Mercoledì 2026-07-29

Santi Marta, Maria e Lazzaro

Tempo ORDINARIO
XVII
Salterio I
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Memoria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
XVII
Salterio
I
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
29 LUGLIO SANTA MARTA(m) BIENNALE 17a SETTIMANA Anno Pari Mercoledi Prima Lettura Dal libro di Giobbe (32,1-6; 33,1-22) Eliu parla del mistero di Dio Quando Giobbe ebbe finito di parlare, quei tre uomini cessarono di rispondere a Giobbe, perché egli si riteneva giusto. Allora si accese lo sdegno di Eliu, figlio di Barachele il Buzita, della tribù di Ram. Si accese di sdegno contro Giobbe, perché pretendeva d’aver ragione di fronte a Dio; si accese di sdegno anche contro i suoi tre amici, perché non avevano trovato di che rispondere, sebbene avessero dichiarato Giobbe colpevole. Però Eliu aveva aspettato mentre essi parlavano con Giobbe, perché erano più vecchi di lui in età. Quando dunque vide che sulla bocca di questi tre uomini non vi era più alcuna risposta, Eliu si accese di sdegno. Presa dunque la parola, Eliu, figlio di Barachele il Buzita, disse: Giovane io sono di anni e voi siete già canuti; per questo ho esitato per rispetto a manifestare a voi il mio pensiero. Ascolta dunque, Giobbe, i miei discorsi, ad ogni mia parola porgi l’orecchio. Ecco, io apro la bocca, parla la mia lingua entro il mio palato. Il mio cuore dirà sagge parole e le mie labbra parleranno chiaramente. Lo spirito di Dio mi ha creato e il soffio dell’Onnipotente mi dà vita. Se puoi, rispondimi, preparati davanti a me, sta’ pronto. Ecco, io sono come te di fronte a Dio e anch’io sono stato tratto dal fango: ecco, nulla hai da temere da me, né graverò su di te la mano. Non hai fatto che dire ai miei orecchi e ho ben udito il suono dei tuoi detti: «Puro son io, senza peccato, io sono mondo, non ho colpa; ma egli contro di me trova pretesti e mi stima suo nemico; pone in ceppi i miei piedi e spia tutti i miei passi!». Ecco, in questo ti rispondo: non hai ragione. Dio è infatti più grande dell’uomo. Perché ti lamenti di lui, se non risponde ad ogni tua parola? Dio parla in un modo o in un altro, ma non si fa attenzione. Parla nel sogno, visione notturna, quando cade il sopore sugli uomini e si addormentano sul loro giaciglio; apre allora l’orecchio degli uomini e con apparizioni li spaventa, per distogliere l’uomo dal male e tenerlo lontano dall’orgoglio, per preservarne l’anima dalla fossa e la sua vita dalla morte violenta. Lo corregge con il dolore nel suo letto e con la tortura continua delle ossa; quando il suo senso ha nausea del pane, il suo appetito del cibo squisito; quando la sua carne si consuma a vista d’occhio e le ossa, che non si vedevano prima, spuntano fuori, quando egli si avvicina alla fossa e la sua vita alla dimora dei morti. Responsorio (Rm 11,33.34) R. O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! * Imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! V. Chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere? R. Imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! P R O P R I O D E I S A N T I Seconda Lettura Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo (Disc. 103, 1-2. 6; PL 38, 613. 615) Felici coloro che hanno meritato di ricevere il Signore nella propria casa Le parole di nostro Signore Gesù Cristo ci vogliono ricordare che esiste un unico traguardo al quale tendiamo, quando ci affatichiamo nelle svariate occupazioni di questo mondo. Vi tendiamo mentre siamo pellegrini e non ancora stabili; in cammino e non ancora nella patria; nel desiderio e non ancora nell'appagamento. Ma dobbiamo tendervi senza svogliatezza e senza intermissione, per poter giungere finalmente un giorno alla meta. Marta e Maria erano due sorelle, non solo sul piano della natura, ma anche in quello della religione; tutte e due onoravano Dio, tutte e due servivano il Signore presente nella carne in perfetta armonia di sentimenti. Marta lo accolse come si sogliono accogliere i pellegrini, e tuttavia accolse il Signore come serva, il Salvatore come inferma, il Creatore come creatura; lo accolse per nutrirlo nel suo corpo mentre lei doveva nutrirsi con lo Spirito. Il Signore infatti volle prendere la forma dello schiavo ed essere nutrito in questa forma dai servi, per degnazione non per condizione. Infatti anche questa fu una degnazione, cioè offrirsi per essere nutrito: aveva un corpo in cui sentiva fame e sete. Così dunque il Signore fu accolto come ospite, egli che «venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto. A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio» (Gv 1, 11-12). Ha adottato dei servi e li ha resi fratelli, ha riscattato dei prigionieri e li ha costituiti coeredi. Tuttavia nessuno di voi osi esclamare: «Felici coloro che hanno meritato di ricevere Cristo in casa propria!». Non rammaricarti, non recriminare perché sei nato in un tempo in cui non puoi vedere il Signore nella carne. Egli non ti ha privato di questo onore, perché ha assicurato: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Mt 25, 40). Del resto tu, Marta, sia detto con tua buona pace, tu, già benedetta per il tuo encomiabile servizio, come ricompensa domandi il riposo. Ora sei immersa in molteplici faccende, vuoi ristorare dei corpi mortali, sia pure di persone sante. Ma dimmi: Quando sarai giunta a quella patria, troverai il pellegrino da accogliere come ospite? Troverai l'affamato cui spezzare il pane? L'assetato al quale porgere da bere? L'ammalato da visitare? Il litigioso da ricondurre alla pace? Il morto da seppellire? Lassù non vi sarà posto per tutto questo. E allora che cosa vi sarà? Ciò che ha scelto Maria: là saremo nutriti, non nutriremo. Perciò sarà completo e perfetto ciò che qui Maria ha scelto: da quella ricca mensa raccoglieva le briciole della parola del Signore. E volete proprio sapere quello che vi sarà lassù? Il Signore stesso afferma dei suoi servi: «In verità vi dico, li farà mettere a tavola e passerà a servirli» (Lc 12, 37). Responsorio Gv 12, 1-3 R. A Betania, dove Gesù aveva risuscitato Lazzaro, gli fecero una cena, * e Marta serviva a mensa il Signore. V. Maria cosparse i piedi di Gesù con una libbra di olio profumato, assai prezioso R. e Marta serviva a mensa il Signore.