Informazioni Liturgiche
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- XIV
- Salterio
- II
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
14a SETTIMANA
Anno Pari
Mercoledi
Prima Lettura
Dal libro dei Proverbi (9,1-18) La sapienza e la stoltezza La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colonne.
Ha ucciso gli animali, ha preparato il vino e ha imbandito la tavola.
Ha mandato le sue ancelle a proclamare sui punti più alti della città: «Chi è inesperto accorra qui!».
A chi è privo di senno essa dice: «Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato.
Abbandonate la stoltezza e vivrete, andate diritti per la via dell’intelligenza».
Chi corregge il beffardo se ne attira il disprezzo, chi rimprovera l’empio se ne attira l’insulto.
Non rimproverare il beffardo per non farti odiare; rimprovera il saggio ed egli ti amerà.
Da’ consigli al saggio e diventerà ancora più saggio; istruisci il giusto ed egli aumenterà la dottrina.
Fondamento della sapienza è il timore di Dio, la scienza del Santo è intelligenza.
Per mezzo mio si moltiplicano i tuoi giorni, ti saranno aggiunti anni di vita.
Se sei sapiente lo sei a tuo vantaggio, se sei beffardo, tu solo ne porterai la pena.
Donna irrequieta è follia, una sciocca che non sa nulla.
Sta seduta alla porta di casa, su un trono, in un luogo alto della città, per invitare i passanti che vanno diritti per la loro strada: «Chi è inesperto venga qua!».
E a chi è privo di senno essa dice: «Le acque furtive sono dolci, il pane preso di nascosto è gustoso».
Egli non si accorge che là ci sono le ombre e che i suoi invitati se ne vanno nel profondo degli inferi.
Responsorio (Cfr. Lc 14,16-17; Pr 9,5)
R. Un uomo diede una grande cena; venuta l’ora, mandò il suo servo a dire agli invitati: * Venite, tutto è pronto per voi.
V. Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato;
R. venite, tutto è pronto per voi.
Seconda Lettura
Dal "Commento sui Proverbi" di san Procopio di Gaza,
vescovo (C. 9)
La sapienza di Dio ci ha imbandito la tavola
«La Sapienza si è costruita la casa» (Pr 9,1). La potenza di Dio e del Padre, per se stessa sussistente, si è preparata, come propria dimora, l’universo intero, nel quale abita con la sua forza creatrice. Questo universo che è stato creato a immagine e somiglianza di Dio, consta di natura visibile e invisibile.
«Ha intagliato le sue sette colonne» (Pr 9,1). L’uomo fu formato dopo la creazione a somiglianza di Cristo, perché crescesse in lui e osservasse i suoi comandamenti. A lui Dio ha dato i sette carismi dello Spirito Santo. Essi mediante la scienza suscitano la fortezza e viceversa, mediante la fortezza manifestano la scienza. Questi carismi perfezionano l’uomo spirituale, lo confermano nella fede e lo portano alla completa partecipazione delle realtà trascendenti.
Lo splendore naturale dello spirito viene esaltato dai vari doni.
La fortezza dispone a ricercare con fervore e a desiderare di compiere sempre e in tutte le cose, a seconda delle loro finalità, i divini voleri, conforme ai quali tutti gli esseri sono stati creati. Il consiglio discerne i santissimi voleri increati e immortali, capaci di essere pensati, rivelati e realizzati. La prudenza fa acconsentire e prestar fede a questi voleri e non agli altri.
Ha versato il suo vino nella coppa e imbandito la sua tavola (cfr. Pr 9,2). Nell’uomo in cui viene infusa, come in una coppa, la natura spirituale e quella corporale, Dio infonde la scienza delle cose create e di se stesso, autore di tutto. L’intelletto fa sì che l’uomo sia inebriato, come per il vino, di tutto ciò che riguarda Dio. Egli, pane celeste, nutrendo di se stesso nella fortezza le anime, e arricchendole e dilettandole con la dottrina, dispone tutte queste cose come vivande per il convito spirituale di quanti desiderano parteciparvi.
Mandò i suoi servi a invitare a gran voce e con insistenza al banchetto (cfr. Mt 22,3). Mandò gli apostoli a servire la sua divina volontà con la proclamazione evangelica. Essa deriva dallo Spirito, sta al di sopra della legge scritta e di quella naturale, e chiama tutti a Cristo. Con l’incarnazione si è realizzata in lui senza confusione l’unione ipostatica della mirabile natura divina e di quella umana.
Per mezzo degli apostoli grida: Chi non ha la sapienza venga a me (cfr. Pr 9,4). Cioè chi è stolto, e pensa quindi in cuor suo che Dio non esista, abbandoni l’empietà, si rivolga a me per mezzo della fede e riconosca che io sono il creatore e il Signore di tutte le cose. A coloro che abbisognano di sapienza dice: Venite, mangiate con me il pane e bevete il vino che ho versato per voi (cfr. Pr 9,5). A coloro che sono privi delle opere della fede, anche se ricchi di dottrine elevate, dice: Venite, mangiate il mio corpo, pane che vi nutre nella fortezza, bevete il mio sangue, vino che vi rallegra nella scienza e vi fa diventare Dio. Ho infatti unito il sangue alla divinità per la vostra salvezza.
Responsorio (Pr 9,1-2; Gv 6,56)
R. La Sapienza si è costruita la casa, ha scolpito le sue sette colonne. * Ha preparato il vino e imbandito la tavola.
V. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, dimora in me e io in lui, dice il Signore.
R. Ha preparato il vino e imbandito la tavola.