Mercoledì 2026-07-01

Mercoledì della XIII settimana del Tempo Ordinario

Tempo ORDINARIO
XIII
Salterio I
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
XIII
Salterio
I
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 13a SETTIMANA Anno Pari Mercoledi Prima Lettura Dal libro di Neemia (9,1-2.5-21) Liturgia penitenziale. Preghiera dei leviti Il ventiquattro del settimo mese, gli Israeliti si radunarono per un digiuno, vestiti di sacco e coperti di polvere. Quelli che appartenevano alla stirpe d’Israele si separarono da tutti gli stranieri, si presentarono dinanzi a Dio e confessarono i loro peccati e le iniquità dei loro padri. I leviti Giosuè, Kadmiel, Bani, Casabnia, Serebia, Odia, Sebania e Petachia dissero: «Alzatevi e benedite il Signore vostro Dio ora e sempre! Si benedica il tuo nome glorioso che è esaltato al di sopra di ogni benedizione e di ogni lode! Tu, tu solo sei il Signore, tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli e tutte le loro schiere, la terra e quanto sta su di essa, i mari e quanto è in essa; tu fai vivere tutte queste cose e l’esercito dei cieli ti adora. Tu sei il Signore, il Dio che hai scelto Abram, lo hai fatto uscire da Ur dei Caldei e lo hai chiamato Abramo. Tu hai trovato il suo cuore fedele davanti a te e hai stabilito con lui un’alleanza, promettendogli di dare alla sua discendenza il paese dei Cananei, degli Hittiti, degli Amorrei, dei Perizziti, dei Gebusei e dei Gergesei; tu hai mantenuto la tua parola, perché sei giusto. Tu hai visto l’afflizione dei nostri padri in Egitto e hai ascoltato il loro grido presso il Mare Rosso; hai operato segni e prodigi contro il faraone, contro tutti i suoi servi, contro tutto il popolo del suo paese, perché sapevi che essi avevano trattato i nostri padri con durezza; ti sei fatto un nome fino ad oggi. Hai aperto il mare davanti a loro, ed essi sono passati in mezzo al mare sull’asciutto; quelli che li inseguivano tu li hai precipitati nell’abisso, come una pietra in fondo alle acque impetuose. Li hai guidati di giorno con una colonna di nube e di notte con una colonna di fuoco, per rischiarare loro la strada su cui camminare. Sei sceso sul monte Sinai e hai parlato con loro dal cielo e hai dato loro decreti giusti e leggi di verità, buoni statuti e buoni comandi; hai fatto loro conoscere il tuo santo sabato e hai dato loro comandi, decreti e una legge per mezzo di Mosè tuo servo. Hai dato loro pane del cielo quando erano affamati e hai fatto scaturire acqua dalla rupe quando erano assetati e hai comandato loro che andassero a prendere in possesso il paese che avevi giurato di dare loro. Ma essi, i nostri padri, si sono comportati con superbia, hanno indurito la loro cervice e non hanno obbedito ai tuoi comandi; si sono rifiutati di obbedire e non si sono ricordati dei miracoli che tu avevi operato in loro favore; hanno indurito la loro cervice e nella loro ribellione si sono dati un capo per tornare alla loro schiavitù. Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, pietoso e misericordioso, lento all’ira e di grande benevolenza e non li hai abbandonati. Anche quando si sono fatti un vitello di metallo fuso e hanno detto: Ecco il tuo Dio che ti ha fatto uscire dall’Egitto! e ti hanno insultato gravemente, tu nella tua misericordia non li hai abbandonati nel deserto, la colonna di nube che stava su di loro non ha cessato di guidarli durante il giorno per il loro cammino e la colonna di fuoco non ha cessato di rischiarare loro la strada su cui camminavano di notte. Hai concesso loro il tuo spirito buono per istruirli e non hai rifiutato la tua manna alle loro bocche e hai dato loro l’acqua quando erano assetati. Per quarant’anni li hai nutriti nel deserto e non è mancato loro nulla; le loro vesti non si sono logorate e i loro piedi non si sono gonfiati. Responsorio (Ne 9,1.2.16-17) R. Gli Israeliti si radunarono per un digiuno, vestiti di sacco e coperti di polvere, e confessarono i loro peccati e le iniquità dei loro padri. * Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, pietoso e misericordioso e non li hai abbandonati. V. I nostri padri si sono comportati con superbia; si sono rifiutati di obbedire e non si sono ricordati dei miracoli che tu avevi operato in loro favore. R. Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, pietoso e misericordioso e non li hai abbandonati. Seconda Lettura Dal trattato "Sull’unità della Chiesa cattolica" di san Cipriano, vescovo e martire (12-14) Cristo ci donò la pace e ci ordinò di essere un sol cuore e un’anima sola Il Signore, quando raccomandò ai suoi discepoli l’unione e la pace, disse: «In verità vi dico: Se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro» (Mt 18,19-20); mostrando così che si concede molto non al numero, ma alla concordia dei supplicanti. «Se due di voi si accorderanno»: pose come prima condizione l’unanimità, mise innanzi la concordia della pace, insegnando con costanza e fermezza quanto ci è conveniente. Ma come può stare in accordo con un altro chi non lo è con tutto il corpo della Chiesa e con tutti i fratelli? Come possono unirsi nel nome di Cristo due o tre che si sono separati da Cristo e dal suo vangelo? Poiché non ci siamo separati noi da loro, ma loro da noi; e quando in seguito apparvero eresie e scismi e si costituirono conventicole appartate, si abbandonò il principio e l’origine della verità. Il Signore parla della sua Chiesa a coloro che stanno nella Chiesa, dicendo che se saranno concordi secondo il suo comando e il suo insegnamento, anche se fossero solo due o tre riuniti in preghiera comune, potranno ottenere dalla maestà di Dio ciò che chiedono: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro». Disse cioè che sarebbe stato coi semplici e i pacifici, con quelli che temono Dio e osservano i suoi precetti, anche se sono due o tre, come stette coi tre giovani nella fornace ardente; e poiché erano semplici con Dio e uniti tra loro, quando si trovarono in mezzo alle fiamme li rinfrescò con un vento pieno di rugiada (cfr. Dn 3,50). Allo stesso modo stette in mezzo ai due apostoli rinchiusi nel carcere, e poiché erano semplici e animati dai medesimi sentimenti, egli, aperte le porte della prigione, li riportò di nuovo in mezzo alla gente perché insegnassero al popolo le parole che avevano il compito di predicare fedelmente. Quando perciò nei suoi insegnamenti disse: «Dove sono due o tre, io sono in mezzo a loro», non intese separare dalla Chiesa alcuni uomini, lui che fondò e stabilì la Chiesa; ma rimproverando la discordia ai perfidi e raccomandando con le sue parole la pace ai fedeli, volle mostrare che egli sta piuttosto con due o tre che pregano ben uniti, che non con una moltitudine di dissidenti, e che può ottenere di più la supplica concorde di pochi che la preghiera discorde di molti Perciò, quando insegnò a pregare, aggiunse queste parole: «Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati» (Mc 11,25); e colui che viene nella discordia a offrire il sacrificio, lo richiama dall’altare e gli ordina di rappacificarsi prima col suo fratello, e poi, tornato in pace, offra pure il suo dono a Dio. Cristo ci lasciò la pace, ci comandò di restare uniti e concordi nei sentimenti, ci ordinò di mantenere incorrotti e inviolati i legami dell’amore. Responsorio (Mt 18,19-20; 2Cr 7,15) R. Se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. * Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro. V. Ora i miei occhi sono aperti e i miei orecchi attenti alla preghiera fatta in questo luogo. R. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro.