Giovedì 2026-10-29

Giovedì della XXX settimana del Tempo Ordinario

Tempo ORDINARIO
XXX
Salterio II
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
XXX
Salterio
II
Ciclo / Biennale
A / II

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Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 30a SETTIMANA Anno Pari Giovedi Prima Lettura Dal libro della Sapienza (5,1-23; Volg. 5,1-24) Gli uomini malvagi sono condannati da Dio Il giusto starà con grande fiducia di fronte a quanti lo hanno oppresso e quanti han disprezzato le sue sofferenze. Costoro vedendolo saran presi da terribile spavento, saran presi da stupore per la sua salvezza inattesa. Pentiti, diranno fra di loro, gemendo nello spirito tormentato: «Ecco colui che noi una volta abbiamo deriso e che, stolti, abbiam preso a bersaglio del nostro scherno; giudicammo la sua vita una pazzia e la sua morte disonorevole. Perché ora è considerato tra i figli di Dio e condivide la sorte dei santi? Abbiamo dunque deviato dal cammino della verità; la luce della giustizia non è brillata per noi, né mai per noi si è alzato il sole. Ci siamo saziati nelle vie del male e della perdizione; abbiamo percorso deserti impraticabili, ma non abbiamo conosciuto la via del Signore. Che cosa ci ha giovato la nostra superbia? Che cosa ci ha portato la ricchezza con la spavalderia? Tutto questo è passato come ombra e come notizia fugace, come una nave che solca l’onda agitata, del cui passaggio non si può trovare traccia, né scia della sua carena sui flutti; oppure come un uccello che vola per l’aria non si trova alcun segno della sua corsa, poiché l’aria leggera, percossa dal tocco delle penne e divisa dall’impeto vigoroso, è attraversata dalle ali in movimento, ma dopo non si trova segno del suo passaggio; o come quando, scoccata una freccia al bersaglio, l’aria si divide e ritorna subito su se stessa e così non si può distinguere il suo tragitto: così anche noi, appena nati, siamo già scomparsi, non abbiamo avuto alcun segno di virtù da mostrare; siamo stati consumati nella nostra malvagità». La speranza dell’empio è come pula portata dal vento, come schiuma leggera sospinta dalla tempesta, come fumo dal vento è dispersa, si dilegua come il ricordo dell’ospite di un sol giorno. I giusti al contrario vivono per sempre, la loro ricompensa è presso il Signore e l’Altissimo ha cura di loro. Per questo riceveranno una magnifica corona regale, un bel diadema dalla mano del Signore, perché li proteggerà con la destra, con il braccio farà loro da scudo. Egli prenderà per armatura il suo zelo e armerà il creato per castigare i nemici; indosserà la giustizia come corazza e si metterà come elmo un giudizio infallibile; prenderà come scudo una santità inespugnabile; affilerà la sua collera inesorabile come spada e il mondo combatterà con lui contro gli insensati. Scoccheranno gli infallibili dardi dei fulmini, e come da un arco ben teso, dalle nubi, colpiranno il bersaglio; dalla fionda saranno scagliati chicchi di grandine colmi di sdegno. Infurierà contro di loro l’acqua del mare e i fiumi li sommergeranno senza pietà. Si scatenerà contro di loro un vento impetuoso li disperderà come un uragano. L’iniquità renderà deserta tutta la terra e la malvagità rovescerà i troni dei potenti. Responsorio (Sap 3,12.3) R. Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio. * Nessun tormento le toccherà. V. Agli occhi degli stolti parve che morissero; ma essi sono nella pace. R. Nessun tormento le toccherà. Seconda Lettura Dal trattato "La vita in Cristo" di Nicola Cabasilas (L. 6) Cristo in persona è il nostro modello Chi è preso dall’amore del Cristo e della virtù, per questo amore sopporta anche le persecuzioni: se è necessario non ricusa di fuggire e di accogliere con gioia le peggiori ingiurie, perché per lui sono riposti nei cieli bellissimi e grandissimi premi. Tanto può l’amore dei combattenti per il giudice della gara che dovrà premiarli, che si fidano di lui riguardo ai premi che ancora non vedono e ritengono per certo fin dal presente ciò che sperano nel futuro. Così la continua riflessione e meditazione su Cristo rende coloro che la praticano modesti, consapevoli dell’umana debolezza e capaci di piangerla, miti, giusti, amici degli uomini, casti, artefici di pace e di riconciliazione; presi, infine, da tanto amore per Cristo e per la virtù, che non solo sopportano di essere insultati per questo, ma perfino godono ed esultano nelle persecuzioni. In breve, da questi pensieri possiamo trarre grandissimi beni nei quali è racchiusa la beatitudine. Così, in colui che è il sommo Bene, possiamo custodire la nostra anima nella sua primitiva bellezza e renderla migliore, difendere la ricchezza attinta nei misteri, non strappare né macchiare la veste regale. Perciò, come è proprio della natura umana avere l’intelletto e servirsi della ragione, così si deve credere che funzione del pensiero è quella di considerare i misteri di Cristo, tanto più che Gesù solo è il modello al quale devono guardare gli uomini, sia per il loro agire personale che per la guida degli altri. Gesù, principio, centro e fine, ha mostrato agli uomini la vera giustizia, sia per la loro condotta privata che per quella pubblica. Gesù è il premio e la corona che devono ricevere i combattenti: bisogna dunque guardare a lui, considerare attentamente la sua vita e, per quanto è possibile, cercar di imparare a fondo come dobbiamo soffrire. I premi degli atleti si commisurano alle lotte: ad essi guardano sopportando le fatiche, con tanta maggior costanza quanto più ne conoscono la bellezza. Ma al di là di tutto questo, chi non sa che Gesù solo ci ha acquistati col suo sangue? Perciò non c’è altri a cui dobbiamo servire, per lui solo dobbiamo impiegare noi stessi, corpo e anima, amore, memoria ed energie dell’intelligenza, come dice anche san Paolo: «Non appartenete a voi stessi, infatti siete stati comprati a caro prezzo» (1Cor 6,19-20). In vista dell’uomo nuovo Dio ha creato in principio la natura dell’uomo: mente e desiderio sono stati plasmati a questo scopo. Abbiamo ricevuto il pensiero per conoscere Cristo, il desiderio per correre verso di lui, la memoria per portarlo in noi, perché mentre eravamo plasmati, era lui il modello. Responsorio (Ef 1,3-4; 2,10) R. Dio ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, * per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità. V. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha predisposto, R. per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità.