Informazioni Liturgiche
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- Feria
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- ORDINARIO
- Settimana
- XVI
- Salterio
- IV
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
16a SETTIMANA
Anno Pari
Venerdi
Prima Lettura
Dal libro di Giobbe (22,1-30) Elifaz esorta Giobbe a riconciliarsi con Dio Elifaz il Temanita prese a dire: Può forse l’uomo giovare a Dio, se il saggio giova solo a se stesso? Quale interesse ne viene all’Onnipotente che tu sia giusto o che vantaggio ha, se tieni una condotta integra? Forse per la tua pietà ti punisce e ti convoca in giudizio? O non piuttosto per la tua grande malvagità e per le tue iniquità senza limite? Senza motivo infatti hai angariato i tuoi fratelli e delle vesti hai spogliato gli ignudi.
Non hai dato da bere all’assetato e all’affamato hai rifiutato il pane, la terra l’ha il prepotente e vi abita il tuo favorito.
Le vedove hai rimandato a mani vuote e le braccia degli orfani hai rotto.
Ecco perché d’intorno a te ci sono lacci e un improvviso spavento ti sorprende.
Tenebra è la tua luce e più non vedi e la piena delle acque ti sommerge.
Ma Dio non è nell’alto dei cieli? Guarda il vertice delle stelle: quanto sono alte! E tu dici: «Che cosa sa Dio? Può giudicare attraverso la caligine? Le nubi gli fanno velo e non vede e sulla volta dei cieli passeggia».
Vuoi tu seguire il sentiero d’un tempo, già battuto da uomini empi, che prima del tempo furono portati via, quando un fiume si era riversato sulle loro fondamenta? Dicevano a Dio: «Allontanati da noi! Che cosa ci può fare l’Onnipotente?».
Eppure egli aveva riempito le loro case di beni, anche se i propositi degli empi erano lontani da lui.
I giusti ora vedono e ne godono e l’innocente si beffa di loro: «Sì, certo è stata annientata la loro fortuna e il fuoco ne ha divorati gli avanzi!».
Su, riconciliati con lui e tornerai felice, ne riceverai un gran vantaggio.
Accogli la legge dalla sua bocca e poni le sue parole nel tuo cuore.
Se ti rivolgerai all’Onnipotente con umiltà, se allontanerai l’iniquità dalla tua tenda, se stimerai come polvere l’oro e come ciottoli dei fiumi l’oro di Ofir, allora sarà l’Onnipotente il tuo oro e sarà per te argento a mucchi.
Allora sì, nell’Onnipotente ti delizierai e alzerai a Dio la tua faccia.
Lo supplicherai ed egli t’esaudirà e tu scioglierai i tuoi voti.
Deciderai una cosa e ti riuscirà e sul tuo cammino splenderà la luce.
Egli umilia l’alterigia del superbo, ma soccorre chi ha gli occhi bassi.
Egli libera l’innocente; tu sarai liberato per la purezza delle tue mani.
Responsorio (Gb 22,2.12.21)
R. Può forse l’uomo giovare a Dio, se il saggio giova solo a se stesso? * Ma Dio non è nell’alto dei cieli? Guarda il vertice delle stelle: quanto sono alte!
V. Su, riconciliati con lui e tornerai felice, ne riceverai un gran vantaggio.
R. Ma Dio non è nell’alto dei cieli? Guarda il vertice delle stelle: quanto sono alte!
Seconda Lettura
Dalle "Confessioni" di sant’Agostino, vescovo
(Lib. 13.21,31–22,32)
La Parola di Dio è fonte di vita eterna
La tua parola, o Dio, è fonte di vita eterna e non passa. è la tua parola che ci trattiene dall’allontanarci da te dicendoci: «Non conformatevi alla mentalità di questo secolo» (Rm 12,2), affinché la terra irrorata dalla fonte di vita produca l’anima vivente (cfr. Gen 1,24); cioè in virtù della tua parola e per opera dei tuoi evangelizzatori produca l’anima continente, a imitazione degli imitatori del tuo Cristo. Ecco, Signore Dio, creatore nostro: quando saranno raffrenati dall’amore del mondo i nostri affetti, per i quali morivamo vivendo male, e avremo cominciato a essere anima vivente vivendo bene e adempiendo la tua parola detta per bocca dell’Apostolo: «Non conformatevi alla mentalità di questo secolo», allora si compirà anche ciò che hai soggiunto: «ma trasformatevi rinnovando la vostra mente».
E questo non più secondo la specie, vivendo come quelli che ci hanno preceduto o secondo l’esempio autorevole d’un uomo migliore. Difatti non hai detto: Sia fatto l’uomo secondo il suo genere, ma «Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza» (Gen 1,26), affinché conoscessimo qual è la tua volontà.
Perciò quel tuo ministro che aveva generato dei figli per mezzo del vangelo, per non averli sempre piccoli da nutrire con il latte e portare al collo come balia disse: «Trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto» (Rm 12,2).
Tu non dici: Sia l’uomo, ma «Facciamo l’uomo». Né dici: Secondo la specie, ma «a nostra immagine e somiglianza». Infatti, l’uomo rinnovato nella sua mente e capace di vedere e intendere la tua verità, non ha bisogno di indicazioni umane per imitare il suo genere, ma della tua guida per riconoscere la tua volontà, ciò che è buono, a te gradito e perfetto; e tu gl’insegni a divenire già capace di vedere la Trinità nell’unità e l’unita della Trinità.
Perciò, dopo aver detto al plurale «Facciamo l’uomo» continua al singolare: «Dio creò l’uomo»; e detto al plurale «a nostra immagine», riprende al singolare «a immagine di Dio» (Gen 1,27.28). Così l’uomo «si rinnova, per una piena conoscenza, a immagine del suo Creatore» (Col 3,10) e, divenuto spirituale, «giudica ogni cosa» che sia da giudicare, «senza poter essere giudicato da nessuno» (1Cor 2,15).
Responsorio (1Cor 5,4.5.2)
R. Quanti siamo in questo corpo, sospiriamo come sotto un peso. * è Dio che ci ha fatti per questo e ci ha dato la caparra dello Spirito.
V. Perciò sospiriamo in questo nostro stato, desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste.
R. è Dio che ci ha fatti per questo e ci ha dato la caparra dello Spirito.