Informazioni Liturgiche
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- XVII
- Salterio
- I
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
17a SETTIMANA
Anno Pari
Giovedi
Prima Lettura
Dal libro di Giobbe (38,1-30) Dio confuta Giobbe Il Signore rispose a Giobbe di mezzo al turbine: Chi è costui che vuole offuscare il consiglio con parole insipienti? Cingiti i fianchi come un prode, io t’interrogherò e tu mi istruirai.
Dov’eri tu quand’io ponevo le fondamenta della terra? Dillo, se hai tanta intelligenza! Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai, o chi ha teso su di essa la misura? Dove sono fissate le sue basi o chi ha posto la sua pietra angolare, mentre gioivano in coro le stelle del mattino plaudivano tutti i figli di Dio? Chi ha chiuso tra due porte il mare, quando erompeva uscendo dal seno materno, quando lo circondavo di nubi per veste e di densa caligine per fasce? Poi gli ho fissato un limite e gli ho messo chiavistello e porte e ho detto: «Fin qui giungerai e non oltre e qui s’infrangerà l’orgoglio delle tue onde».
Da quando vivi, hai mai comandato al mattino e assegnato il posto all’aurora, perché essa afferri i lembi della terra e ne scuota via i malvagi? Si trasforma come creta da sigillo e si colora come un vestito.
è sottratta ai malvagi la loro luce ed è spezzato il braccio che si alza a colpire.
Sei mai giunto alle sorgenti del mare e nel fondo dell’abisso hai tu passeggiato? Ti sono state indicate le porte della morte e hai visto le porte dell’ombra funerea? Hai tu considerato le distese della terra? Dillo, se sai tutto questo! Per quale via si va dove abita la luce e dove hanno dimora le tenebre perché tu le conduca al loro dominio o almeno tu sappia avviarle verso la loro casa? Certo, tu lo sai, perché allora eri nato e il numero dei tuoi giorni è assai grande! Sei mai giunto ai serbatoi della neve, hai mai visto i serbatoi della grandine, che io riserbo per il tempo della sciagura, per il giorno della guerra e della battaglia? Per quali vie si espande la luce, si diffonde il vento d’oriente sulla terra? Chi ha scavato canali agli acquazzoni e una strada alla nube tonante, per far piovere sopra una terra senza uomini, su un deserto dove non c’è nessuno, per dissetare regioni desolate e squallide e far germogliare erbe nella steppa? Ha forse un padre la pioggia? O chi mette al mondo le gocce della rugiada? Dal seno di chi è uscito il ghiaccio e la brina del cielo chi l’ha generata? Come pietra le acque induriscono e la superficie dell’abisso si raggela.
Responsorio (Cfr. Gb 38,3; Rm 9,20)
R. Cingiti i fianchi come un eroe, io ti interrogherò e tu mi risponderai. * O uomo, chi sei tu per disputare con Dio?
V. Oserà forse dire il vaso plasmato a colui che lo plasmò: Perché mi hai fatto così?
R. O uomo, chi sei tu per disputare con Dio?
Seconda Lettura
Dal "Commento sul libro di Giobbe" di san Gregorio Magno, papa (Lib. 29,2-4)
La Chiesa avanza come aurora che sorge
Il primo albore o aurora fa passare dalle tenebre alla luce; per questo non senza ragione con il nome di alba o aurora è designata tutta la Chiesa degli eletti. Infatti passa dalla notte dell’infedeltà alla luce della fede a somiglianza dell’aurora, e dopo le tenebre si apre al giorno con lo splendore della luce superna.
Perciò ben si legge nel Cantico dei Cantici: «Chi è costei che sorge come l’aurora?» (Ct 6,10). La santa Chiesa, che aspira ai beni della vita eterna, è chiamata aurora perché mentre lascia le tenebre del peccato, brilla della luce della santità.
Ma abbiamo ancora qualcosa di più profondo da considerare nella figura dell’alba e dell’aurora. L’aurora infatti o il primo mattino annunziano che è trascorsa la notte, e tuttavia non mostrano ancora tutto lo splendore del giorno; ma mentre cacciano la notte e accolgono il giorno, conservano la luce mescolata con le tenebre.
Che cosa dunque siamo in questa vita noi tutti che seguiamo la verità, se non l’aurora o l’alba? Poiché facciamo già alcune opere della luce, ma in alcune altre siamo ancora impigliati nei rimasugli delle tenebre.
Per questo il profeta dice a Dio: "Nessun vivente davanti a te è giusto» (Sal 142,2). E ancora è scritto: «Tutti quanti manchiamo in molte cose» (Gc 3,2). Perciò Paolo, dopo aver detto: «La notte è avanzata» non ha affatto soggiunto: Il giorno è venuto, ma: «Il giorno è vicino» (Rm 13,12). Chi infatti afferma che la notte è trascorsa e che il giorno non è ancora venuto, mostra senza dubbio di trovarsi ancora nell’aurora, cioè dopo le tenebre e prima del sole.
La santa Chiesa degli eletti sarà in pieno giorno, quando ad essa non sarà più mescolata l’ombra del peccato. Sarà completamente giorno, quando splenderà di ardore perfetto e di luce interiore.
Perciò l’aurora viene anche presentata come una fase di transizione, quando è detto: «E hai assegnato il posto all’aurora» (Gb 38,12). Chi viene chiamato ad occupare un nuovo posto passa da una posizione a un’altra. Ma che cos’è il posto dell’aurora, se non la perfetta chiarezza della visione eterna? Quando sarà condotta a questo luogo, l’aurora non avrà più ormai nulla delle tenebre della notte trascorsa.
Il luogo verso il quale tende l’aurora è enunziato dal salmista quando dice: «L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente, quando verrò e vedrò il volto di Dio?» (Sal 41,2-3).
Verso questo luogo già conosciuto si affretta l’aurora. Lo afferma Paolo quando dice che brama di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo. E soggiunge: «Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno» (Fil 1,21).
Responsorio (Fil 1,6.9)
R. Colui che ha iniziato in voi l’opera buona, la porterà a compimento * fino al giorno di Cristo Gesù.
V. Prego che la vostra carità si arricchisca sempre più in conoscenza e in ogni genere di discernimento,
R. fino al giorno di Cristo Gesù.