Martedì 2026-10-27

Martedì della XXX settimana del Tempo Ordinario

Tempo ORDINARIO
XXX
Salterio II
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
XXX
Salterio
II
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 30a SETTIMANA Anno Pari Martedi Prima Lettura Dal libro della Sapienza (3,1-19) Ai giusti il possesso del regno Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro dipartita da noi una rovina, ma essi sono nella pace. Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità. In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé: li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto. Nel giorno del loro giudizio risplenderanno; come scintille nella stoppia, correranno qua e là. Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro. Quanti confidano in lui comprenderanno la verità; coloro che gli sono fedeli vivranno presso di lui nell’amore, perché grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti. Ma gli empi per i loro pensieri riceveranno il castigo, essi che han disprezzato il giusto e si son ribellati al Signore. Chi disprezza la sapienza e la disciplina è infelice. Vana la loro speranza e le loro fatiche senza frutto, inutili le opere loro. Le loro mogli sono insensate, cattivi i loro figli, maledetta la loro progenie. Beata la sterile non contaminata, la quale non ha conosciuto un letto peccaminoso; avrà il suo frutto alla rassegna delle anime. Anche l’eunuco, la cui mano non ha commesso iniquità e che non ha pensato cose malvagie contro il Signore, riceverà una grazia speciale per la sua fedeltà, una parte più desiderabile nel tempio del Signore; poiché il frutto delle opere buone è glorioso e imperitura la radice della saggezza. I figli di adulteri non giungeranno a maturità; la discendenza di un’unione illegittima sarà sterminata. Anche se avranno lunga vita, non saran contati per niente, e, infine, la loro vecchiaia sarà senza onore. Se poi moriranno presto, non avranno speranza né consolazione nel giorno del giudizio, poiché di una stirpe iniqua è terribile il destino. Responsorio (Cfr. Sap 3,6.7.9) R. Il Signore li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto. Nel giorno del giudizio risplenderanno: * grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti. V. Chi confida in lui, comprenderà la verità; chi gli è fedele, vivrà presso di lui nell’amore: R. grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti. Seconda Lettura Dalle "Catechesi" di san Teodoro Studita, abate (N. 34) Entreremo in una terra dove c’è la fonte della vita e dell’immortalità Fratelli e padri carissimi, ecco che passiamo da un anno all’altro, da una stagione all’altra, di festa in festa, e non troviamo in questa vita nessuna stabilità; questa nostra stessa vita dobbiamo lasciarla, per entrare nel riposo eterno. Leggiamo nella Scrittura: «Chi è entrato infatti nel suo riposo, riposa egli pure dalle sue opere, come Dio dalle proprie» (Eb 4,10). E qual è questo riposo? Certo il regno dei cieli, verso il quale l’Apostolo ci stimola dicendo: «Affrettiamoci dunque a entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza» (Eb 4,11). Che cosa vuol dire con ciò l’Apostolo? Ecco: come Dio promise agl’Israeliti l’ingresso nella terra promessa, ma quelli che non credettero e lo esasperarono non vi poterono entrare, così anche a noi, se non ubbidiremo ai suoi precetti, non sarà aperto l’ingresso al regno dei Cieli. «Per quarant’anni mi disgustai di quella generazione e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato non conoscono le mie vie; perciò ho giurato nel mio sdegno: Non entreranno nel luogo del mio riposo» (Sal 94,10-11). Qui non si tratta propriamente dei quarant’anni di attesa nel deserto, ma significa la durata già prestabilita della vita di ognuno. Perciò, se non ci affrettiamo a eseguire tutti i comandamenti di Dio, anche per noi dirà: «Non entreranno nel luogo del mio riposo» (Sal 94,11). Inoltre è scritto: «Quando qualcuno ha violato la legge di Mosè, viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni. Pensate quanto maggiore sarà il castigo di cui sarà ritenuto meritevole chi avrà calpestato il figlio di Dio e considerato profano quel sangue dell’alleanza dal quale è stato un giorno santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia?» (Eb 10,28-29). Ma quali furono le colpe che preclusero agli Ebrei l’ingresso nella terra promessa? L’incredulità, la mormorazione, la calunnia, la contestazione, la durezza di cuore, la superbia, la fornicazione: questi vizi furono la loro rovina. Perciò anche noi, fratelli, fuggiamo come il fuoco questi vizi mortiferi, non dubitando delle promesse di Dio, anzi credendo fermamente che quanto egli ha promesso è anche capace di portarlo a compimento (cfr. Rm 4,1). Non mormoriamo, non biasimiamo gli altri, non facciamo gli oppositori, non induriamo il nostro cuore, non insuperbiamoci; piuttosto cerchiamo di essere benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandoci a vicenda come Dio ha perdonato a noi in Cristo (cfr. Ef 4,32). Portando sempre nel corpo la morte del Signore Gesù, siamo sempre pronti a subire la morte per Cristo; e rinnoviamo costantemente il nostro spirito con l’orazione, le suppliche, le lacrime e la contemplazione delle cose celesti. Senza dubbio, se avremo trascorso così la nostra vita, non entreremo come gli antichi Ebrei: «nella terra dove scorre latte e miele» (Es 33,3), ma nella regione dei mansueti di cuore dove sgorga la fonte della vita e dell’immortalità, dove risplende la bellezza della celeste Gerusalemme, dove regna la gioia e l’esultanza, dove rifulge lo splendore della beata e onnipotente Trinità, nello stesso Cristo nostro Signore, al quale sia gloria e regno col Padre e lo Spirito Santo ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen. Responsorio (Cfr. At 24,15; Gb 14,14) R. Nutro in Dio la speranza che ci sarà una risurrezione dei giusti e degli ingiusti. * Per questo mi sforzo di conservare in ogni momento una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini. V. Tutti i giorni della mia milizia, aspetto finché arrivi per me l’ora del cambio. R. Per questo mi sforzo di conservare in ogni momento una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini.