Martedì 2026-11-03

Martedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario | m

Tempo ORDINARIO
XXXI
Salterio III
Ciclo A (II)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
ORDINARIO
Settimana
XXXI
Salterio
III
Ciclo / Biennale
A / II

Azioni

Gestisci i metadati o i testi di questo giorno liturgico.

Modifica Contenuti
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 31a SETTIMANA Anno Pari Martedi Prima Lettura Dal libro della Sapienza (10,1–11,4) La sapienza fu la salvezza dei patriarchi La sapienza protesse il padre del mondo, formato per primo da Dio, quando fu creato solo; poi lo liberò dalla sua caduta e gli diede la forza per dominare su tutte le cose. Ma un ingiusto, allontanatosi da essa nella sua collera perì per il suo furore fratricida. A causa sua la terra fu sommersa ma la sapienza di nuovo la salvò pilotando il giusto e per mezzo di un semplice legno. Essa, quando le genti furono confuse, concordi soltanto nella malvagità, riconobbe il giusto e lo conservò davanti a Dio senza macchia e lo mantenne forte nonostante la sua tenerezza per il figlio. E mentre perivano gli empi, salvò un giusto, che fuggiva il fuoco caduto sulle cinque città. Quale testimonianza di quella gente malvagia esiste ancora una terra desolata, fumante insieme con alberi che producono frutti immaturi e a memoria di un’anima incredula s’innalza una colonna di sale. Allontanandosi dalla sapienza, non solo ebbero il danno di non conoscere il bene, ma lasciarono anche ai viventi un ricordo di insipienza, perché le loro colpe non rimanessero occulte. Ma la sapienza liberò i suoi devoti dalle sofferenze: essa condusse per diritti sentieri il giusto in fuga dall’ira del fratello, gli mostrò il regno di Dio e gli diede la conoscenza delle cose sante; gli diede successo nelle sue fatiche e moltiplicò i frutti del suo lavoro. Lo assistette contro l’avarizia dei suoi avversari e lo fece ricco; lo custodì dai nemici, lo protesse da chi lo insidiava, gli assegnò la vittoria in una lotta dura, perché sapesse che la pietà è più potente di tutto. Essa non abbandonò il giusto venduto, ma lo preservò dal peccato. Scese con lui nella prigione, non lo abbandonò mentre era in catene, finché gli procurò uno scettro regale e potere sui propri avversari, smascherò come mendaci i suoi accusatori e gli diede una gloria eterna. Essa liberò un popolo santo e una stirpe senza macchia da una nazione di oppressori. Entrò nell’anima di un servo del Signore e si oppose con prodigi e con segni a terribili re. Diede ai santi la ricompensa delle loro pene, li guidò per una strada meravigliosa, divenne per loro riparo di giorno e luce di stelle nella notte. Fece loro attraversare il Mar Rosso, guidandoli attraverso molte acque; sommerse invece i loro nemici e li rigettò dal fondo dell’abisso. Per questo i giusti depredarono gli empi e celebrarono, Signore, il tuo nome santo e lodarono concordi la tua mano protettrice, perché la sapienza aveva aperto la bocca dei muti e aveva sciolto la lingua degli infanti. Essa fece riuscire le loro imprese per mezzo di un santo profeta: attraversarono un deserto inospitale, fissarono le tende in terreni impraticabili, resistettero agli avversari, respinsero i nemici. Quando ebbero sete, ti invocarono e fu data loro acqua da una rupe scoscesa, rimedio contro la sete da una dura roccia. Responsorio (Sap 10,17.18.19) R. Il Signore diede ai santi la ricompensa delle loro pene, li guidò per una strada meravigliosa. * Divenne per loro riparo di giorno e luce di stelle nella notte. V. Guidandoli attraverso molte acque, sommerse invece i loro nemici. R. Divenne per loro riparo di giorno e luce di stelle nella notte. Seconda Lettura Dai "Discorsi" di san Bernardo, abate (21,1-3) La scienza della santità consiste nel soffrire temporaneamente quaggiù per gioire nell’eternità Il Signore «condusse il giusto per diritti sentieri, gli mostrò il regno di Dio e gli diede la conoscenza delle cose sante; gli diede successo nelle sue fatiche e moltiplicò i frutti del suo lavoro» (Sap 10,10). Si tratta del giusto che fin dall’inizio del discorso accusa se stesso; ma è giusto anche colui che vive di fede, come pure chi è ormai privo di timore Il primo senza dubbio è buono, perché ha iniziato a percorrere la vera via; il secondo è migliore perché corre per essa; il terzo è eccellente perché già si avvicina al termine del cammino. «Il Signore condusse il giusto per diritti sentieri». Le vie del Signore sono vie diritte, vie belle, vie frequentate, vie piane. Diritte senza deviazioni, perché conducono alla vita; belle senza sudiciume, perché insegnano la purezza, piene di folla, perché ormai il mondo intero entra nella rete di Cristo; piane e senza difficoltà, perché danno dolcezza. Il suo giogo infatti è soave e il suo peso è leggero (cfr. Gv 11,30). «Gli mostrò il regno di Dio». Il regno di Dio è concesso, promesso, mostrato, ricevuto. Concesso nella predestinazione, promesso nella vocazione, mostrato nella giustificazione, ricevuto nella glorificazione. Perciò è scritto: «Venite, benedetti del Padre mio: ricevete il regno» (Mt 25,34). Così infatti dice l’Apostolo: «Quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati» (Rm 8,30). Nella predestinazione si manifesta la grazia, nella vocazione la potenza, nella giustificazione la gioia, nell’esaltazione la gloria. «E gli diede la conoscenza delle cose sante». La scienza dei santi è soffrire per un po’ quaggiù e gioire poi in eterno. Invece la scienza dei cattivi è al contrario: è la sapienza del mondo che insegna la vanità, è quella della carne che insegna il piacere. «Gli diede successo nelle sue fatiche». Forse che non è dato successo anche a noi nelle nostre fatiche, quando tutto quello che facciamo si compie nel segno dell’unità, e non c’è in noi doppio peso e doppia misura perché sono due cose «in abominio al Signore» (Pr 2,70)? Guai a noi se ci rallegrassimo di ciò che non è in Cristo e per Cristo. Guai a noi se offrissimo una povertà che ancora si può vendere! «E moltiplicò i frutti del suo lavoro»: quaggiù nella perseveranza, perché sino alla fine resti saldo nella giustizia, lassù nella gloria, perché gioisca in eterno. Felice l’uno e l’altro luogo, perché il giusto muore quaggiù sazio di giorni e nasce lassù a una vita senza fine ed è colmo di qua e di là: qui di grazia e là di gloria, poiché «il Signore concede grazia e gloria» (Sal 83,12). Amen. Responsorio (Cfr. Sir 17,6.5; Lc 9,2) R. Il Signore li riempì di dottrina e d’intelligenza: * diede loro discernimento e pose la sua luce nei loro cuori, perché mostrassero la grandezza delle sue opere. V. Gesù mandò gli apostoli ad annunciare il regno di Dio; R. diede loro discernimento e pose la sua luce nei loro cuori, perché mostrassero la grandezza delle sue opere.