Informazioni Liturgiche
- Grado
- Feria
- Tempo
- ORDINARIO
- Settimana
- XXII
- Salterio
- II
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
22a SETTIMANA
Anno Pari
Mercoledi
Prima Lettura
Dalla seconda lettera a Timoteo di san Paolo, apostolo (1,1-18) Paolo esorta Timoteo a essere forte nel dovere Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, per annunziare la promessa della vita in Cristo Gesù, al diletto figlio Timoteo: grazia, misericordia e pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro.
Ringrazio Dio, che io servo con coscienza pura come i miei antenati, ricordandomi sempre di te nelle mie preghiere, notte e giorno; mi tornano alla mente le tue lacrime e sento la nostalgia di rivederti per essere pieno di gioia. Mi ricordo infatti della tua fede schietta, fede che fu prima nella tua nonna Loide, poi in tua madre Eunice e ora, ne sono certo, anche in te.
Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza.
Non vergognarti dunque della testimonianza da rendere al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma soffri anche tu insieme con me per il vangelo, aiutato dalla forza di Dio.
Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua grazia; grazia che ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità, ma è stata rivelata solo ora con l’apparizione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo del vangelo, del quale io sono stato costituito araldo, apostolo e maestro.
è questa la causa dei mali che soffro, ma non me ne vergogno: so infatti a chi ho creduto e son convinto che egli è capace di conservare fino a quel giorno il deposito che mi è stato affidato. Prendi come modello le sane parole che hai udito da me, con la fede e la carità che sono in Cristo Gesù. Custodisci il buon deposito con l’aiuto dello Spirito Santo che abita in noi. Tu sai che tutti quelli dell’Asia, tra i quali Figelo ed Ermegene, mi hanno abbandonato. Il Signore conceda misericordia alla famiglia di Onesiforo, perché egli mi ha più volte confortato e non s’è vergognato delle mie catene; anzi, venuto a Roma, mi ha cercato con premura finché mi ha trovato. Gli conceda il Signore di trovare misericordia presso Dio in quel giorno. E quanti servizi egli ha reso in Efeso, lo sa meglio di me.
Responsorio (Rm 8,15-16; 2Tm 1,7)
R. Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre! * Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio.
V. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza.
R. Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio.
Seconda Lettura
Dalla "Lettera agli Efesini" di sant’Ignazio di Antiochia,
vescovo e martire (10-12)
Siate ministri di Dio e bocca di Cristo
«Pregate incessantemente» (1Ts 5,17) per tutti gli uomini; in tutti esiste infatti una speranza di ravvedersi e di raggiungere Dio. è scritto: «Forse chi cade non si rialza e chi perde la strada non torna indietro?» (Ger 8,4). Rivolgetevi dunque alla dottrina, siate ministri di Dio e bocca di Cristo. Dice infatti il Signore: «Se saprai distinguere ciò che è prezioso da ciò che è vile, sarai come la mia bocca» (Ger 15,19). Siate umili di fronte alla loro ira, ma denunziate le loro bestemmie; perseverate nella preghiera, rimanete saldi di fronte ai loro errori, radicati nella fede. Vincete la loro abituale violenza con la vostra mitezza e la loro irascibilità con la dolcezza. è scritto infatti: «Beati i miti» (Mt 5,5); infatti anche «Mosè era un uomo molto mansueto, più di qualunque altro sulla terra» (Nm 12,3), e lo stesso Davide era molto mite; per cui Paolo ammonisce: «Un servo del Signore non deve essere litigioso, ma mite con tutti, atto a insegnare, paziente nelle offese subite, dolce nel riprendere gli oppositori» (2Tm 2,24-25). Non preoccupatevi di vendicarvi se vi fanno del male, infatti è scritto: «Se ho ripagato il mio amico con il male» (Sal 7,5), ma rendiamoli nostri fratelli con la mansuetudine. Dite perciò a questi che vi odiano: siete nostri fratelli, «per dare gloria al suo nome» (Sal 85,9).
Imitiamo il Signore che «oltraggiato non rispondeva con oltraggi», mentre veniva crocifisso non si opponeva «e soffrendo non minacciava vendetta» (1Pt 2,23), ma pregava per i suoi nemici dicendo: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34). Chi è più perseguitato sia pronto a sopportare anche di più. Beato chi sarà giudicato, disprezzato e riprovato per il nome del Signore: egli davvero appartiene a Cristo. State attenti, affinché nessuna erba diabolica si trovi tra voi; è infatti amara e aspra. «Siate temperanti» (1Pt 5,7) e casti in Cristo Gesù. Sono gli ultimi tempi: dobbiamo arrossire e temere per la longanimità di Dio, e non desiderare le loro ricchezze e i loro interessi. Temiamo l’ira futura più ancora di quanto amiamo la grazia presente. Questa consiste nell’essere trovati in Cristo Gesù vivendo nella verità. Fuori di lui non conviene respirare nemmeno una volta tanto. Questa è la mia speranza e la mia gioia, queste le ricchezze che non vengono mai meno: in lui, dalla Siria a Roma sopporto le mie catene, perle spirituali da cui spero per le vostre preghiere di giungere alla perfezione, reso partecipe della passione e morte di Cristo, della risurrezione dai morti e della vita eterna, per essere trovato nell’eredità dei cristiani di Efeso, i quali in virtù di Gesù Cristo sempre furono obbedienti agli apostoli, a Paolo, a Giovanni, e al fedelissimo Timoteo.
So chi sono io e a chi scrivo: io sono uno degli ultimi, e del tutto bisognoso di misericordia, costituito sotto la legge, tra pericoli e giudizi; voi invece avete ottenuto misericordia e siete stabili in Cristo. Ma a causa di Dio sono stato consegnato alla stirpe di coloro che hanno sparso «dal sangue del giusto Abele fino al sangue» (Mt 23,35) dell’ultimo Ignazio.
Voi siete i continuatori del ministero di Paolo, santo martire «che è uno strumento eletto» (At 9,15); il Signore mi conceda di esser trovato sulle orme sue e degli altri santi, quando entrerò nel possesso di Gesù Cristo, che sempre interceda per voi.
Responsorio (2Cor 3,4.6.5)
R. Questa è la fiducia che abbiamo per mezzo di Cristo, davanti a Dio, * che ci ha resi ministri adatti di una Nuova Alleanza, non della lettera, ma dello Spirito.
V. Non però che da noi stessi siamo capaci di pensare qualcosa come proveniente da noi, ma la nostra capacità viene da Dio.
R. Che ci ha resi ministri adatti di una Nuova Alleanza, non della lettera, ma dello Spirito.