Informazioni Liturgiche
- Grado
- Feria
- Tempo
- ORDINARIO
- Settimana
- XVIII
- Salterio
- II
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
18a SETTIMANA
Anno Pari
Domenica
Prima Lettura
Dal libro del profeta Abdia (1,21) Vaticinio contro Edom Visione di Abdia.
Così dice il Signore Dio per Edom: Udimmo un messaggio da parte del Signore e un araldo è stato inviato fra le genti: «Alzatevi, marciamo contro Edom in battaglia».
Ecco, ti faccio piccolo fra le nazioni, tu sei molto spregevole.
L’orgoglio del tuo cuore ti ha esaltato, tu che abiti nei crepacci rocciosi, delle alture fai la tua dimora e dici in cuor tuo: «Chi potrà gettarmi a terra?».
Anche se t’innalzassi come un’aquila e collocassi il tuo nido fra le stelle, di lassù ti farei precipitare, dice il Signore.
Se entrassero da te ladri o predoni di notte, – come sarebbe finita per te! – non ruberebbero quanto basta loro? Se vendemmiatori venissero da te, non ti lascerebbero forse se non qualche grappolo? Come è stato perquisito Esaù, come sono stati scovati i suoi nascondigli! Ti hanno cacciato fino alla frontiera, tutti i tuoi alleati ti hanno ingannato, i tuoi amici ti hanno vinto, quelli che mangiavano il tuo pane ti hanno teso tranelli: in lui non c’è senno! Forse in quel giorno, dice il Signore, non disperderò i saggi da Edom e l’intelligenza dal monte di Esaù? Saranno fiaccati i tuoi prodi, o Teman, e sarà sterminato ogni uomo dal monte di Esaù.
Per la carneficina e la violenza contro Giacobbe tuo fratello la vergogna ti coprirà e sarai sterminato per sempre.
Poiché tu eri presente quando gli stranieri ne deportavano le ricchezze, quando i forestieri entravano per le sue porte e gettavano le sorti su Gerusalemme, anzi ti sei comportato come uno di loro.
Non guardare con gioia al giorno di tuo fratello, al giorno della sua sventura.
Non gioire dei figli di Giuda nel giorno della loro rovina.
Non spalancare la bocca nel giorno della loro angoscia.
Non varcare la soglia del mio popolo nel giorno della sua sventura, non guardare con compiacenza la sua calamità; non stendere la mano sui suoi beni nel giorno della sua sventura.
Non appostarti ai crocicchi delle strade, per massacrare i suoi fuggiaschi; non far mercato dei suoi superstiti, nel giorno dell’angoscia.
Perché è vicino il giorno del Signore contro tutte le genti.
Come hai fatto tu, così a te sarà fatto, ciò che hai fatto agli altri ricadrà sul tuo capo.
Poiché come avete bevuto sul mio monte santo così berranno tutte le genti senza fine, berranno e tracanneranno: e saranno come se non fossero mai stati.
Ma sul monte Sion vi saranno superstiti e saranno santi e la casa di Giacobbe avrà in mano i suoi possessori.
La casa di Giacobbe sarà un fuoco e la casa di Giuseppe una fiamma, la casa di Esaù sarà come paglia: la bruceranno e la consumeranno, non scamperà nessuno della casa di Esaù, poiché il Signore ha parlato.
Quelli del Negheb possederanno il monte d’Esaù e quelli della Sefela il paese dei Filistei; possederanno il territorio di Efraim e di Samaria e Beniamino il Galaad.
Gli esuli di questo esercito degli Israeliti occuperanno Canaan fino a Zarefta e gli esuli di Gerusalemme, che sono in Sefarad, occuperanno le città del Negheb.
Saliranno vittoriosi sul monte Sion per governare il monte di Esaù e il regno sarà del Signore.
Responsorio (Abd 3-4.15)
R. L’orgoglio del tuo cuore ti ha esaltato; delle alture fai la tua dimora e dici in cuor tuo: Chi potrà gettarmi a terra? * Anche se t’innalzassi come un’aquila e collocassi il tuo nido fra le stelle, di lassù ti farei precipitare, dice il Signore.
V. Vicino è il giorno del Signore contro tutte le genti. Come hai fatto tu, così a te sarà fatto; ciò che hai fatto agli altri ricadrà sul tuo capo.
R. Anche se ti innalzassi come un’aquila e collocassi il tuo nido fra le stelle, di lassù ti farei precipitare, dice il Signore.
Seconda Lettura
Inizio del "Discorso sul battesimo" di san Gregorio di Nissa, vescovo.
Voi che siete infermi, venite a farvi curare
Ecco: il dispensatore di ogni bene, colui che computa gli anni e detiene il dominio del tempo, ci ha portati al giorno della salvezza, nel quale siamo soliti rendere gli ospiti figli adottivi, i poveri partecipi della grazia, mondi dai peccati coloro che ne sono inquinati. Questo è l’antico proclama che ha avuto luogo poco prima che apparisse il Salvatore: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri» (Mt 3,3; cfr. Is 40,3). Io non sono né Giovanni né Davide, ma la mia pochezza non rechi pregiudizio alla legge del Signore. Noi non ubbidiamo per riverenza verso coloro che hanno scritto le leggi, ma ci sottomettiamo con timore al potere e agli ordini di Colui che fa la legge.
è giunta la grazia del Re, che ha concesso remissione a due classi di persone tormentate: ha liberato i prigionieri e ha rimesso il debito ai debitori. Perciò anch’io posso offrire a queste due categorie di persone una medicina adatta, e con gran fiducia prometto che, se s’impegnano, riceveranno l’aiuto. E perché nessuno pensi che tale medicina costi molto, annuncio chiaramente quali medicamenti dovranno usare gli ammalati: ai primi prometto sanità attraverso l’acqua del battesimo, agli altri distruggo il male per mezzo di poche lacrime.
Basta questo semplice medicamento e la grazia di Dio per un risultato tanto grande: essere liberati dalle diuturne ferite inferteci dal morso del serpente, senza dover bruciare e tagliare per guarire.
Venite dunque, voi che soffrite, a farvi curare e non siate trascurati. Quando un male è continuo e vecchio, nulla può la perizia medica e la cura. Poveri e bisognosi, affrettatevi: venite a ricevere i doni del Re; e voi, pecore, accogliete il carattere e il segno della croce, aiuto e rimedio ai mali. Datemi i vostri nomi: io li scriverò con inchiostro su libri corruttibili, ma Dio li imprimerà su tavole che non periranno, perché scrive col proprio dito come scrisse un tempo la legge per gli Ebrei.
Venite a lui e sarete raggianti, e non saranno confusi i vostri volti (cfr. Sal 33,6). «Lavatevi, togliete dalla mia vista il male delle vostre azioni» (Is 1,16). Queste parole sono state scritte molto tempo fa, ma la loro portata non si è affievolita, anzi è in pieno vigore di giorno in giorno. Uscite dal carcere, ve ne scongiuro. Odiate i luoghi tenebrosi del vizio. Fuggite il demonio, guardiano crudele di chi è in catene, che si nutre della disgrazia dei peccatori e ne va in cerca. Come Dio si rallegra delle nostre opere giuste, così l’autore del peccato gode per i misfatti.
Abbandona l’uomo vecchio come un abito sudicio, pieno di sporcizia e indecoroso perché macchiato da mille peccati e confezionato con la stoffa dell’iniquità. Ricevi la veste dell’incorruttibilità, che Cristo stesso ti offre già pronta per essere indossata, e non respingere il dono per non offendere chi te lo offre. Ti sei a lungo rotolato nel fango; affrettati al Giordano: Giovanni ti chiama, ma è Cristo che ti scongiura. Il fiume della grazia scorre ovunque: non ha le sorgenti in Palestina né si getta nel mare vicino, ma irriga tutto il mondo, entra in paradiso, e facendo il percorso inverso ai quattro rivi che ne sgorgano, vi porta cose molto più preziose di quelle che ne sono uscite. La sua ricca sorgente è Cristo: da lui fluendo, inonda il mondo intero. Ha acque dolci e potabili, senza irritante salsedine. è reso dolce dalla presenza dello Spirito, come la fonte di Mara per il contatto col legno.
Responsorio (Ez 36,26.27; Rm 9,15)
R. Vi darò un cuore nuovo. * Vi farò vivere secondo i miei precetti e osservare e mettere in pratica le mie leggi.
V. Userò misericordia con chi vorrò; e avrò pietà di chi vorrò averla.
R. Vi farò vivere secondo i miei precetti e osservare e mettere in pratica le mie leggi.