Giovedì 2026-12-03

San Francesco Saverio, sacerdote

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Ciclo B (I)

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Ufficio delle Letture (Biennale)
1a SETTIMANA Anno dispari Giovedi Prima Lettura Dal libro del profeta Isaia (10,5-21) Il giorno del Signore Oh! Assiria, verga del mio furore, bastone del mio sdegno. Contro una nazione empia io la mando e la comando contro un popolo con cui sono in collera perché lo saccheggi, lo depredi e lo calpesti come fango di strada. Essa però non pensa così e così non giudica il suo cuore, ma vuole distruggere e annientare non poche nazioni. Anzi dice: «Forse i miei capi non sono altrettanti re? Forse come Càrchemis non è anche Calno? Come Arpad non è forse Camat? Come Damasco non è forse Samaria? Come la mia mano ha raggiunto quei regni degli idoli, le cui statue erano più numerose di quelle di Gerusalemme e di Samaria, non posso io forse, come ho fatto a Samaria e ai suoi idoli, fare anche a Gerusalemme e ai suoi simulacri?». Quando il Signore avrà terminato tutta l’opera sua sul monte Sion e a Gerusalemme, punirà l’operato orgoglioso della mente del re di Assiria e ciò di cui si gloria l’alterigia dei suoi occhi. Poiché ha detto: «Con la forza della mia mano ho agito e con la mia sapienza, perché sono intelligente; ho rimosso i confini dei popoli e ho saccheggiato i loro tesori, ho abbattuto come un gigante coloro che sedevano sul trono. La mia mano, come in un nido, ha scovato la ricchezza dei popoli. Come si raccolgono le uova abbandonate, così ho raccolto tutta la terra; non vi fu battito d’ala, nessuno apriva il becco o pigolava». Può forse vantarsi la scure con chi taglia per suo mezzo o la sega insuperbirsi contro chi la maneggia? Come se un bastone volesse brandire chi lo impugna e una verga sollevare ciò che non è di legno! Perciò il Signore, Dio degli eserciti, manderà una peste contro le sue più valide milizie; sotto ciò che è suo vanto arderà un bruciore come bruciore di fuoco; esso consumerà anima e corpo e sarà come un malato che sta spegnendosi. La luce di Israele diventerà un fuoco, il suo santuario una fiamma; essa divorerà e consumerà rovi e pruni in un giorno, la magnificenza della sua selva e del suo giardino; il resto degli alberi nella selva si conterà facilmente, persino un ragazzo potrebbe farne il conto. In quel giorno il resto di Israele e i superstiti della casa di Giacobbe non si appoggeranno più su chi li ha percossi, ma si appoggeranno sul Signore, sul Santo di Israele, con lealtà. Tornerà il resto, il resto di Giacobbe, al Dio forte. Responsorio (Cfr. Gl 2,1.2; 2Pt 3,10) R.Tremino tutti gli abitanti della regione, perché viene il giorno del Signore, perché è vicino. *Giorno di tenebra e di caligine, giorno di nube e di oscurità. V.Il giorno del Signore verrà come un ladro, allora i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal calore si dissolveranno e la terra con quanto c’è in essa sarà distrutta. R.Giorno di tenebra e di caligine, giorno di nube e di oscurità. Seconda Lettura Dai "Discorsi" di sant’Odilone di Cluny, abate (Disc. 10 su Giovanni Battista) Ecco, io manderò un mio messaggero davanti a me Per vincere e dissipare le fosche tenebre di morte e d’ignoranza, che l’autore di ogni oscurità aveva diffuso dovunque, doveva venire la luce che illumina tutto il mondo. Ma era necessario che quella luce ineffabile ed eterna fosse preceduta da un gran numero di lucerne temporali e umane: i patriarchi dell’antica alleanza. Illuminati e ammaestrati dai loro esempi, virtù e insegnamenti, i popoli fedeli, rimosse le tenebre della loro inveterata cecità, furono resi capaci di riconoscere almeno in parte, se non totalmente, quella grande luce alla sua venuta. Quei padri attinsero lume non da se stessi, né da altre fonti, ma da quella superna luce che li illuminava: furono cultori dei precetti divini, chi prima della legge e chi sotto la legge; altri vissero al tempo dei giudici, dei re e dei profeti, e predissero i misteri della nascita, della passione, della risurrezione e ascensione del Signore. Dopo di essi rifulse Giovanni, il Precursore del Signore, che mise in piena luce davanti al popolo le predizioni di tutti i patriarchi e i vaticini dei profeti. Quest’uomo santo non solo fu giusto, ma anche progenie di una famiglia di giusti. Giusto nella predicazione, giusto in tutta la sua condotta, giusto nel martirio. L’arcangelo Gabriele annunziò la sua nascita, la sua giustizia e santità; e il vangelo le descrisse pienamente. Un elogio intessuto di scienza umana non vale a dire quanto grandi furono i doni di santità e di grazia celeste concessi al Precursore del Signore; ma non si deve tacere quel che di lui e a lui fu detto. Che cosa può aggiungere a un uomo tanto grande la parola di un pover’uomo? Che può dire la pochezza umana, quando di quel grande parla la Trinità altissima e ineffabile? Di lui parla Dio Padre in un salmo, e anche nel vangelo. Nel salmo: «Preparerò una lampada al mio consacrato» (Sal 131,17). E di lui dice l’evangelista: «Egli era una lampada che arde e risplende» (Gv 5,35). Nel vangelo è detto [a lui]: «L’uomo sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è colui che battezza» (Gv 1,33). Alcune testimonianze che lo Spirito Santo fa risuonare in Isaia e in Geremia alludendo primariamente alla persona del Salvatore, possono essere convenientemente attribuite, secondo il magistero dei profeti e il senso cattolico, anche al suo Precursore. A lui rese testimonianza molto più chiaramente lo Spirito Santo, di cui fu ripieno fin dal seno materno: all’arrivo della Madre del Signore, come afferma il vangelo, egli esultò in modo mirabile, non per istinto naturale ma per un impulso della grazia. Lo stesso Cristo Signore, che il Battista rivelò ai discepoli esclamando: «Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo» (Gv 1,29), nel tempo della sua predicazione disse di lui: «Tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista» (Mt 11,11). E dicendo che fra i nati di donna egli era il più grande, dimostrò che in lui non vi era vizio di leggerezza e amore dei piaceri, affermò che era profeta, e più che profeta, perché con la potenza della sua divinità l’aveva arricchito di privilegi, di virtù e di grazia così grandi da superare i meriti di ogni altro uomo. E con l’oracolo del profeta Malachia l’aveva chiamato suo messaggero, mandato innanzi a preparargli la via della salvezza. Responsorio (Cfr. Gv 5,35; Ml 3,1; Mc 1,4) R.Questi è Precursore immediato e lampada lucente davanti al Signore, *è Giovanni che preparò la via al Signore nel deserto, e indicava l’Agnello di Dio, illuminando le menti degli uomini. V.Si presentò Giovanni nel deserto, predicando un battesimo di conversione. R.è Giovanni che preparò la via al Signore nel deserto, e indicava l’Agnello di Dio, illuminando le menti degli uomini.