Sabato 2026-09-19

Sabato della XXIV settimana del Tempo Ordinario | m

Tempo ORDINARIO
XXIV
Salterio IV
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
XXIV
Salterio
IV
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 24a SETTIMANA Anno Pari Sabato Prima Lettura Dal libro del profeta Baruc (3,9-15.24–4,4) La salvezza di Israele sta nella sapienza Ascolta, Israele, i comandamenti della vita, porgi l’orecchio per intendere la prudenza. Perché, Israele, perché ti trovi in terra nemica e invecchi in terra straniera? Perché ti contamini con i cadaveri e sei annoverato fra coloro che scendono negli inferi? Tu hai abbandonato la fonte della sapienza! Se tu avessi camminato nei sentieri di Dio, saresti vissuto sempre in pace. Impara dov’è la prudenza, dov’è la forza, dov’è l’intelligenza, per comprendere anche dov’è la longevità e la vita, dov’è la luce degli occhi e la pace. Ma chi ha scoperto la sua dimora, chi è penetrato nei suoi forzieri? Israele, quanto è grande la casa di Dio, quanto è vasto il luogo del suo dominio! è grande e non ha fine, è alto e non ha misura! Là nacquero i famosi giganti dei tempi antichi, alti di statura, esperti nella guerra; ma Dio non scelse costoro e non diede loro la via della sapienza: perirono perché non ebbero saggezza, perirono per la loro insipienza. Chi è salito al cielo per prenderla e farla scendere dalle nubi? Chi ha attraversato il mare e l’ha trovata e l’ha comprata a prezzo d’oro puro? Nessuno conosce la sua via, nessuno pensa al suo sentiero. Ma colui che sa tutto, la conosce e l’ha scrutata con l’intelligenza. è lui che nel volger dei tempi ha stabilito la terra e l’ha riempita d’animali; lui che invia la luce ed essa va, che la richiama ed essa obbedisce con tremore. Le stelle brillano dalle loro vedette e gioiscono; egli le chiama e rispondono: «Eccoci!» e brillano di gioia per colui che le ha create. Egli è il nostro Dio e nessun altro può essergli paragonato. Egli ha scrutato tutta la via della sapienza e ne ha fatto dono a Giacobbe suo servo, a Israele suo diletto. Per questo è apparsa sulla terra e ha vissuto fra gli uomini. Essa è il libro dei decreti di Dio, è la legge che sussiste nei secoli; quanti si attengono ad essa avranno la vita, quanti l’abbandonano moriranno. Ritorna, Giacobbe, e accoglila, cammina allo splendore della sua luce. Non dare ad altri la tua gloria, né i tuoi privilegi a gente straniera. Beati noi, o Israele, perché ciò che piace a Dio ci è stato rivelato. Responsorio (Cfr. Rm 11,33; Bar 3,32.37) R. O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! * Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! V. Colui che sa tutto, possiede la sapienza e ne ha fatto dono a Israele, popolo che egli ama. R. Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Seconda Lettura Dal "Commento sul salmo 118" di sant’Ambrogio, vescovo (3,19-21) Noi custodiamo le parole di Dio nell’ombra Quaggiù noi viviamo nell’ombra e quindi custodiamo nell’ombra le parole di Dio. Per dare un esempio: come prima, quando osservavamo i novilunii e i sabati che sono l’ombra delle realtà future, eravamo nell’ombra della legge, ora che viviamo secondo il vangelo seguiamo l’ombra delle parole di Dio. Natanaele viene scorto sotto il fico, Davide afferma di sperare sotto le ali del Signore Gesù (cfr. Sal 56,2) e Zaccheo sale sul sicomoro per vedere Cristo. Anche a noi Gesù stende le mani per ricoprire tutto il mondo con la sua ombra. E come non stiamo nell’ombra, dal momento che siamo protetti dal velo della sua croce? Come non stiamo nell’ombra, dal momento che il crocifisso ci difende dall’iniquità del mondo e dalla concupiscenza del corpo? Sappiamo che la Parola di Dio, quando è venuta in questo mondo, non è venuta come Verbo qual era in principio presso Dio, ma si è annientata, assumendo la condizione di servo. è venuta in una nube leggera e, essendo la potenza dell’Altissimo, ha steso la sua ombra su Maria per trasfigurare il nostro misero corpo, conformandolo al suo corpo glorioso (cfr. Fil 3,21). Come dunque, quando nacque dalla Vergine la Parola divina cambiò condizione, così le parole di Dio sembrano trasfigurate per noi, quando si leggono nel vangelo. Infatti le loro immagini si intravvedono nelle Scritture come in uno specchio, perché quaggiù non si può comprendere tutta la verità. L’Apostolo ha detto: «Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura; poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui» (Col 1,15-16). Una sola dunque è la parola che opera in ciascuno e, poiché opera in ciascuno, opera tutto e in tutti. Questa Parola unica presso il Padre si diffonde in ogni cosa, perché «dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto» (Gv 1,16). Quindi, se consideri in lei ciascuna delle cose create, vedrai che in ognuna di esse la Parola, di cui siamo partecipi secondo la nostra capacità di comprensione, è una sola. In me è una parola umana, in un altro è celeste, in moltissimi è angelica; ci sono poi quelli che hanno la parola delle dominazioni e delle potestà. C’è la parola di giustizia, di castità, di prudenza, di pietà e anche di forza. Così in una Parola sola ce ne sono molte e queste molte sono una sola. E non è davvero arduo pensare così, quando si legge che lo spirito della sapienza può tutto. Quindi non ci devono essere difficoltà, se ad alcuni è data la parola apostolica, ad altri la parola profetica, ad altri ancora la parola angelica e infine ad altri una parola operatrice di miracoli, mentre una sola è la Parola che si divide in ciascuno di noi secondo la nostra capacità o la sua munificenza. Dunque, quaggiù io vedo come in uno specchio questa Parola che è il principio di tutte, e perciò non posso custodire tutte le parole di Dio; ma quando avrò visto la sua gloria a viso scoperto, allora vivrò e, vivendo della vita di Dio, ne custodirò anche le parole. Responsorio (Ger 15,16; Sal 118,99) R. Quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità. * La tua parola è la gioia e la letizia del mio cuore. V. Sono più saggio di tutti i miei maestri, perché medito i tuoi insegnamenti. R. La tua parola è la gioia e la letizia del mio cuore.