Informazioni Liturgiche
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- ORDINARIO
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- XXIII
- Salterio
- III
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
23a SETTIMANA
Anno Pari
Giovedi
Prima Lettura
Dalla seconda lettera di san Pietro, apostolo (3,1-10) Dio è fedele alle sue promesse Questa, o carissimi, è già la seconda lettera che vi scrivo, e in tutte e due cerco di ridestare con ammonimenti la vostra sana intelligenza, perché teniate a mente le parole già dette dai santi profeti, e il precetto del Signore e salvatore, trasmessovi dagli apostoli.
Questo anzitutto dovete sapere, che verranno negli ultimi giorni schernitori beffardi, i quali si comporteranno secondo le proprie passioni e diranno: «Dov’è la promessa della sua venuta? Dal giorno in cui i nostri padri chiusero gli occhi tutto rimane come al principio della creazione». Ma costoro dimenticano volontariamente che i cieli esistevano già da lungo tempo e che la terra, uscita dall’acqua e in mezzo all’acqua, ricevette la sua forma grazie alla parola di Dio; e che per queste stesse cause il mondo di allora, sommerso dall’acqua, perì.
Ora, i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della rovina degli empi.
Una cosa però non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo. Il Signore non ritarda nell’adempire la sua promessa, come certuni credono; ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.
Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal calore si dissolveranno e la terra con quanto c’è in essa sarà distrutta.
Responsorio (Mt 24,43-44; 2Pt 3,10)
R. Se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. * Perciò anche voi state pronti.
V. Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli con fragore passeranno.
R. Perciò anche voi state pronti.
Seconda Lettura
Dalla "Esortazione ai pagani"
di Clemente Alessandrino (C.1)
Viviamo in questo mondo con sobrietà,
giustizia e pietà, nell’attesa della manifestazione
della gloria del nostro grande Dio
Il Signore è misericordioso, castiga, esorta, ammonisce, conserva, custodisce e, in compenso della dottrina che ci ha insegnato, promette nella sovrabbondanza della sua generosità il regno dei cieli, senza ricavare da noi altro frutto che la nostra salvezza. Infatti il vizio si pasce della rovina degli uomini, mentre la verità, che è insita nelle cose come un’ape innocua, si rallegra solo della salvezza degli uomini. Tu possiedi già la promessa, hai tutto l’amore con cui Dio ama il genere umano; partecipa ora alla grazia. Ma non considerare come «nuovo» il mio cantico allo stesso modo in cui si dice nuovo un oggetto o una casa. Infatti egli era prima della «stella del mattino» (2Pt 1,19) e «in principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio» (Gv 1,1).
In questo senso noi siamo anteriori alla creazione del mondo, in quanto preesistiamo in certo modo in Dio stesso, a motivo della nostra futura creazione. Siamo dunque creature razionali del Verbo divino, ossia dell’Intelligenza divina, e per lui possiamo esser chiamati «primi», perché «in principio era il Verbo». E precisamente in quanto esisteva già prima della fondazione del mondo, fu il principio divino di tutte le cose e lo è tuttora; ma in quanto in questi ultimi tempi ha voluto prendere il nome, già in passato considerato santo, di Cristo, io lo chiamo Cantico nuovo. Dunque, questo Verbo che è Cristo non solo fu causa del nostro preesistere, ma ci concede anche di vivere bene, e in questi ultimi tempi si è manifestato agli uomini come colui che è il solo a essere insieme Dio e uomo. Infatti, ammaestrati da lui a vivere rettamente, siamo avviati verso la vita eterna. Perciò, come dice quel divino apostolo del Signore: «è apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo» (Tt 2,11-13).
Dunque il Cantico nuovo è quello del Verbo che era «in principio» (Gv 1,1).
Ora appunto è apparso il Salvatore, che era già in passato; il Verbo cioè, che era presso Dio e per mezzo del quale sono state fatte tutte le cose, è apparso in veste di maestro; e colui che come artefice del mondo ci diede la vita nella prima creazione, assunte le sembianze del maestro, ci ha insegnato la norma del ben vivere per poterci poi elargire come Dio la vita eterna.
Responsorio (Is 30,18; Eb 9,29)
R. Il Signore aspetta per farvi grazia, per questo sorge per avere pietà di voi: perché un Dio giusto è il Signore; * Beati coloro che sperano in lui.
V. Perché egli apparirà a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.
R. Beati coloro che sperano in lui.