Sabato 2026-10-10

Sabato della XXVII settimana del Tempo Ordinario | m

Tempo ORDINARIO
XXVII
Salterio III
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
XXVII
Salterio
III
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 27a SETTIMANA Anno Pari Sabato Prima Lettura Dal libro del Siracide (7,22-36 - Volg. 7,24-40) Doveri verso i figli, i genitori, i sacerdoti, i poveri Hai bestiame? Abbine cura; se ti è utile, resti in tuo possesso. Hai figli? Educali e sottomettili fin dalla giovinezza. Hai figlie? Vigila sui loro corpi e non mostrare loro un volto troppo indulgente. Accasa una figlia e avrai compiuto un grande affare; ma sposala a un uomo assennato. Hai una moglie secondo il tuo cuore? Non ripudiarla; ma di quella odiata non fidarti. Onora tuo padre con tutto il cuore e non dimenticare i dolori di tua madre. Ricorda che essi ti hanno generato; che darai loro in cambio di quanto ti hanno dato? Temi con tutta l’anima il Signore e riverisci i suoi sacerdoti. Ama con tutta la forza chi ti ha creato e non trascurare i suoi ministri. Temi il Signore e onora il sacerdote, consegna la sua parte, come ti è stato comandato: primizie, sacrifici espiatori, offerta delle spalle, vittima di santificazione e primizie delle cose sante. Al povero stendi la tua mano, perché sia perfetta la tua benedizione. La tua generosità si estenda a ogni vivente e al morto non negare la tua grazia. Non evitare coloro che piangono e con gli afflitti mostrati afflitto. Non indugiare a visitare un malato, perché per questo sarai amato. In tutte le tue opere ricordati della tua fine e non cadrai mai nel peccato. Responsorio (Sir 7,29.32; Rm 12,15.13) R. Temi con tutta l’anima il Signore e riverisci i suoi sacerdoti. * Al povero stendi la tua mano, perché sia perfetta la tua benedizione. V. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto, solleciti per le necessità dei fratelli. R. Al povero stendi la tua mano, perché sia perfetta la tua benedizione. Seconda Lettura Dal trattato "Sul battesimo" attribuito a san Basilio Magno, vescovo (Lib. 1,1-2) Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete veramente miei discepoli Il nostro Signore Gesù Cristo, Figlio unigenito del Dio vivente, ricevette dopo la sua risurrezione dai morti la promessa di Dio Padre per bocca del profeta Davide: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. Chiedi a me, ti darò in possesso le genti e in dominio i confini della terra» (Sal 2,7-8). Prese allora con sé i suoi discepoli e per la prima volta svelò loro il potere conferitogli dal Padre con queste parole: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra» (Mt 28,18). Poi li inviò a loro volta, dicendo: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 28,19-20). Il Signore ordina anzitutto: «Ammaestrate tutte le nazioni» e poi aggiunge: «battezzandole» con quel che segue; ma voi, omessa la prima parte, ci avete chiesto di spiegarvi la seconda e, se non vi rispondessimo subito, riterremmo di agire contro il precetto dell’apostolo che dice di essere «pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi» (1Pt 3,15). Perciò abbiamo esposto la dottrina del battesimo secondo il vangelo del Signore, battesimo assai più insigne di quello di Giovanni, ma in modo da presentare solo pochi argomenti dei molti reperibili nelle sacre Scritture. Abbiamo tuttavia ritenuto necessario di riferirci all’ordine del Signore, in maniera che voi siate prima istruiti sulla potenza e il significato di questa espressione: «Ammaestrate» e in un secondo tempo riceviate la dottrina del gloriosissimo battesimo. Arriverete così alla perfezione, imparando a osservare tutto quello che il Signore ha ordinato, come sta scritto. Qui dunque l’abbiamo sentito dire: «Ammaestrate», ma ora bisogna ricordare quanto vien detto altrove riguardo a questo mandato; così, avendo prima scoperto una formula gradita a Dio e osservando poi l’ordine corrispondente e indispensabile, non ci allontaneremo dal significato di questo precetto, secondo il proposito di piacere a Dio. Il Signore è solito spiegare chiaramente quello che in un testo è stato insegnato di sfuggita, servendosi di argomenti riportati in altri passi. Tale è il caso del consiglio: «Accumulatevi tesori per il cielo» (Mt 6,20). Infatti dopo aver qui accennato semplicemente ciò che si deve fare, in un altro testo spiega come, dicendo: «Vendete ciò che avete e datelo in elemosina, fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli» (Lc 12,33). Dunque, come abbiamo appreso dallo stesso Signore, è suo discepolo chiunque si avvicina a lui per seguirlo, ossia per ascoltare le sue parole, credere in lui e obbedirgli come a Signore, re, medico e maestro di verità, per la speranza della vita eterna; purché costui perseveri in tutto ciò, come sta scritto: «Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,31-32). Responsorio (Sal 118,104.105; Gv 6,68) R. Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, per questo odio ogni via di menzogna. * Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino. V. Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna. R. Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino.