Martedì 2026-12-01

Martedì della I settimana di Avvento

Tempo AVVENTO
I
Salterio I
Ciclo B (I)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
AVVENTO
Settimana
I
Salterio
I
Ciclo / Biennale
B / I

Azioni

Gestisci i metadati o i testi di questo giorno liturgico.

Modifica Contenuti
Ufficio delle Letture (Biennale)
1a SETTIMANA Anno dispari Martedì Prima Lettura Dal libro del profeta Isaia (8,1-18) Il figlio del profeta è proposto come segno Il Signore mi disse: «Prenditi una grande tavoletta e scrivici con caratteri ordinari: A Mahèr-salàl-cash-baz». Io mi presi testimoni fidati, il sacerdote Uria e Zaccaria figlio di Iebarachia. Poi mi unii alla profetessa, la quale concepì e partorì un figlio. Il Signore mi disse: «Chiamalo Mahèr-salàl-cash-baz, poiché, prima che il bambino sappia dire babbo e mamma, le ricchezze di Damasco e le spoglie di Samaria saranno portate davanti al re di Assiria». Il Signore mi disse di nuovo: «Poiché questo popolo ha rigettato le acque di Siloe, che scorrono piano, e trema per Rezìn e per il figlio di Romelia, per questo, ecco, il Signore gonfierà contro di loro le acque del fiume, impetuose e abbondanti: cioè il re assiro con tutto il suo splendore, irromperà in tutti i suoi canali e strariperà da tutte le sue sponde. Penetrerà in Giuda, lo inonderà e lo attraverserà fino a giungere al collo. Le sua ali distese copriranno tutta l’estensione del tuo paese, Emmanuele. Sappiatelo, popoli: sarete frantumati; ascoltate voi tutte, nazioni lontane, cingete le armi e sarete frantumate. Preparate un piano, sarà senza effetti; fate un proclama, non si realizzerà, perché Dio è con noi». Poiché così il Signore mi disse, quando mi aveva preso per mano e mi aveva proibito di incamminami nella via di questo popolo: «Non chiamate congiura ciò che questo popolo chiama congiura, non temete ciò che esso teme e non abbiate paura». Il Signore degli eserciti, lui solo ritenete santo. Egli sia l’oggetto del vostro timore, della vostra paura. Egli sarà laccio e pietra d’inciampo e scoglio che fa cadere per le due case di Israele, laccio e trabocchetto per chi abita in Gerusalemme. Tra di loro molti inciamperanno, cadranno e si sfracelleranno, saranno presi e catturati. Si chiuda questa testimonianza, si sigilli questa rivelazione nel cuore dei miei discepoli. Io ho fiducia nel Signore, che ha nascosto il volto alla casa di Giacobbe, e spero in lui. Ecco, io e i figli che il Signore mi ha dato, siamo segni e presagi per Israele da parte del Signore degli eserciti, che abita sul monte Sion. Responsorio (Cfr. Ger 31,10) R. Ascoltate la parola del Signore, o popoli, annunziatela fino ai confini della terra, *e dite alle isole lontane: Sta per venire il nostro Salvatore. V. Annunziate, fatela conoscere, parlate e gridate; R. e dite alle isole lontane: Sta per venire il nostro Salvatore. Seconda Lettura Dal "Commento sul profeta Isaia" di san Cirillo d’Alessandria, vescovo (Lib. 1, or. 2) Visione escatologica della Chiesa «Alla fine dei giorni il monte del tempio del Signore sarà eretto sulla cima dei monti, e sarà più alto dei colli; ad esso affluiranno tutte le genti» (Is 2,2). La profezia si è compiuta negli ultimi giorni, cioè negli ultimi tempi del mondo, quando è apparso il Verbo Unigenito di Dio fatto carne, nato da donna, e quando egli presentò a se stesso la mistica Giudea o Gerusalemme, la Chiesa, come vergine casta, senza ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata, come sta scritto. «Ad esso affluiranno tutte le genti, verranno molti popoli e diranno: Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie e possiamo camminarvi» (Is 2,3). Non è necessario dimostrare con molte parole che tutti i popoli si sono uniti e sono entrati per mezzo della fede nella Chiesa: la realtà stessa delle cose ne rende testimonianza. La moltitudine delle genti non fu chiamata dall’insegnamento della legge o dai profeti; ma una divina misteriosa grazia la radunò, illuminandola in modo spirituale e infondendole il desiderio della salvezza per mezzo di Cristo. Dapprima i popoli salgono sul monte, poi chiedono che sia loro annunziata la parola del Signore e promettono di camminare sulla sua via, la via del vangelo, in cui si può entrare solo purificati dalla fede. Ma quelli che vogliono conoscere la via del Signore anzitutto cominciano con l’abiurare l’errore profano e inveterato. Altrimenti non avrebbe senso in noi la ricerca del meglio senza la rinuncia al passato. E chi era il maestro dei popoli? Chi li condusse alla conoscenza della verità e li persuase a considerare ridicole le loro credenze precedenti e ad abbracciare la fede nuova? Non forse Dio? Egli illuminò le menti e i cuori e li condusse a dire e a credere: «Da Sion esce la legge e la parola di Dio da Gerusalemme» (Is 2,3). Il profeta predisse il tempo della chiamata e della conversione dei popoli dicendo: Dio, Re e Signore dell’universo, giudicherà le genti, cioè eserciterà la giustizia e il giudizio su tutti i popoli. è prevalsa l’ingiustizia, perché i popoli si distruggono a vicenda, introducendo ogni genere di ferocia e di dissolutezza. Tolte di mezzo queste cose, Dio dona la giustizia e la rettitudine. Quando sui popoli regna Cristo, che è la Pace, scompaiono i dissensi, le contese, le battaglie e ogni genere di cupidigia; e più non esistono le conseguenze della guerra e il timore che ne deriva; allora ha vinto la volontà di colui che a noi dice: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace» (Gv 14,27). Responsorio (Cfr. Sal 71,3; Is 56,1) R. Giuro, dice il Signore, non mi adirerò più contro la terra: *Le montagne e le colline accolgano la mia giustizia, e un’alleanza di pace sarà stabile in Gerusalemme. V. Prossima a venire è la mia salvezza e la mia giustizia sta per rivelarsi. R. Le montagne e le colline accolgano la mia giustizia, e un’alleanza di pace sarà stabile in Gerusalemme.