Martedì 2026-09-22

Martedì della XXV settimana del Tempo Ordinario

Tempo ORDINARIO
XXV
Salterio I
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
XXV
Salterio
I
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 25a SETTIMANA Anno Pari Martedi Prima Lettura Dal libro di Tobia (3,7-17; Volg. 3,7-25) Infelicità di Sara e sua preghiera Nello stesso giorno capitò a Sara figlia di Raguele, abitante di Ecbatana, nella Media, di sentire insulti da parte di una serva di suo padre. Bisogna sapere che essa era stata data in moglie a sette uomini e che Asmodeo, il cattivo demonio, glieli aveva uccisi prima che potessero unirsi con lei, come si fa con le mogli. A lei appunto disse la serva: «Sei proprio tu che uccidi i tuoi mariti. Ecco, sei già stata data a sette mariti e neppure di uno hai potuto godere. Perché vuoi battere noi, se i tuoi mariti sono morti? Vattene con loro e che da te non abbiamo mai a vedere né figlio né figlia». In quel giorno dunque essa soffrì molto, pianse e salì nella stanza del padre con l’intenzione di impiccarsi. Ma tornando a riflettere pensava: «Che non abbiano ad insultare mio padre e non gli dicano: La sola figlia che avevi, a te assai cara, si è impiccata per le sue sventure. Così farei precipitare la vecchiaia di mio padre con angoscia negli inferi. Farò meglio a non impiccarmi e a supplicare il Signore che mi sia concesso di morire, in modo da non sentire più insulti nella mia vita». In quel momento stese le mani verso la finestra e pregò: «Benedetto sei tu, Dio misericordioso, e benedetto è il tuo nome nei secoli. Ti benedicano tutte le tue opere per sempre. Ora a te alzo la faccia e gli occhi. Di’ che io sia tolta dalla terra, perché non abbia a sentire più insulti. Tu sai Signore, che sono pura da ogni disonestà con uomo e che non ho disonorato il mio nome, né quello di mio padre nella terra dell’esilio. Io sono l’unica figlia di mio padre. Egli non ha altri figli che possano ereditare, né un fratello vicino, né un parente, per il quale io possa serbarmi come sposa. Già sette mariti ho perduto: perché dovrei vivere ancora? Se tu non vuoi che io muoia, guardami con benevolenza: che io non senta più insulti». In quel medesimo momento la preghiera di tutti e due fu accolta davanti alla gloria di Dio e fu mandato Raffaele a guarire i due: a togliere le macchie bianche dagli occhi di Tobi, perché con gli occhi vedesse la luce di Dio; a dare Sara, figlia di Raguele, in sposa a Tobia, figlio di Tobi, e a liberarla dal cattivo demonio Asmodeo. Di diritto, infatti, spettava a Tobia di sposarla, prima che a tutti gli altri pretendenti. Proprio allora Tobi rientrava dal cortile in casa e Sara, figlia di Raguele, stava scendendo dalla camera. Responsorio (Cfr. Tb 3,13.22 Volg.) R. Benedetto è il tuo nome, o Dio, che anche nello sdegno fai misericordia, * e nel tempo della tribolazione perdoni i peccati di coloro che t’invocano. V. Tu non godi della nostra perdizione; infatti dopo la tempesta doni la calma; dopo il pianto infondi la gioia. R. E nel tempo della tribolazione perdoni i peccati di coloro che t’invocano. Seconda Lettura Dall’opuscolo "Sulla contemplazione delle realtà ecclesiastiche" attribuito a san Germano di Costantinopoli, vescovo Tutti noi glorifichiamo il nostro Dio in una pace profonda «Padre nostro che sei nei cieli» (Mt 6,9). Davvero egli è il Padre di tutti noi e ci conserva tutti nell’essere. Lo chiami Padre? Regola la tua vita come il Figlio, in modo da essere gradito e piacere allo stesso Padre che è nei cieli. Se invece uno milita sotto il potente principe del mondo infernale ed è stato adottato da lui come figlio, oserà forse chiamare Padre l’autore e il Signore di ogni bene? è certo che costui non chiama Padre il Signore Dio degli eserciti, ma l’avversario di cui compie le opere. O uomo, tu chiami Padre Dio? Fai benissimo, poiché egli è il Padre e l’autore di tutti noi: ma affrettati a compiere quei doveri che piacciono al Padre tuo. Se invece compi opere inique è chiaro che chiami padre il diavolo: egli infatti è il capo dei malvagi. Fuggilo immediatamente, per piacere al tuo buon Padre e Creatore. «Sia santificato il tuo nome» (Mt 6,9). è il nome del Figlio di Dio che viene invocato sopra di noi. Egli infatti è Cristo e noi pure siamo chiamati cristiani dal nome suo. Certo Dio è veramente santo: ma noi lo preghiamo affinché santifichi in noi il suo nome, perché questo è il nostro compito secondo ragione; e che renda santo e assolutamente puro il nostro corpo, in modo che nel giorno del giudizio sia trovato irreprensibile. Forse Dio non è santo? è santo senza dubbio; ma tu implori: «Sia santificato il tuo nome» in me, affinché gli uomini vedano le mie opere buone e glorifichino te, Padre mio e mio Creatore. «Venga il tuo regno» (Mt 6,10): il regno di Dio è lo Spirito Santo, secondo quanto dice lo stesso Signore: «Il regno di Dio è in mezzo a voi» (Lc 17,21). E giusto dunque che con il Padre e il Figlio regni lo Spirito Santo, il quale santifica e illumina le potestà spirituali e angeliche, l’esercito celeste e ogni uomo che viene in questo mondo e crede nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Egli è veramente il Re della terra, delle realtà visibili e invisibili. Ma, come una città assediata dai nemici manda a chiedere aiuto al re, così noi, accerchiati dalle potenze avverse e dai peccati, invochiamo il suo aiuto, perché venga a liberarci. Invochi il Re? Diventa un soldato spirituale, in modo che tu piaccia al Re ed egli ti assoldi nel suo esercito! Forse che non è Re Dio, dato che il regno deve ancora venire? Certo è Re di tutto, ma come di una città assediata, secondo l’esempio su riferito. E anche in un altro modo. Giacché il profeta dice: «Dio regna sui popoli» (Sal 46,9), noi proclamiamo a gran voce: «Venga il tuo regno», Signore, su noi che siamo i popoli! «Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra» (Mt 6,10). La volontà di Dio Padre è il regno del Figlio suo. In cielo gli angeli vivono nella concordia e nella comune armonia, perciò chiediamo anche noi di vivere con «amore sincero» (2Cor 6,6). In cielo, Signore, avviene tutto quello che vuoi; perché ciò avvenga sulla terra, bisogna che tu lo faccia. Il senso è questo: Signore, come in cielo Si fa la tua volontà e gli angeli sono tutti in pace, né c’è tra loro chi percuote e chi è percosso, chi affligge e chi è afflitto, chi muove guerra e chi è assalito, ma tutti ti glorificano in una profonda pace, così sia fatta la tua volontà tra noi uomini viventi sulla terra, affinché tutti i popoli glorifichino con una sola bocca e un solo cuore te, Creatore e Padre di tutti noi! Responsorio (Rm 8,15; Gal 4,6) R. Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto * uno spirito di figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre! V. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei vostri cuori lo Spirito del suo Figlio, R. uno spirito di figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre!