Informazioni Liturgiche
- Grado
- Feria
- Tempo
- ORDINARIO
- Settimana
- XII
- Salterio
- IV
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
12a SETTIMANA
Anno Pari
Giovedi
Prima Lettura
Dal libro di Esdra (9,1-9.15-10,5) Scioglimento dei matrimoni proibiti dalla legge Sono venuti a trovarmi i capi per dirmi: «Il popolo d’Israele, i sacerdoti e i leviti non si sono separati dalle popolazioni locali, nonostante i loro abomini, cioè dai Cananei, Hittiti, Perizziti, Gebusei, Ammoniti, Moabiti, Egiziani, Amorrei, ma hanno preso in moglie le loro figlie per sé e per i loro figli: così hanno profanato la stirpe santa con le popolazioni locali; anzi i capi e i magistrati sono stati i primi a darsi a questa infedeltà». Udito ciò, ho lacerato il mio vestito e il mio mantello, mi sono strappato i capelli e i peli della barba e mi sono seduto costernato. Quanti tremavano per i giudizi del Dio d’Israele su questa infedeltà dei rimpatriati, si radunarono presso di me. Ma io restai seduto costernato fino all’offerta della sera. All’offerta della sera mi alzai dal mio stato di prostrazione e con il vestito e il mantello laceri caddi in ginocchio e stesi le mani al mio Signore, e dissi: «Mio Dio, sono confuso, ho vergogna di alzare la faccia verso di te, Dio mio, poiché le nostre colpe si sono moltiplicate fin sopra la nostra testa; la nostra colpevolezza raggiunge il cielo. Dai giorni dei nostri padri fino ad oggi noi siamo stati molto colpevoli e per le nostre colpe noi, i nostri re e i nostri sacerdoti siamo stati dati nelle mani dei re stranieri; siamo stati consegnati alla spada, alla prigionia, alla rapina, all’insulto fino ad oggi.
Ora, da poco, il nostro Dio ci ha fatto una grazia: ha liberato un resto di noi, dandoci un asilo nel suo luogo santo, e così il nostro Dio ha fatto brillare e i nostri occhi e ci ha dato un po’ di sollievo nella nostra schiavitù. Perché noi siamo schiavi; ma nella nostra schiavitù il nostro Dio non ci ha abbandonati: ci ha resi graditi ai re di Persia; ci ha fatti rivivere, perché rialzassimo la casa del nostro Dio e restaurassimo le sue rovine e ci ha concesso di avere un riparo in Giuda e in Gerusalemme.
Signore, Dio di Israele, per la tua bontà è rimasto di noi oggi un gruppo di superstiti: eccoci davanti a te con la nostra colpevolezza. Ma a causa di essa non possiamo resistere alla tua presenza!».
Mentre Esdra pregava e faceva questa confessione piangendo, prostrato davanti alla casa di Dio, si riunì intorno a lui un’assemblea molto numerosa d’Israeliti, uomini, donne e fanciulli, e il popolo piangeva a dirotto. Allora Secania, figlio di Iechiel, uno dei figli di Elam, prese la parola e disse a Esdra: «Noi siamo stati infedeli verso il nostro Dio, sposando donne straniere, prese dalle popolazioni del luogo. Orbene: c’è ancora una speranza per Israele nonostante ciò. Ora noi facciamo questa alleanza davanti al nostro Dio: rimanderemo tutte queste donne e i figli nati da esse, secondo il tuo consiglio, mio signore, e il consiglio di quelli che tremano davanti al comando del nostro Dio. Si farà secondo la legge! Alzati, perché a te è affidato questo compito; noi saremo con te; sii forte e mettiti all’opera!».
Allora Esdra si alzò e fece giurare ai capi dei sacerdoti e dei leviti e a tutto Israele che avrebbero agito secondo quelle parole; essi giurarono.
Responsorio (Esd 9,6.10; Sal 129,3)
R. raggiunge il cielo; * poiché abbiamo abbandonato i tuoi comandi.
V. Se consideri le colpe, Signore, Signore chi potrà sussistere?
R. Poiché abbiamo abbandonato i tuoi comandi.
Seconda Lettura
Da un’antica omelia (6,1-3)
Il fondamento dell’orazione
Coloro che si avvicinano al Signore, devono pregare molto, con distensione, pace e tranquillità, rivolgendosi a lui non con grida confuse e inopportune, ma con l’intenzione del cuore e sobri pensieri.
Non s’addice al servo di Dio vivere in uno stato di agitazione, ma con tutta tranquillità e saggezza, come dice il profeta: «Su chi volgerò lo sguardo? Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito, su chi teme la mia parola» (Is 66,2).
Troviamo che ai tempi di Mosè e di Elia, nelle apparizioni che ebbero, pur essendo preceduta la maestà del Signore da molti misteri e prodigi a favore del popolo, nonostante tutto ciò, l’avvento del Signore avveniva nella pace, tranquillità e quiete.
Sta scritto infatti: «Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero» (1Re 19,12): là c’era il Signore. è chiaro dunque che il riposo di Dio è nella pace e tranquillità.
Il fondamento che pone l’uomo, e il modo con cui comincia continuerà sino alla fine. Se inizia a pregare con voce troppo alta e querula, manterrà la stessa abitudine fino al termine. E poiché il Signore è pieno di bontà, anche a lui viene in aiuto. Costoro perciò, incoraggiati dalla grazia, mantengono la stessa abitudine sino alla fine, quantunque vediamo che questo modo di pregare è degli ignoranti perché, oltre a dar fastidio agli altri, disturba loro stessi mentre pregano.
Il vero fondamento della preghiera è questo: dominare i propri pensieri e pregare con molta tranquillità e pace, affinché gli altri non siano disturbati in nessun modo. Colui poi che avendo ottenuto la grazia di Dio e la perfezione, avrà continuato a pregare nella tranquillità, sarà di grande edificazione per molti, «perché Dio non è un Dio di disordine, ma di pace» (1Cor 14,33).
Quelli che usano strepitare assomigliano ai ciarlatani e non possono pregare ovunque come piace a loro, né nelle chiese, né per le strade, ma soltanto nella solitudine. Quelli invece che pregano nella tranquillità, edificano tutti in qualsiasi luogo. Occorre infatti che tutto lo sforzo dell’uomo s’impegni nel meditare, recidendo i cattivi pensieri in modo da rivolgersi tutto a Dio; senza abbandonarsi al capriccio dei pensieri distraenti, ma anzi raccogliendoli e separando i buoni dai cattivi. è dunque necessaria una grande attenzione e diligenza dello spirito per saper distinguere le suggestioni esterne che nascono dal potere avverso.
Responsorio (Gv 4,23.24)
R. I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, * perché il Padre cerca tali adoratori.
V. Dio è Spirito e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità,
R. perché il Padre cerca tali adoratori.