Domenica 2026-08-30

XXII Domenica del Tempo Ordinario

Tempo ORDINARIO
XXII
Salterio II
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
XXII
Salterio
II
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 22a SETTIMANA Anno Pari Domenica Prima Lettura Dalla prima lettera a Timoteo di san Paolo, apostolo (5,3-25) Le vedove. I presbiteri Carissimo, onora le vedove, quelle che sono veramente tali; ma se una vedova ha figli o nipoti, questi imparino prima a praticare la pietà verso quelli della propria famiglia e a rendere il contraccambio ai loro genitori, poiché è gradito a Dio. La donna veramente vedova e che sia rimasta sola, ha riposto la speranza in Dio e si consacra all’orazione e alla preghiera giorno e notte; al contrario quella che si dà ai piaceri, anche se vive, è già morta. Proprio questo raccomanda, perché siano irreprensibili. Se poi qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprattutto di quelli della sua famiglia, costui ha rinnegato la fede ed e peggiore di un infedele. Una vedova sia iscritta nel catalogo delle vedove quando abbia non meno di sessant’anni, sia andata sposa una sola volta, abbia la testimonianza di opere buone: abbia cioè allevato figli, praticato l’ospitalità, lavato i piedi ai santi, sia venuta in soccorso agli afflitti, abbia esercitato ogni opera di bene. Le vedove più giovani non accettarle perché, non appena vengono prese da desideri indegni di Cristo, vogliono sposarsi di nuovo e si attirano così un giudizio di condanna per aver trascurato la loro prima fede. Inoltre, trovandosi senza far niente, imparano a girare qua e là per le case e sono non soltanto oziose, ma pettegole e curiose, parlando di ciò che non conviene. Desidero quindi che le più giovani si risposino, abbiano figli, governino la loro casa, per non dare all’avversario nessun motivo di biasimo. Già alcune purtroppo si sono sviate dietro a satana. Se qualche donna credente ha con sé delle vedove, provveda lei a loro e non ricada il peso sulla Chiesa, perché questa possa così venire incontro a quelle che sono veramente vedove. I presbiteri che esercitano bene la presidenza siano trattati con doppio onore, soprattutto quelli che si affaticano nella predicazione e nell’insegnamento. Dice infatti la Scrittura: «Non metterai la museruola al bue che sta trebbiando» (Dt 25,4) e: Il lavoratore ha diritto al suo salario (cfr. Dt 24,15). Non accettare accuse contro un presbitero senza la deposizione di due o tre testimoni (cfr. Dt 19,15). Quelli poi che risultino colpevoli riprendili alla presenza di tutti, perché anche gli altri ne abbiano timore. Ti scongiuro davanti A Dio, a Cristo Gesù e agli angeli eletti, di osservare queste norme con imparzialità e di non far mai nulla per favoritismo. Non aver fretta di imporre le mani ad alcuno, per non farti complice dei peccati altrui. Conservati puro! Smetti di bere soltanto acqua, ma fa’ uso di un po’ di vino a causa dello stomaco e delle tue frequenti indisposizioni. Di alcuni uomini i peccati si manifestano prima del giudizio e di altri dopo; così anche le opere buone vengono alla luce e quelle stesse che non sono tali non possono rimanere nascoste. Responsorio (Cfr. Fil 1,27; 2,4.5) R.Comportatevi in modo degno del vangelo, combattete unanimi per la fede, * senza cercare il proprio interesse, ma quello degli altri. V. Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, R. senza cercare il proprio interesse, ma quello degli altri. Seconda Lettura Inizio della "Lettera agli Efesini" di sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire (1-3) Sottomessi al vescovo e al collegio dei presbiteri Ignazio, chiamato pure Teoforo, alla Chiesa che è in Efeso, nell’Asia, Chiesa ricolma di ogni benedizione dalla pienezza di Dio Padre, predestinata prima dei secoli a essere sempre unita ed eletta per una gloria costante e immutabile, nella vera passione di Gesù, secondo la volontà del Padre e di Gesù nostro Signore e Salvatore. Salute in Cristo Gesù e nella sua gioia purissima! Penso al significato contenuto nel nome della vostra Chiesa; nome che mi è carissimo in Dio; nome che vi siete procurato per la vostra indole ottima, secondo la fede e l’amore in Cristo Gesù Salvatore nostro. Di ciò avete dato prova da veri imitatori della bontà di Dio vivificati dal sangue di Cristo compiendo un’opera di vera fraternità cristiana. Saputo infatti che dalla Siria sarei passato di qua, incatenato per Cristo e per la comune speranza; vi siete affrettati a venire. E io sono pieno di fiducia che, per le vostre preghiere, mi sarà dato di combattere a Roma con le fiere, per poter diventare col martirio vero discepolo di colui che «ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore» (Ef 5,2). Pertanto ho accolto nel nome di Dio la vostra Chiesa nella persona di Onesimo, nostro diletto maestro e vostro vescovo; e vi scongiuro di amarlo con l’amore di Gesù Cristo e di essere tutti concordi una cosa sola in lui. Sia benedetto Dio, che vi ha concesso di possedere un tale vescovo: ne eravate ben degni. In quanto al nostro confratello Burro, vostro diacono secondo la volontà di Dio e ripieno di ogni benedizione, io prego che rimanga con me a onore vostro e del vostro santo vescovo. Anche Croco, uomo degno di Dio, che ho accolto come modello della vostra Chiesa, in tutti i modi «mi ha confortato e non s’è vergognato delle rnie catene» (2Tm 1,16); così pure Onesimo, Burro, Euplo e Frontone, attraverso i quali ho contemplato voi tutti, nella carità: Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, li conforti. Godrò di voi per sempre, se ne sarò degno. è giusto che voi tutti in ogni modo glorifichiate Gesù Cristo, il quale ha glorificato voi, affinché «tutti unanimi nel parlare» e «in perfetta unione di pensiero e di intenti» (1Cor 1,10) sottomessi al vescovo e al collegio dei presbiteri, possiate conseguire la perfetta santità. Io non vi impartisco comandi, quasi fossi qualcuno. Poiché, sebbene incatenato per il nome di Gesù, tuttavia non sono ancora perfetto in Cristo; mi trovo appena all’inizio del tirocinio, e parlo a voi come a miei condiscepoli. Avrei dovuto io essere ammaestrato da voi, nella fede, nell’esortazione, nella pazienza e nella grandezza d’animo. Ma l’amore che nutro per voi non mi permette di tacere. Per questo vi ho prevenuto nell’esortarvi a fare tutti uniti la volontà di Dio, perché anche Gesù Cristo agisce in tutto secondo il volere del Padre, come lui stesso dice: «Io faccio sempre le cose che gli sono gradite» (Gv 8,29). E così occorre che anche noi, secondo il disegno di Dio, viviamo in Cristo e lo imitiamo, come dice Paolo: «Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo» (1Cor 11,1). Responsorio (Ef 15,2; cfr. 1Cor 1,10) V.Camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, * offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore. V. Tutti unanimi nel parlare e in perfetta unione di pensiero e di intenti, glorificate Gesù Cristo il quale ha glorificato voi, R.offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.