Informazioni Liturgiche
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- XII
- Salterio
- IV
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
24 giugno
NATIVITà DI SAN GIOVANNI BATTISTA
Solennità
Prima Lettura
Dal libro del profeta Geremia (1,4-10.17-19) Vocazione del profeta Mi fu rivolta la parola del Signore: «Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni».
Risposi: «Ahimé, Signore Dio, ecco io non so parlare, perché sono giovane».
Ma il Signore mi disse: «Non dire: Sono giovane, ma va’ da coloro a cui ti manderò e annunzia ciò che io ti ordinerò.
Non temerli, perché io sono con te per proteggerti».
Oracolo del Signore.
Il Signore stese la mano, mi toccò la bocca e il Signore mi disse: «Ecco, ti metto le mie parole sulla bocca.
Ecco, oggi ti costituisco sopra i popoli e sopra i regni per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare».
Tu, dunque, cingiti i fianchi, alzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò; non spaventarti alla loro vista, altrimenti ti farò temere davanti a loro.
Ed ecco oggi io faccio di te come una fortezza, come un muro di bronzo contro tutto il paese, contro i re di Giuda e i suoi capi, contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese.
Ti muoveranno guerra ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti».
Responsorio (Cfr. Ger 1,5.9.10)
R. Prima di formarti nel grembo materno, io ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, io ti avevo consacrato; *ti ho stabilito profeta delle nazioni.
V. Ecco, ho messo le mie parole sulla tua bocca; oggi ti ho costituito sopra i popoli e sopra i regni;
R. ti ho stabilito profeta delle nazioni.
Seconda Lettura
Dai "Discorsi" di sant’Agostino, vescovo (293,1-3)
Voce di chi grida nel deserto
La Chiesa festeggia la natività di Giovanni, attribuendole un particolare carattere sacro. Di nessun santo, infatti, noi celebriamo solennemente il giorno natalizio; celebriamo invece quello di Giovanni e quello di Cristo. Giovanni però nasce da una donna avanzata in età e già sfiorita. Cristo nasce da una giovinetta vergine. Il padre non presta fede all’annunzio sulla nascita futura di Giovanni e diventa muto. La Vergine crede che Cristo nascerà da lei e lo concepisce nella fede.
Sembra che Giovanni sia posto come un confine fra due Testamenti, l’Antico e il Nuovo. Infatti che egli sia, in certo qual modo, un limite lo dichiara lo stesso Signore quando afferma: «La Legge e i Profeti fino a Giovanni» (Lc 16,16). Rappresenta dunque in sé la parte dell’Antico e l’annunzio del Nuovo. Infatti, per quanto riguarda l’Antico, nasce da due vecchi. Per quanto riguarda il Nuovo, viene proclamato profeta già nel grembo della madre. Prima ancora di nascere, Giovanni esultò nel seno della madre all’arrivo di Maria. Già da allora aveva avuto la nomina, prima di venire alla luce. Viene indicato già di chi sarà precursore, prima ancora di essere da lui visto. Questi sono fatti divini che sorpassano i limiti della pochezza umana. Infine nasce, riceve il nome, si scioglie la lingua del padre. Basta riferire l’accaduto per spiegare l’immagine della realtà.
Zaccaria tace e perde la voce fino alla nascita di Giovanni, precursore del Signore, e solo allora riacquista la parola. Che la parola. Che cosa significa il silenzio di Zaccaria se non la profezia non ben definita, e prima della predicazione di Cristo ancora oscura? Si fa manifesta alla sua venuta. Diventa chiara quando sta per arrivare il preannunziato. Il dischiudersi della favella di Zaccaria alla nascita di Giovanni è lo stesso che lo scindersi del velo nella passione di Cristo. Se Giovanni avesse annunziato se stesso, non avrebbe aperto la bocca a Zaccaria. Si scioglie la lingua perché nasce la voce. Infatti la voce. Infatti a Giovanni, che preannunziava il Signore, fu chiesto: «Chi sei tu?» (Gv 1,19). E rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto» (Gv 1,23). Voce è Giovanni, mentre del Signore si dice: «In principio era il Verbo» (Gv 1,1). Giovanni è voce per un po’ di tempo, Cristo invece è il Verbo eterno fin dal principio.
Responsorio (Lc 1,76-77)
R. Tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo: *andrai innanzi al Signore a preparargli le strade.
V. Per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati:
R. andrai innanzi al Signore a preparargli le strade.
Vangelo
Dal vangelo secondo Luca (1,57-66.80)
Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei. All’ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: «Che sarà mai questo bambino?» si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui.
Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.
Terza Lettura
Dal "Discorso nella festa di san Giovanni Battista" di Ugo di san Vittore (Disc. 74)
Nascita fonte di vita
Si chiamerà Giovanni e molti godranno della sua nascita (cfr. Lc 1,13.14). Giovanni significa "grazia di Dio". Carissimi, questo nome tanto santo, dato a un uomo santissimo, preannunziato con venerazione da Gabriele, proferito da Elisabetta ripiena di Spirito Santo, comunicato per iscritto da Zaccaria, dobbiamo crederlo, senza possibilità di dubbio, prescelto da Dio stesso.
Non fu infatti senza motivo che ricevette tal nome chi splendeva prima di chiunque altro per la grazia, grazia che lo santificò ancora nel seno materno; chi alla voce della Vergine esultò per la grazia della presenza di Cristo; chi ancora fanciullo, sostenuto dalla grazia, rinunciò al mondo, ed entrato nel deserto, si dedicò solo a Dio fino al giorno della sua manifestazione al popolo d’Israele, rivestito di una veste di pelo di cammello, cinto da una cintura di pelle, nutrendosi di locuste e miele selvatico e bevendo acqua.
Ben a ragione fu chiamato Giovanni chi si mostrò precursore e predicatore della grazia celeste di cui Cristo fu subito portatore e datore. Per la qual cosa lo stesso Giovanni dice: «Io vi battezzo nell’acqua, cioè nella penitenza, ma verrà dopo di me chi è più potente di me, del quale non sono degno di sciogliere il legaccio dei calzari: Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco (cfr. Mt 3,11). Infatti: La grazia e la verità sono venute da Gesù Cristo (Gv 1,17).
Poiché dunque, fratelli, festeggiamo in tutto il mondo una nascita augusta, godiamo con tutto il cuore di partecipare anche noi a quello che fu scritto: «Molti godranno della sua nascita». Molti godono della sua nascita come mostrano più i fatti che le parole che si leggono, perché godono i cristiani ed è noto che godono anche i pagani. Godono i poveri perché vedono imminente il maturare delle messi; godono i servi perché vedono che si avvicina il termine e la mercede del loro lavoro.
I buoni godono della gioia dello Spirito Santo, i cattivi delle gioie del mondo. Infatti la gioia del mondo è la concupiscenza della carne, quella degli occhi, e la superbia della vita. Nella concupiscenza della carne c’è la gioia delle cose turpi, nella concupiscenza degli occhi quella della curiosità, nella superbia della vita la gioia della vanità. Chi si insuperbisce diventa vuoto.
Queste specie di gaudio si trovano solo nel mondo dei reprobi, i quali si allietano nel fare il male ed esultano nelle perversioni del vizio, godono delle vanità e delle stravaganze false, dei giochi superstiziosi, dell’esercizio dei vizi, del commettere peccati, si saziano di vini pregiati e di profumi, s’incoronano di rose prima di imputridire e ovunque vogliono lasciare segni di gioia (cfr. Sap 2,6-9).
Godono delle cose delle quali i dannati piangono dicendo: Errammo lontano dalla via della verità e la luce della giustizia non rifulse per noi e il sole dell’intelligenza non si levò per noi.
Ci siamo stancati nelle vie dell’iniquità e della perdizione e non abbiamo conosciuto la via del Signore. Che pro ci ha dato la superbia, e l’arroganza delle ricchezze che vantaggio ci ha portato? (cfr. Sap 5,6-8).
Godiamo dunque, carissimi, in questa santa natività di san Giovanni Battista di una grande gioia. Ma le gioie di Dio non abbiano per noi il gusto di quelle del mondo, per poter meritare di giungere con questa santa letizia alla gloria celeste. Che il Signore si degni concedercelo.
Responsorio
R. Questi è il Precursore retto e la lucerna che risplende davanti al Signore. *Egli è infatti quel Giovanni che ha preparato la via al Signore nel deserto, ha mostrato l’Agnello di Dio e ha rischiarato le menti degli uomini.
V. Giovanni stava nel deserto, predicando un battesimo di penitenza.
R. Egli è infatti quel Giovanni che ha preparato la via al Signore nel deserto, ha mostrato l’Agnello di Dio e ha rischiarato le menti degli uomini.