Informazioni Liturgiche
- Grado
- Feria
- Tempo
- ORDINARIO
- Settimana
- XII
- Salterio
- IV
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
12a SETTIMANA
Anno Pari
Martedi
Prima Lettura
Dal libro di Esdra (6,1-5.14-22) Costruzione del Tempio e celebrazione della Pasqua Il re Dario ordinò che si facessero ricerche nell’archivio, dove si conservavano i tesori a Babilonia, e a Ecbatana, la fortezza che è nella provincia di Media, si trovò un rotolo in cui era scritto: «Promemoria. Nell’anno primo del suo regno, il re Ciro prese questa decisione riguardo al tempio in Gerusalemme: La casa sia ricostruita come luogo in cui si facciano sacrifici; le sue fondamenta siano salde, la sua altezza sia di sessanta cubiti, la sua larghezza di sessanta cubiti. Vi siano nei muri tre spessori di blocchi di pietra e uno di legno. La spesa sia pagata dalla reggia.
Inoltre gli arredi del tempio fatti d’oro e d’argento, che Nabucodonosor ha portato via dal tempio di Gerusalemme e trasferito a Babilonia, siano restituiti e rimessi al loro posto nel tempio di Gerusalemme e ricollocati nella casa di Dio». Gli anziani dei Giudei continuarono a costruire e fecero progressi con l’incoraggiamento delle parole ispirate del profeta Aggeo e di Zaccaria figlio di Iddo. Portarono a compimento la costruzione secondo il comando del Dio d’Israele e secondo il decreto di Ciro, di Dario e di Artaserse re di Persia. Si terminò la costruzione di questo tempio il giorno tre del mese di Adar nell’anno sesto del regno del re Dario. Allora gli Israeliti, i sacerdoti, i leviti e gli altri rimpatriati celebrarono con gioia la dedicazione di questa casa di Dio; offrirono per la dedicazione di questa casa di Dio cento tori, duecento arieti, quattrocento agnelli; inoltre dodici capri come sacrifici espiatori per tutto Israele, secondo il numero delle tribù d’Israele.
Inoltre stabilirono i sacerdoti divisi secondo le loro classi e i leviti secondo i loro turni per il servizio di Dio a Gerusalemme, come è scritto nel libro di Mosè. I rimpatriati celebrarono la Pasqua il quattordici del primo mese, poiché i sacerdoti e i leviti si erano purificati tutti insieme come un sol uomo: tutti erano mondi. Così immolarono la Pasqua, per tutti i rimpatriati, per i loro fratelli sacerdoti e per se stessi. Mangiarono la Pasqua gli Israeliti che erano tornati dall’esilio e quanti si erano separati dalla contaminazione del popolo del paese e si erano uniti a loro per aderire al Signore Dio d’Israele.
Celebrarono con gioia la festa degli azzimi per sette giorni poiché il Signore li aveva colmati di gioia, avendo piegato a loro favore il cuore del re di Assiria, per rafforzare le loro mani nel lavoro per il tempio del Dio d’Israele.
Responsorio (Cfr. Ag 2,6.7.9 - Volg. 2,7.8.10)
R. Io scuoterò il cielo e la terra: * E verrà il Desiderato da tutte le genti.
V. Grande sarà la gloria di questa casa, e in questo luogo io porrò la pace.
R. E verrà il Desiderato da tutte le genti.
Seconda Lettura
Dal trattato "Sul digiuno della quaresima" di san Leone Magno, papa (1-4)
Noi siamo il tempio del Dio vivente
Carissimi, l’insegnamento degli apostoli ci ammonisce affinché, deposto l’uomo vecchio con le sue azioni, ogni giorno ci rinnoviamo con uno stile di vita santa (cfr. Col 3,9-10). Se infatti siamo il tempio di Dio e lo Spirito Santo abita nella nostra anima come dice l’Apostolo: «Noi siamo il tempio del Dio vivente» (2Cor 6,16), dobbiamo stare molto attenti a che la dimora del nostro cuore non sia indegna di tanto ospite.
E come nelle abitazioni umane si provvede con lodevole diligenza a riparare tempestivamente le lesioni dovute all’infiltrazione delle piogge, alla furia delle intemperie o alla stessa antichità, con uguale sollecitudine dobbiamo preoccuparci affinché nei nostri animi nulla vi sia di scomposto, nulla di impuro. Quantunque infatti il nostro edificio non sussista senza l’opera del suo artefice, e la nostra fabbrica non possa essere incolume senza l’anticipata protezione del costruttore, tuttavia, poiché siamo pietre razionali e il materiale vivente, la mano del nostro autore ci ha strutturati in modo tale che chi subisce riparazioni lavori anch’esso con chi le opera.
La sottomissione umana dunque non si sottragga alla grazia divina, né si allontani da quel Bene senza il quale i beni non esistono. E se nel praticare i comandamenti troviamo qualcosa che ci è personalmente impossibile o difficile a eseguirsi, non restiamo in noi stessi, ma ricorriamo a colui che ce l’impone; egli infatti ci dà il precetto proprio per suscitare il nostro desiderio e offrirci l’aiuto, come dice il profeta: «Getta nel Signore il tuo affanno, ed egli ti darà sostegno» (Sal 54,23).
O forse c’è qualcuno tanto insolente e superbo, che si ritiene così intatto e puro da non aver bisogno di nessun rinnovamento? è molto ingannevole simile persuasione, e chiunque tra le tentazioni di questa vita si crede immune da ogni ferita, invecchia in una grande stoltezza.
è vero che in ogni parte del mondo e in ogni tempo i cuori dei fedeli non dubitano mai della provvidenza divina, né ritengono che l’adempiersi degli eventi umani sia connesso col potere delle stelle, nullo in realtà, sapendo che ogni cosa è disposta secondo la volontà infinitamente giusta e buona del sommo re, poiché sta scritto: «Tutti i sentieri del Signore sono verità e grazia» (Sal 24,10). Quando però certe cose non avvengono secondo i nostri desideri e per errore dell’umano giudizio la causa dell’iniquo ha più fortuna di quella del giusto, è assai facile e probabile che questi fatti disorientino anche gli spiriti forti, spingendo a lamentarsi un poco del non giusto indirizzo delle cose, tanto che persino il santo profeta Davide si confessa turbato in modo pericoloso da queste incongruenze (cfr. Sal 72). Quindi tanta fortezza è di pochi; e poiché non solo l’avversità ma anche la prosperità corrompe molti fedeli, bisogna avere diligente cura nel sanare le ferite di cui è piagata l’umana debolezza.
Responsorio (1Cor 6,19-20; cfr. Lv 11,43.44)
R. Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. * Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!
V. Non vi rendete immondi: siate santi perché io sono santo.
R. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.