Informazioni Liturgiche
- Grado
- Feria
- Tempo
- ORDINARIO
- Settimana
- XXXIII
- Salterio
- I
- Ciclo / Biennale
- A / II
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
33a SETTIMANA
Anno Pari
Venerdi
Prima Lettura
Dal libro del profeta Daniele (2,26-47) Sogno della statua frantumata dal sassolino. Il regno eterno di Dio In quei giorni il re Nabucodonosor disse a Daniele, chiamato Baltazzar: «Puoi tu davvero rivelarmi il sogno che ho fatto e darmene la spiegazione?». Daniele, davanti al re, rispose: «Il mistero di cui il re chiede la spiegazione non può essere spiegato né da saggi né da astrologi, né da maghi, né da indovini; ma c’è un Dio nel cielo che svela i misteri ed egli ha rivelato al re Nabucodonosor quel che avverrà al finire dei giorni. Ecco dunque qual era il tuo sogno e le visioni che sono passate per la tua mente, mentre dormivi nel tuo letto. O re, i pensieri che ti sono venuti mentre eri a letto riguardano il futuro; colui che svela i misteri ha voluto svelarti ciò che dovrà avvenire. Se a me è stato svelato questo mistero, non è perché io possieda una sapienza superiore a tutti i viventi, ma perché ne sia data la spiegazione al re e tu possa conoscere i pensieri del tuo cuore. Tu stavi osservando, o re, ed ecco una statua, una statua enorme di straordinario splendore, si ergeva davanti a te con terribile aspetto. Aveva la testa d’oro puro, il petto e le braccia d’argento, il ventre e le cosce di bronzo, le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte di creta. Mentre stavi guardando, una pietra si staccò dal monte ma non per mano di uomo, e andò a battere contro i piedi della statua, che erano di ferro e di argilla, e li frantumò. Allora si frantumarono anche il ferro, l’argilla, il bronzo, l’argento e l’oro e divennero come la pula sulle aie d’estate; il vento li portò via senza lasciar traccia, mentre la pietra, che aveva colpito la statua, divenne una grande montagna che riempì tutta quella regione. Questo è il sogno: ora ne daremo la spiegazione al re. Tu, o re, sei il re dei re; a te il Dio del cielo ha concesso il regno, la potenza, la forza e la gloria. A te ha concesso il dominio sui figli dell’uomo, sugli animali selvatici, sugli uccelli del cielo; tu li domini tutti: tu sei la testa d’oro. Dopo di te sorgerà un altro regno, inferiore al tuo; poi un terzo regno, quello di bronzo, che dominerà su tutta la terra. Ci sarà poi un quarto regno, duro come il ferro. Come il ferro spezza e frantuma tutto, così quel regno spezzerà e frantumerà tutto. Come hai visto, i piedi e le dita erano in parte di argilla da vasaio e in parte di ferro: ciò significa che il regno sarà diviso, ma avrà la durezza del ferro unito all’argilla. Se le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte di argilla, ciò significa che una parte del regno sarà forte e l’altra fragile.
Il fatto d’aver visto il ferro mescolato all’argilla significa che le due parti si uniranno per via di matrimoni, ma non potranno diventare una cosa sola, come il ferro non si amalgama con l’argilla. Al tempo di questi re il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre. Questo significa quella pietra che tu hai visto staccarsi dal monte, non per mano di uomo, e che ha stritolato il ferro, il bronzo, l’argilla, l’argento e l’oro. Il Dio grande ha rivelato al re quello che avverrà da questo tempo in poi. Il sogno è vero e degna di fede ne è la spiegazione».
Allora il re Nabucodonosor piegò la faccia a terra, si prostrò davanti a Daniele e ordinò che gli si offrissero sacrifici e incensi. Quindi rivolto a Daniele gli disse: «Certo, il vostro Dio è il Dio degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai potuto svelare questo mistero».
Responsorio (Cfr. Dn 2,44; Lc 20,17.18)
R. Il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni. * Il regno di Dio durerà per sempre.
V. La pietra che i costruttori hanno scartata, è divenuta testata d’angolo; a chi cadrà addosso quella pietra, lo stritolerà.
R. Il regno di Dio durerà per sempre.
Seconda Lettura
Dall’"Omelia" di un autore del secondo secolo (Cc. 3,1–4,5; 7,1-6)
Riconosciamo Dio con la testimonianza della vita
Il Signore ci ha dimostrato una misericordia così grande da non permettere che noi, esseri viventi, sacrificassimo a divinità morte, o che rivolgessimo loro la nostra adorazione, noi che per mezzo di Cristo abbiamo conosciuto il Padre della verità. Ora qual è la conoscenza che conduce a lui se non quella di Cristo, che ci ha rivelato il Padre? Egli stesso dice a questo riguardo: «Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio» (Mt 10,32). Questa sarà dunque la nostra mercede, se riconosceremo colui dal quale venne la nostra salvezza. Ma in che modo lo riconosceremo? Facendo quel che ci dice e non disprezzando i suoi comandamenti; onorandolo non solo con le labbra, ma con tutto il cuore e con tutta la mente. Dice infatti per bocca di Isaia: «Questo popolo si avvicina a me solo a parole e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me» (Is 29,13).
Non contentiamoci dunque di chiamarlo Signore: questo non ci gioverebbe. Egli infatti ci ricorda: Non chiunque mi dice: Signore, Signore, si salverà ma chi compirà il bene (cfr. Mt 7,21). Pertanto, fratelli, riconosciamolo nella vita pratica, amandoci l’un l’altro, fuggendo ogni impurità, la maldicenza, l’invidia, e vivendo con temperanza, misericordia e bontà. Ricordiamoci che la nostra regola di vita deve essere l’aiuto scambievole, non l’ingordigia del denaro. Riconosciamolo proprio facendo così e non facendo il contrario. Non dobbiamo temere gli uomini, ma piuttosto Dio.
Altrimenti il Signore ci direbbe: Se sarete raccolti intorno a me e non metterete in pratica i miei comandamenti vi respingerò dicendovi: Allontanatevi da me; non so di dove siete, operatori d’iniquità (cfr. Mt 7,23; Lc 13,27). Di conseguenza, fratelli, facciamo ogni sforzo, sapendoci impegnati in una nobile gara, mentre vediamo che molti volgono l’animo a varie competizioni. Ma non saranno coronati se non quelli che avranno lavorato seriamente e gareggiato con onore. Sforziamoci, ripeto, perché tutti possiamo ottenere la corona. Corriamo nella via giusta, lottiamo secondo le regole, navighiamo in molti vincendo gli ostacoli, per essere così coronati; e anche se non tutti riporteremo il primo premio, almeno avviciniamoci ad esso più che sia possibile.
Chi nella gara si comporta in maniera sleale viene squalificato. E non dovrà essere condannato chi non osserva le giuste regole nella gara per la vita eterna? Anzi è proprio di costoro che non hanno fatto onore al carattere di cristiani che si dice: «Il loro verme non morrà, il loro fuoco non si spegnerà, e saranno un abominio per tutti» (Is 66,24).
Responsorio (1Ts 1,9.10; 1Gv 2,28)
R. Vi siete convertiti per servire al Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, risuscitato dai morti. * Egli ci libera dall’ira ventura.
V. E ora, figlioli, rimanete in lui, perché possiamo aver fiducia quando apparirà e non veniamo svergognati alla sua venuta.
R. Egli ci libera dall’ira ventura.