la casa, il Signore Gesù Cristo edifica la sua casa. Molti si affaticano, ma se non è lui a costruire, «invano vi faticano i costruttori». Chi sono coloro che si affaticano nell’edificare? Tutti quelli che nella Chiesa predicano la parola di Dio, i dispensatori dei sacramenti di Dio. Tutti corriamo, tutti ci diamo da fare, tutti partecipiamo alla costruzione; ma «se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori». Perciò gli apostoli e particolarmente Paolo, vedendo alcuni scivolare afferma: «Voi osservate giorni, mesi, stagioni e anni! Temo per voi che io mi sia affaticato invano a vostro riguardo» (Gal 4,10-11). Conoscendo di essere lui stesso costruito interiormente da Dio, si rammaricava per costoro, perché vanamente si era affaticato per loro. Noi dunque parliamo all’esterno, Dio costruisce interiormente. Mi rendo conto che mi udite; che cosa poi pensiate lui solo lo conosce, egli che vede i vostri pensieri. Lui edifica, lui ammonisce, lui incute timore, lui apre la mente, lui vi rende sensibili alla fede. E tuttavia anche noi lavoriamo come operai, ma «se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori». E la casa è la stessa città di Dio. Il popolo di Dio è la sua casa, perché casa di Dio è il tempio di Dio. Che dice infatti l’Apostolo? «Santo è il tempio di Dio, che siete voi» (1Cor 3,17). Tutti i fedeli sono la casa di Dio; non solo i presenti, ma anche quelli che ci hanno preceduto e sono morti, e tutti quelli che verranno dopo e che ancora devono nascere alla realtà umana, fino alla consumazione del tempo: fedeli innumerevoli radunati insieme, ma dei quali il Signore sa il numero, come dice l’Apostolo: «Il Signore conosce i suoi» (2Tm 2,19).
Quei chicchi di grano che ora gemono tra la paglia sono destinati a formare una sola massa quando l’aia alla fine dei tempi verrà mondata. Tutta dunque la moltitudine dei santi fedeli, che sono in attesa di essere trasformati da uomini in angeli di Dio e messi insieme agli stessi angeli, i quali ora non sono in cammino ma aspettano noi quando torneremo dal nostro pellegrinare: tutti insieme costituiscono un’unica casa di Dio, una sola città. Questa è Gerusalemme. Possiede dei custodi: come ha dei costruttori che si affaticano per edificarla, così vi sono quelli che la custodiscono. Si riferisce alla custodia ciò che dice l’Apostolo: «Temo che, come il serpente nella sua malizia sedusse Eva, così i vostri pensieri vengano in qualche modo traviati dalla loro semplicità e purezza nei riguardi di Cristo» (2Cor 11,3). Era un custode attento, vigilante per quanto poteva, di coloro cui era a capo. Anche i vescovi fanno questo. Il vescovo infatti è posto più in alto proprio perché sorvegli e quasi custodisca il popolo.
Quest’altezza diventa per noi pericolosa se nel cuore non ci sentiamo umilmente al di sotto di voi, e se non preghiamo per voi affinché colui che conosce i vostri pensieri vi custodisca. Noi ora possiamo vedere come agite, non però cosa meditate nei vostri cuori; anzi neppure cosa fate nelle vostre case. Come dunque custodirvi? Da uomini, in quanto possiamo, in quanto ci è stato dato. Ci affatichiamo nel custodirvi, ma la nostra fatica è vana se non custodisce colui che vede i vostri pensieri. Egli vi custodisce quando siete svegli, e anche quando dormite. Egli una sola volta si è addormentato, sulla croce; ma è risorto, non dorme più. Siate Israele, poiché «non si addormenterà, non prenderà sonno il custode d’Israele» (Sal 120,4). Su dunque, fratelli, se vogliamo essere protetti all’ombra delle ali di Dio, siamo Israele. Vi custodiamo per compito del nostro ufficio, ma vogliamo essere custoditi insieme a voi. Siamo per voi come pastori, ma siamo con voi le pecore di quel Pastore. Da questo posto parliamo a voi come maestri, ma siamo con voi discepoli di quella scuola sotto l’unico maestro.
Responsorio (Ef 2,20.21.22)
R. Edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù * in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito.
V. In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per esser tempio santo nel Signore;
R. in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito.