Mercoledì 2026-10-07

Beata Vergine Maria del Rosario

Tempo ORDINARIO
XXVII
Salterio III
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Memoria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
XXVII
Salterio
III
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
7 OTTOBRE BEATA VERGINE MARIA DEL ROSARIO(m) BIENNALE 27a SETTIMANA Anno Pari Mercoledi Prima Lettura Dal libro del Siracide (3,17–4,10 - Volg. 3,19–4,11) Umiltà e superbia Figlio, nella tua attività sii modesto, sarai amato dall’uomo gradito a Dio. Quanto più sei grande, tanto più umiliati; così troverai grazia davanti al Signore; perché grande è la potenza del Signore e dagli umili egli è glorificato. Non cercare le cose troppo difficili per te, non indagare le cose per te troppo grandi. Bada a quello che ti è stato comandato, poiché tu non devi occuparti delle cose misteriose. Non sforzarti in ciò che trascende le tue capacità, poiché ti è stato mostrato più di quanto comprende un’intelligenza umana. Molti si sono smarriti per la loro presunzione, una misera illusione ha fuorviato i loro pensieri. Un cuore ostinato alla fine cadrà nel male; chi ama il pericolo in esso si perderà. Un cuore ostinato sarà oppresso da affanni, il peccatore aggiungerà peccato a peccato. La sventura non guarisce il superbo, perché la pianta del male si è radicata in lui. Una mente saggia medita le parabole, un orecchio attento è quanto desidera il saggio. L’acqua spegne un fuoco acceso, l’elemosina espia i peccati. Chi ricambia il bene provvede all’avvenire, al momento della sua caduta troverà un sostegno. Figlio, non rifiutare il sostentamento al povero, non essere insensibile allo sguardo dei bisognosi. Non rattristare un affamato, non esasperare un uomo già in difficoltà. Non turbare un cuore esasperato, non negare un dono al bisognoso. Non respingere la supplica di un povero, non distogliere lo sguardo dall’indigente. Da chi ti chiede non distogliere lo sguardo, non offrire a nessuno l’occasione di maledirti, perché se uno ti maledice con amarezza, il suo creatore esaudirà la sua preghiera. Fatti amare dalla comunità, davanti a un grande abbassa il capo. Porgi l’orecchio al povero e rispondigli al saluto con affabilità. Strappa l’oppresso dal potere dell’oppressore, non esser pusillanime quando giudichi. Sii come un padre per gli orfani e come un marito per la loro madre e sarai come un figlio dell’Altissimo, ed egli ti amerà più di tua madre. Responsorio (Sir 3,31.32 Volg.) R. Il cuore del sapiente si fa conoscere nella sapienza. * L’orecchio buono ascolterà la sapienza col più vivo desiderio. V. Il cuore sapiente e intelligente si guarderà dai peccati e riuscirà felicemente nelle opere di giustizia. R. L’orecchio buono ascolterà la sapienza col più vivo desiderio. P R O P R I O D E I S A N T I Seconda Lettura Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate (Disc. «De aquaéductu»; Opera omnia, edit. Cisterc. 5 [1968] 282-283) Bisogna meditare i misteri della salvezza Il Santo che nascerà da te, sarà chiamato Figlio di Dio (cfr. Lc 1, 35), fonte della sapienza, Verbo del Padre nei cieli altissimi. Il Verbo, o Vergine santa, si farà carne per mezzo tuo, e colui che dice: «Io sono nel Padre e il Padre è in me» (Gv 10, 38) dirà anche: «Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo» (Gv 16, 28). Dunque «In principio era il Verbo», cioè già scaturiva la fonte, ma ancora unicamente in se stessa, perché al principio «Il Verbo era presso di Dio» (Gv 1, 1), abitava la sua luce inaccessibile. Poi il Signore cominciò a formulare un piano: Io nutro progetti di pace e non di sventura (cfr. Ger 29, 11). Ma il progetto di Dio rimaneva presso di lui e noi non eravamo in grado di conoscerlo. Infatti: Chi conosce il pensiero del Signore e chi gli può essere consigliere? (cfr. Rm 11, 24). E allora il pensiero di pace si calò nell'opera di pace: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1, 14); venne ad abitare particolarmente nei nostri cuori per mezzo della fede. Divenne oggetto del nostro ricordo, del nostro pensiero e della nostra stessa immaginazione. Se egli non fosse venuto in mezzo a noi, che idea si sarebbe potuto fare di Dio l'uomo, se non quella di un idolo, frutto di fantasia? Sarebbe rimasto incomprensibile e inaccessibile, invisibile e del tutto inimmaginabile. Invece ha voluto essere compreso, ha voluto essere veduto, ha voluto essere immaginato. Dirai: Dove e quando si rende a noi visibile? Appunto nel presepio, in grembo alla Vergine, mentre predica sulla montagna, mentre passa la notte in preghiera, mentre pende sulla croce e illividisce nella morte, oppure mentre, libero tra i morti, comanda sull'inferno, o anche quando risorge il terzo giorno e mostra agli apostoli le trafitture dei chiodi, quali segni di vittoria, e, finalmente, mentre sale al cielo sotto i loro sguardi. Non è forse cosa giusta, pia e santa meditare tutti questi misteri? Quando la mia mente li pensa, vi trova Dio, vi sente colui che in tutto e per tutto è il mio Dio. E' dunque vera sapienza fermarsi su di essi in contemplazione. E' da spiriti illuminati riandarvi per colmare il proprio cuore del dolce ricordo del Cristo. Responsorio Cfr. Lc 1, 42. 28 R. Vergine Maria, nessuna è come te tra le figlie di Gerusalemme: tu sei la madre del Re altissimo, tu Signora degli angeli e Regina del cielo. * Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo. V. Ti saluto, piena di grazia, il Signore è con te. R. Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo. Orazione Infondi nel nostro spirito la tua grazia, Signore; tu, che all'annunzio dell'angelo ci hai rivelato l'incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per il nostro Signore. R. Amen. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.