Informazioni Liturgiche
- Grado
- Feria
- Tempo
- ORDINARIO
- Settimana
- XVI
- Salterio
- IV
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
16a SETTIMANA
Anno Pari
Lunedi
Prima Lettura
Dal libro di Giobbe (12,1-25) Risposta di Giobbe: Dio ha in mano ogni vivente; Egli domina l’umana sapienza Giobbe rispose agli amici: è vero, sì, che voi siete la voce del popolo e la sapienza morirà con voi! Anch’io però ho senno come voi, e non sono da meno di voi; chi non sa cose simili? Ludibrio del suo amico è diventato chi grida a Dio perché gli risponda; ludibrio il giusto, l’integro! «Per la sventura, disprezzo», pensa la gente prosperosa, «spinte a colui che ha il piede tremante».
Le tende dei ladri sono tranquille, c’è sicurezza per chi provoca Dio, per chi vuol ridurre Dio in suo potere.
Ma interroga pure le bestie, perché ti ammaestrino, gli uccelli del cielo, perché ti informino, o i rettili della terra, perché ti istruiscano, o i pesci del mare perché te lo faccian sapere.
Chi non sa, fra tutti questi esseri, che la mano del Signore ha fatto questo? Egli ha in mano l’anima di ogni vivente e il soffio d’ogni carne umana.
L’orecchio non distingue forse le parole e il palato non assapora i cibi? Nei canuti sta la saggezza e nella vita lunga la prudenza.
In lui risiede la sapienza e la forza, a lui appartiene il consiglio e la prudenza! Ecco, se egli demolisce, non si può ricostruire, se imprigiona uno, non si può liberare.
Se trattiene le acque, tutto si secca, se le lascia andare, devastano la terra.
Presso di lui c’è potenza e sagacia, a lui appartiene l’ingannato e l’ingannatore.
Rende stolti i consiglieri, priva i giudici di senno; scioglie la cintura dei re e cinge i loro fianchi d’una corda.
Fa andare scalzi i sacerdoti e rovescia i potenti.
Toglie la favella ai più veraci e priva del senno i vegliardi.
Sui nobili spande il disprezzo e allenta la cintura ai forti.
Strappa dalle tenebre i segreti e porta alla luce le cose oscure.
Fa grandi i popoli e li lascia perire, estende le nazioni e le abbandona.
Toglie il senno ai capi del paese e li fa vagare per solitudini senza strade, vanno a tastoni per le tenebre, senza luce, e barcollano come ubriachi.
Responsorio (Cfr. Gb 12,13.14; 23,13)
R. In Dio risiede la sapienza e la forza, a lui appartiene il consiglio e la prudenza. * Se egli demolisce, non puoi ricostruire; se imprigiona, non ti puoi liberare.
R. Egli è l’unico: se sceglie, chi lo farà cambiare? Ciò che vuole, lo fa.
R. Se egli demolisce, non puoi ricostruire; se imprigiona, non ti puoi liberare.
Seconda Lettura
Dal "Commento sul libro di Giobbe" di san Gregorio
Magno, papa (Lib. 10,47-48)
La testimonianza interiore
Chi è deriso dal suo amico, come lo sono io, invocherà Dio ed egli lo esaudirà (cfr. Gb 12,4 Volg.) Spesso la mente inferma, quando per le buone azioni è raggiunta dalla lode e dal plauso umano, si lascia andare alle gioie esteriori, dà poca importanza alle aspirazioni interiori, e si adagia volentieri in ciò che sente dire. Così si rallegra più di essere proclamata buona, che di esserlo veramente. Mentre brama parole di lode, abbandona ciò che aveva incominciato a essere. Si allontana da Dio proprio per quelle lodi che sembravano unirla a lui. Talvolta poi attende con impegno a operare rettamente, e tuttavia è tormentata dalla derisione degli uomini. Compie cose mirabili e ne riceve insulti; e mentre le lodi l’avrebbero tirata fuori di sé, gli oltraggi la costringono a rientrare in se stessa; e tanto più saldamente si attacca a Dio nel suo interno, quanto non ha trovato all’esterno dove riposare. Allora dirige tutta la speranza nel Creatore e, tra i biasimi e le derisioni, invoca unicamente il suo testimone interiore. L’anima afflitta si fa tanto più vicina a Dio, quanto più si fa estranea alla stima e al favore umano; si dà subito alla preghiera, e, sotto la pressione esteriore, diventa più pura e più limpida, per penetrare più facilmente nel mondo interiore.
A ragione dunque si dice ora: Chi è deriso dal suo amico, come lo sono io, invocherà Dio ed egli lo esaudirà. I malvagi infatti, mentre rimproverano la coscienza dei buoni, dimostrano quale testimone cerchino delle loro azioni. E così i buoni vengono stimolati a raccogliersi in preghiera, e a procurarsi il favore divino nella sfera interiore, proprio mentre vengono privati della lode umana nella sfera esteriore.
è da notare poi quanto saggiamente si soggiunga: «Come lo sono io», perché vi sono alcuni che sono oppressi dalle irrisioni umane, e tuttavia non trovano ascolto alle orecchie di Dio. Quando infatti la derisione è diretta contro la colpa, non si acquista certo alcun merito di virtù nella derisione.
Ma viene derisa la semplicità del giusto (cfr. Gb 12,4). La sapienza di questo mondo sta nel coprire con astuzia i propri sentimenti, nel velare il pensiero con le parole, nel mostrare vero il falso e falso il vero. Al contrario la sapienza del giusto sta nel fuggire ogni finzione, nel manifestare con le parole il proprio pensiero, nell’amare il bene così com’è, nell’evitare la falsità, nel donare gratuitamente i propri beni, nel sopportare più volentieri il male che farlo, nel non cercare di vendicarsi delle ingiurie, nel ritenere un guadagno l’offesa subita a causa della verità.
Ma questa semplicità del giusto viene derisa, perché la purezza d’intenzione è creduta stoltezza dai sapienti di questo mondo. Infatti tutto ciò che si fa con innocenza, è ritenuto da questi senz’altro una cosa stolta; e tutto ciò che la verità approva nell’agire, suona come sciocchezza per la sapienza di questo mondo.
Responsorio (Sal 118,104-105; Gv 6,68)
R. Odio ogni via di menzogna. * Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino.
V. Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.
R.Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino.