Sabato 2026-06-20

Sabato della XI settimana del Tempo Ordinario | m

Tempo ORDINARIO
XI
Salterio III
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
XI
Salterio
III
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
Dal libro del profeta Zaccaria (2,5-17 Volg. 2,1-13) Visioni ed esortazioni agli esuli Alzai gli occhi ed ecco un uomo con una fune in mano per misurare. Gli domandai: «Dove vai?». Ed egli: «Vado a misurare Gerusalemme per vedere qual è la sua larghezza e qual è la sua lunghezza». L’angelo che parlava con me uscì e incontrò un altro angelo che gli disse: «Corri, va’ a parlare a quel giovane e digli: Gerusalemme sarà priva di mura, per la moltitudine di uomini e di animali che dovrà accogliere. Io stesso – parola del Signore – le farò da muro di fuoco all’intorno e sarò una gloria in mezzo ad essa. Su, su fuggite dal paese del settentrione – parola del Signore – voi che ho disperso ai quattro venti del cielo – parola del Signore. A Sion mettiti in salvo, tu che abiti ancora con la figlia di Babilonia! Dice il Signore degli eserciti alle nazioni che vi hanno spogliato: Ecco, io stendo la mano sopra di esse e diverranno preda dei loro schiavi e voi saprete che il Signore degli eserciti mi ha inviato. Gioisci, esulta, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te – oracolo del Signore –. Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore e diverranno suo popolo ed egli dimorerà in mezzo a te e tu saprai che il Signore degli eserciti mi ha inviato a te. Il Signore si terrà Giuda come eredità nella terra santa, Gerusalemme sarà di nuovo prescelta. Taccia ogni mortale davanti al Signore, poiché egli si è destato dalla sua santa dimora». Responsorio (Zc 2,8-9.14 Volg. 3,4-5.10) R. Gerusalemme sarà priva di mura, per la moltitudine di uomini e di animali, che dovrà accogliere. * Io stesso – parola del Signore – le farò da muro di fuoco all’intorno e sarò una gloria in mezzo ad essa. V. Gioisci, esulta, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te. R. Io stesso – parola del Signore – le farò da muro di fuoco all’intorno e sarò una gloria in mezzo ad essa. Seconda Lettura Dal "Commento sui salmi" di sant’Agostino, vescovo (Sal 146,4-6) Il Signore ha voluto che tutto avvenisse nella pace e nella concordia «Il Signore ricostruisce Gerusalemme, raduna i dispersi d’Israele» (Sal 146,2). Ecco che il Signore edifica Gerusalemme e raccoglie il suo popolo disperso. Il popolo di Gerusalemme è infatti il popolo d’Israele. Vi è una Gerusalemme eterna nei cieli, di cui sono cittadini anche gli angeli. Tutti i suoi cittadini godono della visione di Dio; in quella città grande, spaziosa e celeste, ciò che contemplano è Dio stesso. Ma noi pellegriniamo lontani da quella città: scacciati per il peccato non vi potemmo restare, e aggravati dalla nostra condizione mortale non possiamo ritornarvi. Dio guardò il nostro vagabondare e colui che edifica Gerusalemme ricostruì la parte rovinata. Come la ricostruì? Radunando i dispersi d’Israele. Ne cadde infatti una parte e divenne esule: Dio la guardò con misericordia e andò alla ricerca di coloro che non lo cercavano. Come li cercò? Chi mandò per la nostra schiavitù? Mandò il Redentore, secondo il detto dell’Apostolo: «Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi» (Rm 5,8). Mandò dunque il Figlio suo a redimerci dalla nostra schiavitù. E gli disse: Porta con te un sacco col prezzo da pagare per gli schiavi. Egli dunque si rivestì della carne mortale in cui stava il sangue che effuso ci ha redenti. Con tale sangue ha radunato i dispersi d’Israele. E se un giorno egli raccolse i dispersi, come dobbiamo far di tutto perché anche ora siano raccolti! Se allora furono raccolti, per divenire nelle mani dell’artefice parte dell’edificio, come non si devono raccogliere quelli che per insofferenza caddero dalle mani del costruttore? «Il Signore ricostruisce Gerusalemme»: ecco chi lodiamo, ecco colui al quale dobbiamo la lode per tutta la nostra vita. «Il Signore ricostruisce Gerusalemme, raduna i dispersi d’Israele». Come li raduna? Che fa per raccoglierli? «Risana i cuori affranti» (Sal 146,3). Ecco come sono raccolti i dispersi d’Israele: vengono risanati coloro che hanno il cuore contrito e umiliato, quelli che riconoscono le proprie colpe e si castigano da se medesimi, che si giudicano con severità per rendersi capaci di sperimentare la sua misericordia. Questi risana; ma saranno perfettamente sani quando sarà terminato il loro stato mortale, quando questo corpo corruttibile si sarà vestito di incorruttibilità e questo corpo mortale si sarà vestito di immortalità (cfr. 1Cor 15,53); quando più nessuna debolezza della carne ci stimolerà, non solo al consenso, ma neanche alla suggestione del male. Dice l’Apostolo: «Il corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione. E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi» (Rm 8,10-11). Questo pegno ha dunque ricevuto il nostro spirito, affinché incominciamo a servire Dio nella fede e per la fede, a essere chiamati giusti, poiché: «Il mio giusto vivrà mediante la fede» (Eb 10,38). Tutto quel che ora ci ostacola e ci resiste, proviene dalla mortalità della carne; anche questa sarà risanata. Dice infatti: «Dio darà vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi». Per questo ce lo ha dato in pegno, per portare a compimento la sua promessa. Che accadrà dunque in questa vita, in cui siamo testimoni ma non ancora possessori? Come avviene la cura? «Risana i cuori affranti». Ma la sanità perfetta avverrà nel tempo che abbiamo detto: E ora che cosa fa? «Fascia le loro ferite»: colui che cura i cuori contriti, la cui sanità perfetta si avrà nella risurrezione dei giusti, tiene ora saldi i loro propositi. Responsorio (Cfr. Is 2,2; Sal 86,5) R. Il tempio del Signore è stato elevato sulla cima del monte Sion e sulla sua vetta esulti la madre Chiesa. * Ad essa affluiranno tutte le genti e si rallegreranno cantando inni di gioia. V. Si dirà di Sion: L’uno e l’altro è nato in essa e l’Altissimo la tiene salda. R. Ad essa affluiranno tutte le genti e si rallegreranno cantando inni di gioia.