Informazioni Liturgiche
- Grado
- Feria
- Tempo
- ORDINARIO
- Settimana
- XIV
- Salterio
- II
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
14a SETTIMANA
Anno Pari
Lunedi
Prima Lettura
Dal libro dei Proverbi (3,1-20) Come si acquista la sapienza Figlio mio, non dimenticare il mio insegnamento e il tuo cuore custodisca i miei precetti, perché lunghi giorni e anni di vita e pace ti porteranno.
Bontà e fedeltà non ti abbandonino; légale intorno al tuo collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore, e otterrai favore e buon successo agli occhi di Dio e degli uomini.
Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza; in tutti i tuoi passi pensa a lui ed egli appianerà i tuoi sentieri.
Non credere di essere saggio, temi il Signore e sta’ lontano dal male.
Salute sarà per il tuo corpo e un refrigerio per le tue ossa.
Onora il Signore con i tuoi averi e con le primizie di tutti i tuoi raccolti; i tuoi granai si riempiranno di grano e i tuoi tini traboccheranno di mosto.
Figlio mio, non disprezzare l’istruzione del Signore e non aver a noia la sua esortazione, perché il Signore corregge chi ama, come un padre il figlio prediletto.
Beato l’uomo che ha trovato la sapienza e il mortale che ha acquistato la prudenza, perché il suo possesso è preferibile a quello dell’argento e il suo provento a quello dell’oro.
Essa è più preziosa delle perle e neppure l’oggetto più caro la uguaglia.
Lunghi giorni sono nella sua destra e nella sua sinistra ricchezza e onore; le sue vie sono vie deliziose e tutti i suoi sentieri conducono al benessere.
è un albero di vita per chi ad essa s’attiene e chi ad essa si stringe è beato.
Il Signore ha fondato la terra con la sapienza, ha consolidato i cieli con intelligenza; dalla sua scienza sono stati aperti gli abissi e le nubi stillano rugiada.
Responsorio (Cfr. Pr 3,11.12; Eb 12,7)
R. Non rifiutare l’istruzione del Signore, non abbatterti quando ti castiga. * Il Signore corregge chi ama, come un padre il figlio prediletto.
V. Dio vi tratta come figli; e quale figlio non è corretto dal padre?
R. Il Signore corregge chi ama, come un padre il figlio prediletto.
Seconda Lettura
Dai "Discorsi" di san Bernardo, abate (De diversis 15)
Cercare la sapienza
Procuriamoci un cibo che non perisce, compiamo l’opera della nostra salvezza. Lavoriamo nella vigna del Signore, perché possiamo meritarci il nostro denaro quotidiano. Agiamo alla luce della sapienza che dice: Colui che compie le sue opere alla mia luce, non peccherà (cfr. Sir 24,21).
«Il campo è il mondo» (Mt 13,38), dice la Verità. Scaviamo in esso e vi troveremo il tesoro nascosto. Tiriamolo fuori. Infatti è la stessa sapienza che si estrae dal nascondiglio. Tutti la cerchiamo, tutti la desideriamo.
Dice: Se cercate, cercate davvero; convertitevi e venite (cfr. Is 21,12). Mi chiedi da che cosa convertirti? Distogliti dalle tue voglie. E se non la trovo nelle mie voglie, dove la posso trovare questa sapienza? L’anima mia infatti la desidera ardentemente. Se la desideri certo la troverai. Però non basta averla trovata. Una volta trovata, occorre versarla nel cuore in misura buona, pigiata, scossa e traboccante (cfr. Lc 6,38). Ed è giusto che sia così. Infatti: Beato l’uomo che trova la sapienza e ha in abbondanza la prudenza (cfr. Pr 3,13). Cercala dunque mentre la puoi trovare, e mentre ti è vicina, invocala. Vuoi sentire quanto ti è vicina? «Vicino a te è la parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore» (Rm 10,7), ma solamente se tu la cerchi con cuore retto. Così infatti troverai nel cuore la sapienza e sarai colmo di prudenza nella tua bocca; ma bada che affluisca a te, non che defluisca o venga respinta.
Certo hai trovato il miele se hai trovato la sapienza. Soltanto non mangiarne troppo, perché non abbia a rigettarlo dopo di esserti saziato. Mangiane in modo da averne sempre fame. Infatti la sapienza dice: «Quanti si nutrono di me avranno ancora fame» (Sir 24,20). Non far troppo conto di quello che hai. Non mangiare a sazietà per non rigettare e perché quanto credi di avere, non ti sia strappato, poiché hai tralasciato prima del tempo di cercare. Infatti non si deve desistere dal ricercare o dall’invocare la sapienza, mentre la si può trovare, mentre è vicina. Diversamente, al dire dello stesso Salomone, come chi mangia molto miele ne riceve danno, così colui che vuole scrutare la maestà divina è schiacciato dalla sua gloria (cfr. Pr 25,27 Volg.). Come poi è beato l’uomo che trova la sapienza, così è beato pure, o anche più beato ancora, colui che dimora nella sapienza. Questo riguarda forse la sua abbondanza.
Certo in questi tre casi sulla tua bocca c’è l’abbondanza di sapienza e di prudenza: se sulla bocca hai la confessione della tua iniquità, se hai il ringraziamento e il canto di lode, se infine hai anche una conversazione edificante. In realtà «si crede con il cuore per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza» (Rm 10,10). Come pure: il giusto si fa accusatore di se stesso fin dal principio del suo dire (cfr. Pr 18,12 Volg). Nel bel mezzo deve magnificare Dio e in un terzo momento deve essere ripieno di sapienza in modo da edificare il prossimo.
Responsorio (Cfr. Sap 7,10.11; 8,2)
R. Amai la sapienza più che salute e bellezza, preferii il suo possesso alla stessa luce. * Insieme con lei ho ricevuto tutti i beni.
V. L’ho amata e cercata fin dalla giovinezza, della sua nobiltà mi sono innamorato;
R. insieme con lei ho ricevuto tutti i beni.