Informazioni Liturgiche
- Grado
- Memoria
- Tempo
- ORDINARIO
- Settimana
- XXVIII
- Salterio
- IV
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
17 ottobre
SANT'IGNAZIO DI ANTIOCHIA
Vescovo e martire
BIENNALE
28a SETTIMANA
Anno Pari
Sabato
Prima Lettura
Dal libro del Siracide (24,1-22; Volg. 24,1-33) La sapienza nell’opera della creazione e nella storia d’Israele La sapienza loda se stessa, si vanta in mezzo al suo popolo.
Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca, si glorifica davanti alla sua potenza: «Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo e ho ricoperto come nube la terra.
Ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi.
Il giro del cielo da sola ho percorso, ho passeggiato nelle profondità degli abissi.
Sulle onde del mare e su tutta la terra, su ogni popolo e nazione ho preso dominio.
Fra tutti questi cercai un luogo di riposo, in quale possedimento stabilirmi.
Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine, il mio creatore mi fece piantare la tenda e mi disse: Fissa la tenda in Giacobbe e prendi in eredità Israele.
Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi creò; per tutta l’eternità non verrò meno.
Ho officiato nella tenda santa davanti a lui, e così mi sono stabilita in Sion.
Nella città amata mi ha fatto abitare; in Gerusalemme è il mio potere.
Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore, sua eredità.
Sono cresciuta come un cedro sul Libano, come un cipresso sui monti dell’Ermon.
Sono cresciuta come una palma in Engaddi, come le piante di rose in Gerico, come un ulivo maestoso nella pianura; sono cresciuta come un platano.
Come cinnamòmo e balsamo ho diffuso profumo; come mirra scelta ho sparso buon odore; come gàlbano, ònice e storàce, come nuvola di incenso nella tenda.
Come un terebinto ho esteso i rami e i miei rami son rami di maestà e di bellezza.
Io come una vite ho prodotto germogli graziosi e i miei fiori, frutti di gloria e ricchezza.
Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate, e saziatevi dei miei prodotti.
Poiché il ricordo di me è più dolce del miele, il possedermi è più dolce del favo di miele.
Quanti si nutrono di me avranno ancora fame e quanti bevono di me, avranno ancora sete.
Chi mi obbedisce non si vergognerà, chi compie le mie opere non peccherà».
Tutto questo è il libro dell’alleanza del Dio altissimo, la legge che ci ha imposto Mosè, l’eredità delle assemblee di Giacobbe.
Responsorio (Gv 14,6; Sir 24,9)
R. Io sono la via, la verità e la vita. * Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
V. Io, la sapienza, esisto fin dal principio; per tutta l’eternità non verrò meno.
R. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
P R O P R I O D E I S A N T I
Seconda Lettura
alla "Lettera ai Romani" di sant'Ignazio di Antiochia,
vescovo e martire(Cc. 4,1-2; 6,1–8,3)
Sono frumento di Dio:
sarò macinato dai denti delle fiere
Scrivo a tutte le chiese, e a tutti annunzio che morrò volentieri per Dio, se voi non me lo impedirete. Vi scongiuro, non dimostratemi una benevolenza inopportuna. Lasciate che io sia pasto delle belve, per mezzo delle quali mi sia dato di raggiungere Dio. Sono frumento di Dio, e sarò macinato dai denti delle fiere per divenire pane puro di Cristo. Supplicate Cristo per me, perché per opera di queste belve io divenga ostia per il Signore.
A nulla mi gioveranno i godimenti del mondo né i regni di questa terra. è meglio per me morire per Gesù Cristo che estendere il mio impero fino ai confini della terra. Io cerco colui che è morto per noi, voglio colui che per noi è risorto. è vicino il momento della mia nascita.
Abbiate compassione di me, fratelli. Non impeditemi di vivere, non vogliate che io muoia. Non abbandonate al mondo e alle seduzioni della materia chi vuol essere di Dio. Lasciate che io raggiunga la pura luce; giunto là, sarò veramente un uomo. Lasciate che io imiti la passione del mio Dio. Se qualcuno lo ha in sé, comprenda quello che io voglio e mi compatisca, pensando all'angoscia che mi opprime.
Il principe di questo mondo vuole portarmi via e soffocare la mia aspirazione verso Dio. Nessuno di voi gli dia mano; state piuttosto dalla mia parte, cioè da quella di Dio. Non siate di quelli che professano Gesù Cristo e ancora amano il mondo. Non trovino posto in voi sentimenti meno buoni. Anche se vi supplicassi, quando sarò tra voi, non datemi ascolto: credete piuttosto a quanto vi scrivo ora nel pieno possesso della mia vita. Vi scrivo che desidero morire.
Ogni mio desiderio terreno è crocifisso e non c'è più in me nessun'aspirazione per le realtà materiali, ma un'acqua viva mormora dentro di me e mi dice: «Vieni al Padre».
Non mi diletto più di un cibo corruttibile, né dei piaceri di questa vita. Voglio il pane di Dio, che è la carne di Gesù Cristo, della stirpe di Davide: voglio per bevanda il suo sangue che è la carità incorruttibile.
Non voglio più vivere la vita di quaggiù. E il mio desiderio si realizzerà, se voi lo vorrete. Vogliatelo, vi prego, per trovare anche voi benevolenza. Ve lo domando con poche parole: credetemi. Gesù Cristo vi farà comprendere che dico il vero: egli è la bocca verace per mezzo della quale il Padre ha parlato in verità. Chiedete per me che io possa raggiungerlo. Non vi scrivo secondo la carne, ma secondo il pensiero di Dio. Se subirò il martirio, ciò significherà che mi avete voluto bene. Se sarò rimesso in libertà, sarà segno che mi avete odiato.
Responsorio
R.Nulla è nascosto al vostro spirito, se possedete pienamente la fede e la carità di Cristo. *La fede è il principio, la carità è il compimento.
V.Con l'umiltà e la mitezza del vangelo rigeneratevi nella fede, carne del Signore, e nella carità, sangue di Gesù Cristo.
R.La fede è il principio, la carità è il compimento.