Informazioni Liturgiche
- Grado
- Feria
- Tempo
- ORDINARIO
- Settimana
- XIV
- Salterio
- II
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
14a SETTIMANA
Anno Pari
Venerdi
Prima Lettura
Dal libro dei Proverbi (15,8-9.16-17.25-56.29.33; 16,1-9; 17,5) L’uomo posto davanti a Dio Il sacrificio degli empi è in abominio al Signore, la supplica degli uomini retti gli è gradita.
La condotta perversa è in abominio al Signore; egli ama chi pratica la giustizia.
Poco con il timore di Dio è meglio di un gran tesoro con l’inquietudine.
Un piatto di verdura con l’amore è meglio di un bue grasso con l’odio.
Il Signore abbatte la casa dei superbi e rende saldi i confini della vedova.
Sono in abominio al Signore i pensieri malvagi, ma gli sono gradite le parole benevole.
Il Signore è lontano dagli empi, ma egli ascolta la preghiera dei giusti.
Uno sguardo luminoso allieta il cuore; una notizia lieta rianima le ossa.
L’orecchio che ascolta un rimprovero salutare avrà la dimora in mezzo ai saggi.
Chi rifiuta la correzione disprezza se stesso, chi ascolta il rimprovero acquista senno.
Il timore di Dio è una scuola di sapienza, prima della gloria c’è l’umiltà.
All’uomo appartengono i progetti della mente, ma dal Signore viene la risposta.
Tutte le vie dell’uomo sembrano pure ai suoi occhi, ma chi scruta gli spiriti è il Signore.
Affida al Signore la tua attività e i tuoi progetti riusciranno.
Il Signore ha fatto tutto per un fine, anche l’empio per il giorno della sventura.
E un abominio per il Signore ogni cuore superbo, certamente non resterà impunito.
Con la bontà e la fedeltà si espia la colpa, con il timore del Signore si evita il male.
Quando il Signore si compiace della condotta di un uomo, riconcilia con lui anche i suoi nemici.
Poco con onestà è meglio di molte rendite senza giustizia.
La mente dell’uomo pensa molto alla sua via, ma il Signore dirige i suoi passi.
Chi deride il povero offende il suo creatore, chi gioisce della sciagura altrui non resterà impunito.
Responsorio (Cfr. Dt 6,12.13; Pr 15,33)
R. Non dimenticare il Signore, che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto: * temerai il Signore Dio tuo e lo servirai.
V. II timore di Dio è scuola di sapienza; l’umiltà precede la gloria.
R. Temerai il Signore Dio tuo e lo servirai.
Seconda Lettura
Dalle "Sentenze dei Padri" di Giovanni Mosco, monaco
(Patericon,142 b)
Ritieniti peccatore se vuoi divenire giusto
Disse la Sapienza: Chi nasconde le proprie colpe non avrà salvezza (cfr. Pr 28,13); il Signore invece avrà misericordia di chi riconosce il suo peccato e fa penitenza. Sopporta la malvagità e ciò sarà un’ignominia davanti al mondo. Ma il cuore del Signore è contro i superbi, per umiliarli. L’umiltà riceve una misericordia eterna. Fatti piccolo in tutte le opere umane, e ti innalzerà al di sopra dei grandi del mondo; il tuo atteggiamento sia dimesso davanti a chiunque e saluta tutti per primo, come persone importanti. Chi si sente in alto per il suo sapere è piccolo dinanzi agli uomini, anche se sapiente e dotto, ed è sapiente solo per se stesso, per ciò che scopre. Beato chi si presta in ogni opera, poiché sarà esaltato al di sopra di tutti. Colui che per il Signore diventa umile e si abbassa di fronte a lui, dal Signore è lodato; e chi per il Signore soffre fame e sete, il Signore lo riempirà di beni; chi per lui offre consolazione, egli lo rivestirà di gloria; chi è povero e soffre per lui, sarà da lui consolato con le vere ricchezze
Disprezza la tua vita per il Signore, e la tua lode si diffonderà anche a tua insaputa per tutti i giorni della tua vita. Ritieniti peccatore per essere giusto. Sii umile nella tua sapienza, perché essa non ti gonfi. Frequenta i buoni, per avvicinarti al Signore per mezzo loro. Sta’ con gli umili per imparare il loro modo di vivere.
Il monaco deve avere il cuore preparato alle realtà celesti, ed essere sempre senza tristezza nei suoi pensieri. Chi semina tra le spine non può mietere: così perde la propria anima chi persegue il desiderio di eccellere, di accumulare, e di tutte le altre opere cattive. Lo sguardo del Signore è sugli umili. La preghiera dell’umile corre dalla bocca alle orecchie. Lo spirito di servizio e l’umiltà rendono l’uomo un Dio sulla terra. La fede e la misericordia presto portano con sé la sapienza.
Beati coloro che si immergono nelle tribolazioni senza ira e amarezza, per amore del Signore; non appena queste si allontanano, essi sono salvati nel porto della divinità e giungono nella casa di Dio operando il bene. Qui hanno requie dai loro dispiaceri e godono il frutto della speranza. Quelli che corrono nella speranza non sono spaventati dalle tribolazioni del cammino né smettono di cercarlo; quando poi escono dal mare, contemplano e lodano il Signore che li ha salvati dalla perdizione e da molte difficoltà sconosciute, perché non si sono offerti all’ammirazione.
E meglio per noi morire per il Signore piuttosto che vivere nell’ignominia e nella debolezza. Ricorda sempre ciò che seguirà la morte, e mai entrerà debolezza nella tua anima. Scegli di operare il bene per il Signore e ti avvicinerai a lui. Non andare insieme a chi è doppio di cuore, percorri il tuo cammino sperando nella grazia del Signore perché la tua fatica non sia inutile.
Abbi in cuore la ferma certezza che il Signore è misericordioso e che a coloro che lo cercano darà la sua grazia non secondo il nostro agire, ma secondo l’amore del nostro cuore e la nostra fede, come disse la Scrittura: «Ti sia fatto secondo la tua fede» (Mt 8,13).
Responsorio (Rm 11,20.21; 1Cor 4,7)
R. Tu resti in ragione della fede. * Non montare dunque in superbia: se infatti Dio non ha risparmiato quelli che erano rami naturali, tanto meno risparmierà te.
V. Chi dunque ti ha dato questo privilegio? Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto?
R. Non montare dunque in superbia: se infatti Dio non ha risparmiato quelli che erano rami naturali, tanto meno risparmierà te.