Informazioni Liturgiche
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- ORDINARIO
- Settimana
- XXIII
- Salterio
- III
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
23a SETTIMANA
Anno Pari
Mercoledi
Prima Lettura
Dalla seconda lettera di san Pietro, apostolo (2,9-22) Denuncia dei peccati Carissimi, il Signore sa liberare i pii dalla prova e serbare gli empi per il castigo nel giorno del giudizio, soprattutto coloro che nelle loro impure passioni vanno dietro alla carne e disprezzano il Signore.
Temerari, arroganti, non temono d’insultare gli esseri gloriosi decaduti, mentre gli angeli, a loro superiori per forza e potenza, non portano contro di essi alcun giudizio offensivo davanti al Signore. Ma costoro, come animali irragionevoli nati per natura a essere presi e distrutti, mentre bestemmiano quel che ignorano, saranno distrutti nella loro corruzione, subendo il castigo come salario dell’iniquità.
Essi stimano felicità il piacere d’un giorno; sono tutta sporcizia e vergogna; si dilettano dei loro inganni mentre fan festa con voi; han gli occhi pieni di disonesti desideri e sono insaziabili di peccato, adescano le anime instabili, hanno il cuore rotto alla cupidigia, figli di maledizione! Abbandonata la retta via, si sono smarriti seguendo la via di Balaam di Bosor che amò un salario di iniquità, ma fu ripreso per la sua malvagità: un muto giumento, parlando con voce umana, impedì la demenza del profeta.
Costoro sono come fonti senz’acqua e come nuvole sospinte dal vento: a loro è riserbata l’oscurità delle tenebre.
Con discorsi gonfiati e vani adescano mediante le licenziose passioni della carne coloro che si erano appena allontanati da quelli che vivono nell’errore. Promettono loro libertà, ma essi stessi sono schiavi della corruzione. Perché uno è schiavo di ciò che l’ha vinto.
Se infatti dopo aver fuggito le corruzioni del mondo per mezzo della conoscenza del Signore e salvatore Gesù Cristo, ne rimangono di nuovo invischiati e vinti, la loro ultima condizione è divenuta peggiore della prima. Meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuto la via della giustizia, piuttosto che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo precetto che era stato loro dato. Si è verificato per essi il proverbio: Il cane è tornato al suo vomito (Pr 26,11) e la scrofa lavata è tornata ad avvoltolarsi nel brago.
Responsorio (Cfr. Fil 4,8.9; 1Cor 16,13)
R. Tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, tutto questo praticate: * e il Dio della pace sarà con voi!
R. Vigilate, state saldi nella fede, comportatevi da uomini, siate forti:
R. e il Dio della pace sarà con voi!
Seconda Lettura
Dal discorso su "Il dovere di amare i poveri"
di san Gregorio di Nissa, vescovo (N. 1)
Non disprezzare i poveri
come se non avessero alcun valore
Non disprezzare i poveri come se non avessero alcun valore. Considera chi sono e conoscerai la loro dignità: essi hanno rivestita la persona del nostro Salvatore.
Egli l’ha loro benignamente elargita perché, a somiglianza di quegli uomini che protendono verso i propri assalitori l’effige del sovrano come baluardo per frenarne e spezzarne l’impeto, così i poveri pieghino e addolciscano coloro che ignorano la compassione e addirittura li perseguitano. Essi sono dispensatori dei beni che anche noi attendiamo. Sono i portinai del regno dei cieli, che aprono le porte ai benevoli e ai buoni e le chiudono ai malvagi e ai crudeli.
Sono anche violenti accusatori ed eccellenti avvocati. Accusano infatti e difendono, non con i discorsi, ma con il loro stesso aspetto, quando sono esaminati dall’occhio del Giudice. Gridano quello che viene perpetrato contro di loro e lo proclamano con maggior chiarezza ed efficacia di qualsiasi banditore, al cospetto di colui che scruta i cuori e conosce i pensieri degli uomini e i moti segreti dell’anima.
Per loro ci viene descritto in tutti i suoi particolari quel tremendo giudizio, di cui spesso avete sentito parlare.
Vedo, infatti, il Figlio dell’uomo venire dal cielo, avanzando sull’aria come se camminasse sulla terra, circondato da miriadi di angeli. Poi il trono della gloria eretto in un luogo eccelso e il Re seduto su di esso. Vedo inoltre tutte le famiglie degli uomini, i popoli, le nazioni che sono vissute quaggiù, hanno respirato quest’aria e hanno contemplato la luce di questo sole, stare davanti al tribunale, divise in due parti.
Sento che quelli che si trovano a destra sono chiamati agnelli, e capri quelli che stanno a sinistra, poiché ricevono la loro classificazione in base alla rispettiva condotta di vita. Odo il Giudice che li interroga e raccoglie le loro giustificazioni. Ascolto ciò che essi rispondono al Re. Infine scorgo qualcuno decorato per i suoi meriti. A quelli che sono stati buoni e benevoli e hanno condotto un’ottima vita viene concesso un sommo ed eterno riposo nel regno celeste; ai crudeli e ai malvagi invece viene inflitto il castigo del fuoco per l’eternità. Tutte queste cose sono spiegate nel vangelo con ogni cura, come ben sapete.
Non posso credere che quel giudizio sia stato rappresentato dinanzi ai nostri occhi, con termini così precisi da sembrare dipinto, per altro motivo se non per indurci a imparare a fondo l’esercizio della beneficenza e ad abbracciare la benevolenza.
è questa infatti che contiene la vita. è la madre dei poveri, la maestra dei ricchi, la buona nutrice degli orfani, la protettrice dei vecchi, la provvista dei bisognosi, il porto di tutti i miseri: si prende cura di tutte le età e porta aiuto in tutte le sciagure e calamità.
Responsorio (Lc 6,35.36; Sal 144,8)
V.L’Altissimo è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. * Siate dunque misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.
R. Paziente e misericordioso è il Signore, lento all’ira e ricco di grazia.
R. Siate dunque misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.