Informazioni Liturgiche
- Grado
- Feria
- Tempo
- AVVENTO
- Settimana
- I
- Salterio
- I
- Ciclo / Biennale
- B / I
Ufficio delle Letture (Biennale)
Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaia (11,10-16) Ritorno del resto del popolo di Dio In quel giorno la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli, le genti la cercheranno con ansia, la sua dimora sarà gloriosa.
In quel giorno il Signore stenderà di nuovo la mano per riscattare il resto del suo popolo superstite dall’Assiria e dall’Egitto, da Patròs, dall’Etiopia e dall’Elam, da Sènnaar e da Camat e dalle isole del mare.
Egli alzerà un vessillo per le nazioni e raccoglierà gli espulsi di Israele; radunerà i dispersi di Giuda dai quattro angoli della terra.
Cesserà la gelosia di èfraim e gli avversari di Giuda saranno sterminati; èfraim non invidierà più Giuda e Giuda non osteggerà più èfraim.
Voleranno verso occidente contro i Filistei, saccheggeranno insieme le tribù dell’oriente, stenderanno le mani su Edom e su Moab e gli Ammoniti saranno loro sudditi.
Il Signore prosciugherà il golfo del mare d’Egitto e stenderà la mano contro il fiume con la potenza del suo soffio, e lo dividerà in sette bracci così che si possa attraversare con i sandali.
Si formerà una strada per il resto del suo popolo che sarà superstite dall’Assiria, come ce ne fu una per Israele quando uscì dal paese d’Egitto.
Responsorio
(Is 5,26; 56,8; 55,13)
R.Il Signore alzerà un segnale a un popolo lontano, *e radunerà i dispersi di Israele.
V.Ciò sarà a gloria del Signore: un segno eterno che non scomparirà:
R.e radunerà i dispersi di Israele.
Seconda Lettura
Dal "Commento sul profeta Isaia"
di san Cirillo d’Alessandria, vescovo (Lib. 3,5)
Noi ci chiamiamo cristiani,
e tutta la nostra speranza è Cristo
Il Verbo nato dalla Vergine era ed è sempre il Re, il Signore dell’universo. Ma dopo la sua incarnazione assunse la forma propria della natura umana, e possiamo credere con verità e senza alcun dubbio che egli si è fatto simile a noi. Per questo, quando si dice che ha ricevuto il dominio su tutte le cose, s’intende riferirsi alla sua natura di uomo, non alla sua preminenza divina per la quale si sa che egli è già il Signore di tutto il creato. A lui è attribuito anche il nome di Giacobbe e Israele in quanto nato secondo la carne dalla discendenza di Giacobbe, chiamato anche Israele. è detto infatti di Giacobbe: «Ecco il mio servo che io sostengo», Israele, «il mio eletto in cui mi compiaccio» (Is 42,1).
Il Padre infatti cooperava col Figlio, che compiva cose meravigliose quasi provenissero da una potenza sua propria. Egli è veramente l’eletto, perché il più bello tra i figli degli uomini; è l’oggetto della compiacenza e dell’amore del Padre, colui nel quale Dio Padre trova il suo riposo: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto» (Mt 3,17).
Il Figlio ha ricevuto l’unzione al modo umano, per cui è detto partecipe dello Spirito Santo, sebbene egli stesso comunichi lo Spirito e santifichi la creazione: in realtà sta scritto: «Ho posto il mio spirito su di lui» (Is 42,1). Dopo il battesimo di Cristo discese dal cielo lo Spirito in forma di colomba e si posò su di lui. Che se egli ricevette lo Spirito nella sua umanità al battesimo, questo può essere avvenuto anche in ogni altro momento della sua vita. Non in quanto Dio riceve lo Spirito ed è santificato, giacché è lui stesso che santifica, ma come uomo, a motivo della sua condizione umana.
Ha ricevuto l’unzione dello Spirito per esercitare il giudizio sui popoli. Il giudizio a cui alludono queste parole è un giudizio giusto: condannando Satana che tiranneggiava i popoli, li rese giusti. Lo disse il Signore stesso: «Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,31-32).
Il Signore condannò colui che aveva invaso la terra, e serbò per il suo giudizio santo coloro che s’erano lasciati ingannare da lui. Ma «non griderà», sta scritto, «né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce» (Is 42,2). Il Salvatore e Signore dell’universo si comportò con molta discrezione e umiltà e quasi senza rumore, ma silenziosamente e tranquillamente per non spezzare una canna incrinata e non spegnere un lucignolo dalla fiamma smorta (cfr. Is 42,3). E che cosa farà e che darà ai popoli? Proclamerà il giudizio con verità. Qui per giudizio pare s’intenda la legge. Poiché sta scritto di Dio, Signore d’Israele e del mondo: «Diritto e giustizia tu eserciti in Giacobbe» (Sal 98,4). Proclamò nella sua piena verità il diritto, ovvero la legge adombrata nelle figure: con le parole divine del vangelo mostrò la via per uno stile di vita a lui gradito e trasformò il culto della legge fondato sulla lettera, in un culto spirituale stabilito sulla verità.
Il vangelo fu predicato in tutta la terra e indusse nella realtà le profezie che l’annunziarono; poiché sta scritto: «La tua giustizia è giustizia eterna e verità è la tua legge» (Sal 118,142). «E nel suo nome spereranno le genti» (Mt 12,21). Dopo aver riconosciuto che egli è veramente Dio, spereranno in lui, sebbene sia apparso come uomo; secondo la parola del salmista: Il tuo popolo «esulta tutto il giorno nel tuo nome» (Sal 88,17). Noi ci chiamiamo cristiani, e tutta la nostra speranza è Cristo.
Responsorio
(Cfr. Mi 4,9; Is 40,27)
R.Gerusalemme, verrà presto la tua salvezza. Perché gridi così? *I tuoi consiglieri sono forse periti, che ti lasci prendere dal dolore? Ti salverò e ti libererò, non temere.
V.Perché dici, Giacobbe, e tu, Israele, ripeti: La mia sorte è nascosta al Signore, e il mio diritto è trascurato dal mio Dio?
R.I tuoi consiglieri sono forse periti, che ti lasci prendere dal dolore? Ti salverò e ti libererò, non temere.