Lunedì 2026-08-03

Lunedì della XVIII settimana del Tempo Ordinario

Tempo ORDINARIO
XVIII
Salterio II
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
XVIII
Salterio
II
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 18a SETTIMANA Anno Pari Lunedi Prima Lettura Dal libro del profeta Gioele (1,1.13–2,11) Il giorno del Signore sta per venire Parola del Signore rivolta a Gioele figlio di Petuel. Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti, urlate, ministri dell’altare, venite, vegliate vestiti di sacco, ministri del mio Dio, poiché priva d’offerta e libazione è la casa del vostro Dio. Proclamate un digiuno, convocate un’assemblea, adunate gli anziani e tutti gli abitanti della regione nella casa del Signore vostro Dio, e gridate al Signore: Ahimè, quel giorno! è infatti vicino il giorno del Signore e viene come uno sterminio dall’Onnipotente. Non è forse scomparso il cibo davanti ai nostri occhi e la letizia e la gioia dalla casa del nostro Dio? Sono marciti i semi sotto le loro zolle, i granai sono vuoti, distrutti i magazzini, perché è venuto a mancare il grano. Come geme il bestiame! Vanno errando le mandrie dei buoi, perché non hanno più pascoli; anche i greggi di pecore vanno in rovina. A te, Signore, io grido perché il fuoco ha divorato i pascoli della steppa e la vampa ha bruciato tutti gli alberi della campagna. Anche le bestie della terra sospirano a te, perché sono secchi i corsi d’acqua e il fuoco ha divorato i pascoli della steppa. Suonate la tromba in Sion e date l’allarme sul mio santo monte! Tremino tutti gli abitanti della regione perché viene il giorno del Signore, perché è vicino, giorno di tenebra e di caligine, giorno di nube e di oscurità. Come l’aurora, si spande sui monti un popolo grande e forte; come questo non ce n’è stato mai e non ce ne sarà dopo per gli anni futuri di età in età. Davanti a lui un fuoco divora e dietro a lui brucia una fiamma. Come il giardino dell’Eden è la terra davanti a lui e dietro a lui è un deserto desolato, non resta alcun avanzo. Il loro aspetto è aspetto di cavalli, come destrieri essi corrono. Come fragore di carri che balzano sulla cima dei monti, come crepitio di fiamma avvampante che brucia la stoppia, come un popolo forte schierato a battaglia. Davanti a loro tremano i popoli, tutti i volti impallidiscono. Corrono come prodi, come guerrieri che scalano le mura; ognuno procede per la strada, nessuno smarrisce la via. L’uno non incalza l’altro, ognuno va per il suo sentiero. Si gettano fra i dardi, ma non rompono le file. Piombano sulla città, si precipitano sulle mura, salgono sulle case, entrano dalle finestre come ladri. Davanti a loro la terra trema, il cielo si scuote, il sole, la luna si oscurano e le stelle cessano di brillare. Il Signore fa udire il tuono dinanzi alla sua schiera, perché molto grande è il suo esercito, perché potente è l’esecutore della sua parola, perché grande è il giorno del Signore e molto terribile: chi potrà sostenerlo? Responsorio (Cfr. Gl 11.12.13; Ap 6,16.17) R. Grande è il giorno del Signore e molto terribile: chi potrà sostenerlo? * Or dunque, ritornate al Signore vostro Dio, perché egli è misericordioso e benigno. V. è venuto il gran giorno di Colui che siede sul trono e dell’Agnello, e chi vi può resistere? R. Or dunque, ritornate al Signore vostro Dio, perché egli è misericordioso e benigno. Seconda Lettura Dal "Discorso sul battesimo" di san Gregorio di Nissa, v. Apri la tua anima alla disciplina perfetta Imita Gesù, figlio di Nave: porta il vangelo come lui portò l’arca; abbandona il deserto cioè il peccato, attraversa il Giordano, affrettati alla fonte della vita che è Cristo, alla terra che produce frutti gioiosi, che secondo la promessa fa scorrere latte e miele. Abbatti Gerico, cioè il vecchio stile di vita, per non lasciarlo pieno di forza. Caccia lontano da te il corvo vorace. Offri alla colomba l’occasione di volare in te: Gesù per primo la fece scendere dal cielo come un’immagine allegorica; essa non conosce l’inganno, è assai mansueta e prolifica; se trova l’uomo purificato e provato come l’argento, abita volentieri in lui, e infiammando l’anima col suo fuoco, come covasse le uova, genera e le dona molti figli. Sono le buone azioni: i discorsi onesti, la fede, la religiosità, la giustizia, la temperanza, la castità, la purezza. Questi sono i figli dello Spirito, e anche i nostri beni. Apri come un libro la tua anima, e lasciaci scrivere la disciplina perfetta, per non balbettare sempre come un fanciullo e ragionare come un bambino. Ho vergogna di te perché non diventi una persona adulta, e ancora devi uscire coi catecumeni come un fanciullino che non sa celare i segreti, mentre è tempo che tu prenda coscienza del mistero. Unisciti al popolo mistico e impara i discorsi arcani. Canta con noi quelle lodi che i cherubini dalle sei ali cantano coi cristiani perfetti. Brama il cibo che rinforza l’anima; gusta la bevanda che fa esultare il cuore; ama il mistero che gli anziani trasmettono ai giovani in modo nascosto. Imita il desiderio ardente dell’eunuco etiope. Egli, dopo aver accolto e fatto sedere sul carro accanto a sé Filippo mandato dallo Spirito Santo, proseguendo la strada non si accorse che non solo leggeva, ma comprendeva la sapienza di Isaia. Prese gusto all’interpretazione, come un cagnolino prende gusto al sangue dell’agnello ucciso; con insistenza interrogò Filippo, finché non fu condotto alla perfetta comprensione della profezia che teneva fra le mani; e per nulla stanco ricevette il battesimo che aveva chiesto, senza aspettare né una locanda, né una città o un villaggio, né il fonte battesimale, perché aveva capito che il Signore è dovunque e che ogni acqua va bene per il battesimo, purché ci sia la fede di chi lo riceve e la benedizione del sacerdote che santifica. Accogli dunque il dono di Cristo, poiché colui che riceve questo sublime e incomparabile beneficio, con gioia è annoverato fra coloro che ricevono l’adozione a figli; e per quel cambiamento in meglio godono tutti i suoi amici e parenti e si rallegrano immensamente. Responsorio (Pr 3,11-12; 1,8) R. Figlio mio, non disprezzare l’istruzione del Signore * e non aver a noia la sua esortazione: perché il Signore corregge chi ama, come un padre il figlio prediletto. V. Ascolta l’istruzione di tuo padre e non disprezzare l’insegnamento di tua madre. R. E non aver a noia la sua esortazione: perché il Signore corregge chi ama, come un padre il figlio prediletto.