Venerdì 2026-07-31

Sant’ Ignazio di Loyola, sacerdote

Tempo ORDINARIO
XVII
Salterio I
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Memoria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
XVII
Salterio
I
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
31 LUGLIO SANT' IGNAZIO DI LOYOLA(m) Sacerdote BIENNALE 17a SETTIMANA Anno Pari Venerdi Prima Lettura Dal libro di Giobbe (40,1-14; 42,1-6) Giobbe si sottomette alla grandezza di Dio Il Signore disse a Giobbe: Il censore vorrà ancora contendere con l’Onnipotente? L’accusatore di Dio risponda! Giobbe rivolto al Signore disse: Ecco, sono ben meschino: che ti posso rispondere? Mi metto la mano sulla bocca. Ho parlato una volta, ma non replicherò, ho parlato due volte, ma non continuerò. Allora il Signore rispose a Giobbe di mezzo al turbine e disse. Cingiti i fianchi come un prode: io t’interrogherò e tu mi istruirai. Oseresti proprio cancellare il mio giudizio e darmi torto per avere tu ragione? Hai tu un braccio come quello di Dio e puoi tuonare con voce pari alla sua? Ornati pure di maestà e di sublimità, rivestiti di splendore e di gloria; diffondi i furori della tua collera, mira ogni superbo e abbassalo, mira ogni superbo e umilialo, schiaccia i malvagi ovunque si trovino; nascondili nella polvere tutti insieme, rinchiudi le loro facce nel buio; anch’io ti loderò perché hai trionfato con la destra. Allora Giobbe rispose al Signore e disse: Comprendo che puoi tutto e che nessuna cosa è impossibile per te. Chi è colui che, senza aver scienza, può oscurare il tuo consiglio? Ho esposto dunque senza discernimento cose troppo superiori a me, che io non comprendo. «Ascoltami e io parlerò, io t’interrogherò e tu istruiscimi». Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono. Perciò mi ricredo e ne provo pentimento sopra polvere e cenere. Responsorio (Gb 42,5-6; 40,5.4) R. Io ti conoscevo per sentito dire, Signore; ora i miei occhi ti vedono, e mi ricredo, * ne provo pentimento sopra polvere e cenere. V. Ho parlato una volta, ma non replicherò; ho parlato due volte, ma non continuerò. Mi metto la mano sulla bocca, R. ne provo pentimento sopra polvere e cenere. P R O P R I O D E I S A N T I Seconda Lettura Dagli «Atti» raccolti da Ludovico Consalvo dalla bocca di sant'Ignazio 8Cap. 1, 5-9; Acta SS. Iulii, 7, 1868, 647) Provate gli spiriti se sono da Dio Essendo stato appassionato divoratore di romanzi e d'altri libri fantasiosi sulle imprese mirabolanti di celebri personaggi, quando cominciò a sentirsi in via di guarigione, Ignazio domandò che gliene fossero dati alcuni tanto per ingannare il tempo. Ma nella casa, dove era ricoverato, non si trovò alcun libro di quel genere, per cui gliene furono dati due intitolati «Vita di Cristo» e «Florilegio di santi», ambedue nella lingua materna. Si mise a leggerli e rileggerli, e man mano che assimilava il loro contenuto, sentiva nascere in sé un certo interesse ai temi ivi trattati. Ma spesso la sua mente ritornava a tutto quel mondo immaginoso descritto dalle letture precedenti. In questo complesso gioco di sollecitazioni si inserì l'azione di Dio misericordioso. Infatti, mentre leggeva la vita di Cristo nostro Signore e dei santi, pensava dentro di sé e così si interrogava: «E se facessi anch'io quello che ha fatto san Francesco; e se imitassi l'esempio di san Domenico?». Queste considerazioni duravano anche abbastanza a lungo avvicendandosi con quelle di carattere mondano. Un tale susseguirsi di stati d'animo lo occupò per molto tempo. Ma tra le prime e le seconde vi era una differenza. Quando pensava alle cose del mondo era preso da grande piacere; poi subito dopo quando, stanco, le abbandonava, si ritrovava triste e inaridito. Invece quando immaginava di dover condividere le austerità che aveva visto mettere in pratica dai santi, allora non solo provava piacere mentre vi pensava, ma la gioia continuava anche dopo. Tuttavia egli non avvertiva né dava peso a questa differenze fino a che, aperti un giorno gli occhi della mente, incominciò a riflettere attentamente sulle esperienze interiori che gli causavano tristezza e sulle altre che gli portavano gioia. Fu la prima meditazione intorno alle cose spirituali. In seguito, addentratosi ormai negli esercizi spirituali, costatò che proprio da qui aveva cominciato a comprendere quello che insegnò ai suoi sulla diversità degli spiriti. Responsorio 1 Pt 4, 11. 8 R. Chi parla, lo faccia come con parole di Dio; chi esercita un ministero lo compia con l'energia di Dio, * tutto per la gloria di Dio, per mezzo di Gesù Cristo. V. Soprattutto conservate tra voi una grande carità; R. tutto per la gloria di Dio, per mezzo di Gesù Cristo.