Mercoledì 2026-10-21

Mercoledì della XXIX settimana del Tempo Ordinario

Tempo ORDINARIO
XXIX
Salterio IV
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
XXIX
Salterio
IV
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 29a SETTIMANA Anno Pari Mercoledi Prima Lettura Dal libro del Siracide (35,1-18; Volg. 35,1-21) Sincerità nel culto di Dio Chi osserva la legge moltiplica le offerte; chi adempie i comandamenti offre un sacrificio di comunione. Chi serba riconoscenza offre fior di farina, chi pratica l’elemosina fa sacrifici di lode. Cosa gradita al Signore è astenersi dalla malvagità, sacrificio espiatorio è astenersi dall’ingiustizia. Non presentarti a mani vuote davanti al Signore, tutto questo è richiesto dai comandamenti. L’offerta del giusto arricchisce l’altare, il suo profumo sale davanti all’Altissimo. Il sacrificio dell’uomo giusto è gradito, il suo memoriale non sarà dimenticato. Glorifica il Signore con animo generoso, non essere avaro nelle primizie che offri. In ogni offerta mostra lieto il tuo volto, consacra con gioia la decima. Da’ all’Altissimo in base al dono da lui ricevuto, da’ di buon animo secondo la tua possibilità, perché il Signore è uno che ripaga, e sette volte ti restituirà. Non cercare di corromperlo con doni, non accetterà, non confidare su una vittima ingiusta, perché il Signore è giudice e presso di lui non c’è preferenza di persone. Non è parziale con nessuno contro il povero, anzi ascolta proprio la preghiera dell’oppresso. Non trascura la supplica dell’orfano né la vedova, quando si sfoga nel lamento. Le lacrime della vedova non scendono forse sulle sue guance e il suo grido non si alza contro chi gliele fa versare? Chi venera Dio sarà accolto con benevolenza, la sua preghiera giungerà fino alle nubi. La preghiera dell’umile penetra le nubi, finché non sia arrivata, non si contenta; non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto, rendendo soddisfazione ai giusti e ristabilendo l’equità. Responsorio (Sir 35,11.17.12; cfr. Lc 18,14) R. Non cercare di corrompere Dio con doni; la preghiera dell’umile penetra le nubi; * perché il Signore è giudice, e presso di lui non c’è preferenza di persone. V. Il pubblicano tornò a casa sua giustificato, a differenza del fariseo, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato. R. Perché il Signore è giudice, e presso di lui non c’è preferenza di persone. Seconda Lettura Dalle "Omelie" di san Giovanni Crisostomo, vescovo (N. 4) Considera a quali misteri ti è consentito di partecipare Certo è bene dedicarsi assiduamente all’ascolto della sacra predicazione, ma anche questo bene risulta inutile, se a esso non si accompagna l’utilità derivante dall’obbedienza. Quindi, per evitare di radunarvi qui invano impegnatevi con tutto lo zelo – che ho spesso chiesto e non mi stancherò di chiedere insistentemente per voi con la preghiera – a condurre qui altri fratelli, a esortare gli erranti e a consigliare non solo con la parola, ma anche con l’azione. La dottrina che si espone con il contegno e la condotta della vita ha infatti maggior peso. Anche se non dici nulla, il solo fatto che all’uscita dall’assemblea liturgica tu manifesti nell’aspetto esteriore, nello sguardo, nella voce, nel passo e in tutto l’atteggiamento modesto del corpo il profitto che ne hai ricavato, costituisce già di per sé un’istruzione e un consiglio per coloro che non hanno partecipato alla liturgia. Bisogna quindi uscire di qui come da un luogo sacro, accessibile solo a iniziati; come se scendessimo dal cielo, con un atteggiamento più modesto, da veri amici della sapienza che fanno e dicono tutto con moderazione e misura. In modo che la moglie, la quale vede tornare dalla sacra assemblea il proprio marito, il padre che vede il figlio e il figlio che vede il padre, il servo che vede il padrone, l’amico che vede l’amico e persino il nemico che vede il nemico, comprendano tutta la portata del vantaggio che ne abbiamo ritratto. E lo capiranno se ci vedranno più miti, più pazienti, più pii. Considera a quali misteri è concesso di partecipare a te che sei iniziato, con chi innalzi quel mistico canto, con chi formuli l’inno tre volte santo. Mostra ai profani che hai celebrato i sacri riti con i serafini, fai parte del popolo celeste, sei ascritto nel coro degli angeli, ti sei intrattenuto con il Signore, ti sei incontrato con Cristo. Se ci metteremo in questa disposizione, non ci sarà bisogno di discorsi con coloro che non sono intervenuti alla liturgia; ma dal nostro profitto essi si renderanno conto del proprio danno e accorreranno prontamente a usufruire dei medesimi vantaggi. Quando vedranno coi loro stessi occhi lo splendore dell’anima vostra, arderanno dal desiderio della vostra straordinaria bellezza, anche se fossero i più sciocchi di tutti Se infatti la beltà del corpo esercita una potente attrattiva su chi la vede, la bellezza dell’anima può impressionare assai più lo spettatore e incitarlo a uno zelo simile. Abbelliamo dunque il nostro uomo interiore, e ricordiamoci delle cose che sono state dette qui quando saremo fuori, perché sarà proprio là che le circostanze lo esigeranno. Come l’atleta dimostra nella gara quello che ha imparato nella palestra, così anche noi dobbiamo manifestare nei rapporti esteriori quello che qui abbiamo udito. Responsorio (Mt 13,11.16.17) R. A voi è dato conoscere il mistero del regno dei cieli, ma a loro non è dato. * Beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono. V. Molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro; e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l’udirono. R. Beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono.