Giovedì 2026-08-20

San Bernardo, abate e dottore della Chiesa

Tempo ORDINARIO
XX
Salterio IV
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Memoria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
XX
Salterio
IV
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
20 AGOSTO SAN BERNARDO(m) Abate e Dottore della Chiesa BIENNALE 20a SETTIMANA Anno Pari Giovedi Prima Lettura Dal libro di Qoèlet (7,1-29) Non sapere più di quanto è necessario Un buon nome è preferibile all’unguento profumato e il giorno della morte al giorno della nascita. è meglio andare in una casa in pianto che andare in una casa in festa; perché quella è la fine d’ogni uomo e chi vive ci rifletterà. è preferibile la mestizia al riso, perché sotto un triste aspetto il cuore è felice. Il cuore dei saggi è in una casa in lutto e il cuore degli stolti in una casa in festa. Meglio ascoltare il rimprovero del saggio che ascoltare il canto degli stolti: perché com’è il crepitìo dei pruni sotto la pentola, tale è il riso degli stolti. Ma anche questo è vanità. Il mal tolto rende sciocco il saggio e i regali corrompono il cuore. Meglio la fine di una cosa che il suo principio; è meglio la pazienza della superbia. Non esser facile a irritarti nel tuo spirito, perché l’ira alberga in seno agli stolti. Non domandare: «Come mai i tempi antichi erano migliori del presente?», poiché una tale domanda non è ispirata da saggezza. è buona la saggezza insieme con un patrimonio ed è utile per coloro che vedono il sole; perché si sta all’ombra della saggezza come si sta all’ombra del denaro e il profitto della saggezza fa vivere chi la possiede. Osserva l’opera di Dio: chi può raddrizzare ciò che egli ha fatto curvo? Nel giorno lieto sta’ allegro e nel giorno triste rifletti: «Dio ha fatto tanto l’uno quanto l’altro, perché l’uomo non trovi nulla da incolparlo». Tutto ho visto nei giorni della mia vanità: perire il giusto nonostante la sua giustizia, vivere a lungo l’empio nonostante la sua iniquità. Non esser troppo scrupoloso né saggio oltre misura. Perché vuoi rovinarti? Non esser troppo malvagio e non essere stolto. Perché vuoi morire innanzi tempo? è bene che tu ti attenga a questo e che non stacchi la mano da quello, perché chi teme Dio riesce in tutte queste cose. La sapienza rende il saggio più forte di dieci potenti che governano la città. Non c’è infatti sulla terra un uomo così giusto che faccia solo il bene e non pecchi. Ancora: non fare attenzione a tutte le dicerie che si fanno, per non sentir che il tuo servo ha detto male di te, perché il tuo cuore sa che anche tu hai detto tante volte male degli altri. Tutto questo io ho esaminato con sapienza e ho detto: «Voglio essere saggio!» ma la sapienza è lontana da me! Ciò che è stato è lontano e profondo, profondo: chi lo può raggiungere? Mi son applicato di nuovo a conoscere e indagare e cercare la sapienza e il perché delle cose e a conoscere che la malvagità è follia e la stoltezza pazzia. Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso. Vedi, io ho scoperto questo, dice Qoèlet, confrontando una ad una le cose, per trovarne la ragione. Quello che io cerco ancora e non ho trovato è questo: Un uomo su mille l’ho trovato: ma una donna fra tutte non l’ho trovata. Vedi, solo questo ho trovato: Dio ha fatto l’uomo retto, ma essi cercano tanti fallaci ragionamenti. Responsorio: (Pr 20,9; cfr. Qo 7,20; 1Gv 1,8.9) R. Chi può dire: Ho purificato il cuore, sono mondo dal mio peccato? * Non esiste un uomo così giusto, che faccia solo il bene e mai il male. V. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi. Se riconosciamo i nostri peccati, Dio è fedele e ci perdonerà. R. Non esiste un uomo così giusto, che faccia solo il bene e mai il male. P R O P R I O D E I S A N T I Seconda Lettura Dai «Discorsi sul Cantico dei Cantici» di san Bernardo, abate (Disc. 83,4-6; Opera omnia, ed. Cisterc. 2 [1958] 300-302) Amo perché amo, amo per amare L'amore è sufficiente per se stesso, piace per se stesso e in ragione di sé. è a se stesso merito e premio. L'amore non cerca ragioni, non cerca vantaggi all'infuori di sé. Il suo vantaggio sta nell'esistere. Amo perché amo, amo per amare. Grande cosa è l'amore se si rifà al suo principio, se ricondotto alla sua origine, se riportato alla sua sorgente. Di là sempre prende alimento per continuare a scorrere. L'amore è il solo tra tutti i moti dell'anima, tra i sentimenti e gli affetti, con cui la creatura possa corrispondere al Creatore, anche se non alla pari; l'unico con il quale possa contraccambiare il prossimo e, in questo caso, certo alla pari. Quando Dio ama, altro non desidera che essere amato. Non per altro ama, se non per essere amato, sapendo che coloro che l'ameranno si beeranno di questo stesso amore. L'amore dello Sposo, anzi lo Sposo-amore cerca soltanto il ricambio dell'amore e la fedeltà. Sia perciò lecito all'amata di riamare. Perché la sposa, e la sposa dell'Amore non dovrebbe amare? Perché non dovrebbe essere amato l'Amore? Giustamente, rinunziando a tutti gli altri suoi affetti, attende tutta e solo all'Amore, ella che nel ricambiare l'amore mira a uguagliarlo. Si obietterà, però, che, anche se la sposa si sarà tutta trasformata nell'Amore, non potrà mai raggiungere il livello della fonte perenne dell'amore. è certo che non potranno mai essere equiparati l'amante e l'Amore, l'anima e il Verbo, la sposa e lo Sposo, il Creatore e la creatura. La sorgente, infatti, da sempre molto più di quanto basti all'assetato. Ma che importa tutto questo? Cesserà forse e svanirà del tutto il desiderio della sposa che attende il momento delle nozze, cesserà la brama di chi sospira, l'ardore di chi ama, la fiducia di chi pregusta, perché non è capace di correre alla pari con un gigante, gareggiare in dolcezza col miele, in mitezza con l'agnello, in candore con il giglio, in splendore con il sole, in carità con colui che è l'Amore? No certo. Sebbene infatti la creatura ami meno, perché è inferiore, se tuttavia ama con tutta se stessa, non le resta nulla da aggiungere. Nulla manca dove c'è tutto. Perciò per lei amare così è aver celebrato le nozze, poiché non può amare così ed essere poco amata. Il matrimonio completo e perfetto sta nel consenso dei due, a meno che uno dubiti che l'anima sia amata dal Verbo, e prima e di più. Responsorio Cfr. Sal 30, 20; 35, 9 R. Quanto è grande, Signore, la tua dolcezza, * che hai riservato per coloro che ti temono. V. Si saziano dell'abbondanza della tua casa, li disseti al torrente delle tue delizie, R. che hai riservato per coloro che ti temono. Orazione O Dio, che hai suscitato nella tua Chiesa san Bernardo abate, come lampada che arde e risplende, fa' che, per sua intercessione, camminiamo sempre con lo stesso fervore di spirito, come figli della luce.Per il nostro Signore. R. Amen. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.