Martedì 2026-10-06

Martedì della XXVII settimana del Tempo Ordinario | m

Tempo ORDINARIO
XXVII
Salterio III
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
XXVII
Salterio
III
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 27a SETTIMANA Anno Pari Martedi Prima Lettura Dal libro del Siracide (3,1-16 - Volg. 3,1-18) Doveri dei figli verso i genitori Figli, ascoltatemi, sono vostro padre; agite in modo da essere salvati. Il Signore vuole che il padre sia onorato dai figli, ha stabilito il diritto della madre sulla prole. Chi onora il padre espia i peccati; chi onora la madre è come chi accumula tesori. Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera. Chi onora il padre vivrà a lungo; chi obbedisce al Signore dà consolazione alla madre. Chi teme il Signore rispetta il padre e serve come padroni i genitori. Onora tuo padre a fatti e a parole, perché scenda su di te la sua benedizione. La benedizione del padre consolida le case dei figli, la maledizione della madre ne scalza le fondamenta. Non vantarti del disonore di tuo padre, perché il disonore del padre non è gloria per te; la gloria di un uomo dipende dall’onore del padre, vergogna per i figli è una madre nel disonore. Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, non contristarlo durante la sua vita. Anche se perdesse il senno, compatiscilo e non disprezzarlo, mentre sei nel pieno vigore. Poiché la pietà verso il padre non sarà dimenticata, ti sarà computata a sconto dei peccati. Nel giorno della tua tribolazione Dio si ricorderà di te; come fa il calore sulla brina, si scioglieranno i tuoi peccati. Chi abbandona il padre è come un bestemmiatore, chi insulta la madre è maledetto dal Signore. Responsorio (Cfr. Sir 3,5.7; Dt 5,16) R. Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera. * Chi teme il Signore rispetta i genitori e serve come padroni coloro che lo hanno generato. V. Onora tuo padre e tua madre come il Signore Dio ti ha comandato. R. Chi teme il Signore rispetta i genitori e serve come padroni coloro che lo hanno generato. Seconda Lettura Dal trattato "Sulla preghiera" di Origene, sac. (13-14) Voi che volete essere spirituali, chiedete beni celesti nella preghiera Ogni preghiera relativa alle grazie spirituali e mistiche viene sempre da un’anima che non cammina «secondo la carne» (Rm 8,4), ma «con 1’aiuto dello Spirito» fa «morire le opere del corpo» (Rm 8,13), e tiene in maggior considerazione il senso anagogico indicato dagli studiosi delle Scritture che non il beneficio ricevuto da chi prega secondo la lettera. Noi infatti dobbiamo preoccuparci che l’anima nostra non sia sterile e ascoltare la legge spirituale con orecchie spirituali per divenire fecondi ed essere esauditi come Anna ed Ezechia; e per essere liberati dalle insidie dei nemici spirituali, a somiglianza di Mardocheo, Ester e Giuditta. Chi poi sa di quale bestia sia figura il pesce che inghiottì Giona, comprende che è quella di cui Giobbe dice: «La maledicano quelli che imprecano il giorno, gli esperti a evocare Leviatan» (Gv 3,8): costui, se per qualche colpa di infedeltà venisse a trovarsi nel ventre della bestia, preghi con cuore contrito e ne uscirà. E una volta uscito, se persevererà nell’obbedienza ai divini comandamenti infiammato dallo Spirito di profezia, potrà essere occasione di salvezza per i pericolanti Niniviti; però non dovrà sopportare malvolentieri la bontà divina, né augurarsi che Dio perseveri nella sua volontà di distruggere coloro che si pentono. Il grande prodigio, poi, che si dice abbia operato Samuele con la preghiera, può essere compiuto ora spiritualmente da tutti coloro che sono veramente consacrati a Dio, se ciascuno si renderà degno di essere esaudito. Infatti sta scritto: «Ora state attenti e osservate questa grande cosa che il Signore vuole operare sotto i vostri occhi. Non è forse questo il tempo della mietitura del grano? Ma io griderò al Signore ed egli manderà tuoni e pioggia» (1Sam 12,16-17). Il Signore stesso dice a tutti i fedeli, ai suoi veri discepoli: «Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna» (Gv 4,35-36). Al tempo della mietitura il Signore opera un gran miracolo al cospetto di coloro che ascoltano i profeti; se, infatti, colui che è unito allo Spirito invoca il Signore, Dio concede dal cielo i tuoni e la pioggia che irrigano le anime, affinché chi prima era in peccato tema grandemente il Signore e anche il mediatore del beneficio divino, la cui santità degna di venerazione è manifestata dall’esaudimento della sua preghiera. Dopo aver esposto le grazie che i santi ottengono con la preghiera, comprenderemo quel detto: Chiedete le grandi cose e le piccole vi saranno date in aggiunta; chiedete i beni celesti e vi saranno dati in sovrappiù i terreni (cfr. Mt 6,33). Tutti i simboli e le figure sono cose piccole e terrene in confronto a quelle vere e spirituali. Perciò, quando il Verbo divino ci invita a imitare le preghiere dei santi, affinché domandiamo in verità ciò che essi hanno ottenuto solo in figura, afferma appunto che i beni grandi e celesti sono adombrati nelle realtà terrene e insignificanti; come se dicesse: Voi che volete essere spirituali, chiedete nell’orazione i beni del cielo di modo che, quando li avrete ottenuti, simili a creature celesti siate eredi del regno dei cieli e, come i grandi santi, possiate usufruire del bene supremo: in quanto ai beni terreni e di poco conto, necessari al corpo, ve li darà il Padre secondo il bisogno. Responsorio (2Cor 5,7.9; Eb 13,14) R. Camminiamo nella fede e non ancora nella visione; * perciò ci sforziamo, sia dimorando nel corpo sia esulando da esso, di essere a lui graditi. V. Non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura; R. perciò ci sforziamo, sia dimorando nel corpo sia esulando da esso, di essere a lui graditi.