Informazioni Liturgiche
- Grado
- Feria
- Tempo
- ORDINARIO
- Settimana
- XXXII
- Salterio
- IV
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
32a SETTIMANA
Anno Pari
Sabato
Prima Lettura
Dal primo libro dei Maccabei (3,1-26) Giuda Maccabeo (Dopo la morte di Mattatia, l’anno centoquarantasei) sorse il figlio di lui Giuda, chiamato Maccabeo; lo aiutavano tutti i fratelli e quanti si erano legati al padre e conducevano la battaglia d’Israele con entusiasmo.
Egli accrebbe la gloria del suo popolo, rivestì la corazza come gigante, cinse l’armatura di guerra e impegnò battaglia difendendo il campo con la spada.
Nelle sue gesta fu simile a leone, come leoncello ruggente sulla preda.
Inseguì gli empi braccandoli; i perturbatori del popolo distrusse con il fuoco.
Gli empi sbigottirono per paura di lui e tutti i malfattori furono confusi e si avviò la salvezza per mano di lui.
Inflisse amarezze a molti re, rallegrò con le sue gesta Giacobbe; sempre la sua memoria sarà benedetta.
Egli passò per le città di Giuda e vi disperse gli empi e distolse l’ira da Israele.
Divenne celebre fino all’estremità della terra perché radunò coloro che erano sperduti.
Apollonio radunò dei pagani e un forte esercito dalla Samaria per combattere Israele. Giuda lo seppe e avanzò contro di lui, lo sconfisse e lo uccise; molti caddero colpiti a morte e i superstiti fuggirono. Così si impadronirono delle loro spoglie e Giuda si riservò la spada di Apollonio e l’adoperò in guerra per tutto il tempo della sua vita. Quando Seron, comandante delle forze di Siria, seppe che Giuda aveva radunato un contingente e c’era con lui uno stuolo di fedeli e uomini preparati alla guerra, disse: «Mi farò un nome e mi coprirò di gloria nel regno combattendo Giuda e i suoi uomini che hanno disprezzato gli ordini del re». Fece i preparativi e si unì a lui un forte gruppo di empi per aiutarlo a vendicarsi degli Israeliti. Si spinse fino alla salita di Bet-Oron e Giuda gli andò incontro con piccola schiera. Ma come videro lo schieramento avanzare contro di loro, dissero a Giuda: «Come faremo noi così pochi ad attaccar battaglia, contro una moltitudine così forte? Oltre tutto, siamo rimasti oggi senza mangiare». Giuda rispose: «Non è impossibile che molti cadano in mano a pochi e non c’è differenza per il Cielo tra il salvare per mezzo di molti e il salvare per mezzo di pochi; perché la vittoria in guerra non dipende dalla moltitudine delle forze, ma è dal Cielo che viene l’aiuto.
Costoro vengono contro di noi pieni d’insolenza e di empietà per eliminare noi, e le nostre mogli e nostri figli e saccheggiarci; noi combattiamo per la nostra vita e le nostre leggi. Sarà lui a stritolarli davanti a noi. Voi dunque non temeteli». Quando ebbe finito di parlare, piombò su di loro all’improvviso e Seron con il suo schieramento fu sgominato davanti a lui; lo inseguirono nella discesa di Bet-Oron fino alla pianura. Di essi caddero circa ottocento uomini, gli altri fuggirono nella regione dei Filistei. Così cominciò a diffondersi il timore di Giuda e dei suoi fratelli e le genti intorno furono prese da terrore. La fama di lui giunse fino al re e delle sue imprese militari parlavano le genti.
Responsorio (Cfr. 1Mac 3,20.22.19.21)
R. Costoro vengono contro di noi pieni d’insolenza e di empietà, ma voi non temeteli: la vittoria non dipende dalla moltitudine delle forze; * dal cielo viene il nostro aiuto.
V. Noi combattiamo per la nostra vita e le nostre leggi. Sarà lui a stritolarli davanti a noi:
R. dal cielo viene il nostro aiuto.
Seconda Lettura
Dalle "Catechesi" di san Cirillo di Gerusalemme, vescovo (5,10-11)
La virtù della fede opera oltre le forze umane
La fede è una sola, ma il suo genere è duplice. Vi è infatti una fede che riguarda i dogmi ed è la conoscenza e l’assenso dell’intelletto alle verità rivelate. Questa fede è necessaria alla salvezza, secondo quel che dice il Signore: «Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio» (Gv 5,24), ed anche: Chi crede nel Figlio, non è giudicato, ma passa dalla morte alla vita (cfr. Gv 5,24).
O bontà straordinaria di Dio verso gli uomini! I giusti piacquero a Dio nelle fatiche di lunghi anni. Ma quello che essi giunsero a ottenere attraverso un diuturno ed eroico servizio accetto a Dio, Gesù te lo dona in breve spazio di tempo. Infatti se tu credi che Gesù Cristo è il Signore e che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo e sarai ammesso in paradiso da colui che vi fece entrare il ladrone pentito. E non avere alcun dubbio a questo riguardo, poiché colui che su questo santo Golgota diede la salvezza al ladrone per la fede di un momento, egli stesso salverà anche te, se crederai.
C’è un altro genere di fede, anch’esso dono di Cristo. è scritto infatti: «A uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza, a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni» (1Cor 12,8-9). Pertanto questa fede elargita dallo Spirito come un dono non riguarda soltanto i dogmi, ma è anche causa di prodigi che superano tutte le forze dell’uomo. Chi ha tale fede potrà dire a questo monte: «Spostati da qui a là, ed esso si sposterà» (Mt 17,20). Se veramente uno, senza dubitare nel suo interno, dice queste parole mosso dalla fede, credendo che così avverrà, allora riceve quella grazia.
Proprio di questa fede è detto: «Se avrete fede pari a un granellino di senapa» (Mt 17,20); il granello di senapa è piccolissimo in sé, ma è dotato di straordinaria efficacia. Seminato in una piccola porzione di terreno, stende tutt’intorno lunghi rami e, quand’è cresciuto, può fare ombra agli uccelli del cielo. Così la fede in brevissimo tempo opera nell’anima effetti prodigiosi.
La fede è una rappresentazione interiore che ha per oggetto Dio. è un’intima comprensione, che la mente, illuminata da Dio, riesce ad avere della sua essenza nella misura consentita. La fede percorre la terra da un’estremità all’altra e, prima ancora della fine del presente ordine, vede come già in atto il giudizio e pregusta già ora il premio promesso. Abbi dunque quella fede che dipende da te e si indirizza a Dio, perché egli ti possa donare anche quella che opera oltre le forze umane.
Responsorio (Gal 2,16; Rm 3,25)
R. L’uomo non è giustificato dalle opere della legge, ma soltanto per mezzo della fede. * Anche noi abbiamo creduto, per essere giustificati dalla fede in Cristo.
V. Dio lo ha prestabilito a strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue.
R. Anche noi abbiamo creduto, per essere giustificati dalla fede in Cristo.