Domenica 2026-12-13

III Domenica di Avvento «Gaudete»

Tempo AVVENTO
III
Salterio III
Ciclo B (I)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
AVVENTO
Settimana
III
Salterio
III
Ciclo / Biennale
B / I

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Ufficio delle Letture (Biennale)
3a SETTIMANA Anno dispari DOMENICA Quando la III domenica di Avvento ricorre il 17 dicembre, la prima e la seconda lettura con i relativi responsori vengono sostituiti con quelle proprie del giorno 17 . Il vangelo, la terza lettura con il responsorio, e l’orazione sono, in ogni caso, quelle della domenica. Prima Lettura Dal libro di Rut (4,1-22) Nozze di Booz e Rut Booz venne alla porta della città e vi sedette. Ed ecco passare colui che aveva il diritto di riscatto e del quale Booz aveva parlato. Booz gli disse: «Tu, quel tale, vieni e siediti qui!». Quello si avvicinò e sedette. Poi Booz scelse dieci uomini fra gli anziani della città e disse loro: «Sedete qui». Quelli sedettero. Allora Booz disse a colui che aveva il diritto di riscatto: «Il campo che apparteneva al nostro fratello Elimèlech, lo mette in vendita Noemi, che è tornata dalla campagna di Moab. Ho pensato bene di informartene e dirti: Fanne acquisto alla presenza delle persone qui sedute e alla presenza degli anziani del mio popolo. Se vuoi acquistarlo con il diritto di riscatto, acquistalo, ma se non vuoi acquistarlo, dichiaramelo, che io lo sappia; perché nessuno fuori di te ha il diritto di riscatto e dopo di te vengo io». Quegli rispose: «Io intendo acquistarlo». Allora Booz disse: «Quando acquisterai il campo dalla mano di Noemi, nell’atto stesso tu acquisterai anche Rut, la Moabita , moglie del defunto, per assicurare il nome del defunto sulla sua eredità». Colui che aveva il diritto di riscatto rispose: «Io non posso acquistare con il diritto di riscatto, altrimenti danneggerei la mia propria eredità; subentra tu nel mio diritto, perché io non posso valermene». Una volta in Israele esisteva questa usanza relativa al diritto del riscatto o della permuta, per convalidare ogni atto: uno si toglieva il sandalo e lo dava all’altro; era questo il modo di attestare in Israele. Così chi aveva il diritto di riscatto disse a Booz: «Acquista tu il mio diritto di riscatto»; si tolse il sandalo e glielo diede. Allora Booz disse agli anziani e a tutto il popolo: «Voi siete oggi testimoni che io ho acquistato dalle mani di Noemi quanto apparteneva a Elimelech, a Chilion e a Maclon, e che ho anche preso in moglie Rut, la Moabita , già moglie di Maclon, per assicurare il nome del defunto sulla sua eredità e perché il nome del defunto non scompaia tra i suoi fratelli e alla porta della sua città. Voi ne siete oggi testimoni». Tutto il popolo che si trovava alla porta rispose: «Ne siamo testimoni». Gli anziani aggiunsero: «Il Signore renda la donna, che entra in casa tua, come Rachele e Lia, le due donne che fondarono la casa d’Israele. Procurati ricchezze in Efrata, fatti un nome in Betlemme! La tua casa sia come la casa di Perez, che Tamar partorì a Giuda, grazie alla posterità che il Signore ti darà da questa giovane!». Poi Booz prese Rut, che divenne sua moglie. Egli si unì a lei e il Signore le accordò di concepire: essa partorì un figlio. E le donne dicevano a Noemi: «Benedetto il Signore, il quale oggi non ti ha fatto mancare un riscattatore perché il nome del defunto si perpetuasse in Israele! Egli sarà il tuo consolatore e il sostegno della tua vecchiaia; perché lo ha partorito tua nuora che ti ama e che vale per te più di sette figli». Noemi prese il bambino e se lo pose in grembo e gli fu nutrice. E le vicine dissero: «è nato un figlio a Noemi!». Essa lo chiamò Obed: egli fu il padre di Iesse, padre di Davide. Questa è la discendenza di Perez: Perez generò Chezron; Chezron generò Ram; Ram generò Amminadab; Amminadab generò Nacson; Nacson generò Salmon; Salmon generò Booz; Booz generò Obed; Obed generò Iesse e Iesse generò Davide. Responsorio (Is 55,3; Sal 88,30) R. Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete. *Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, i favori assicurati a Davide. V. Stabilirò per sempre la sua discendenza, il suo trono come i giorni del cielo. R. Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, i favori assicurati a Davide. Seconda Lettura Dal "Commento sui salmi» di sant’Agostino, vescovo (Sal 118, disc. 20,1) Il desiderato delle nazioni «Mi consumo nell’attesa della tua salvezza» (Sal 118,81). Buono è questo «consumarsi»: rivela infatti il desiderio del bene, certo non ancora raggiunto, ma appassionatamente bramato. Dall’origine del genere umano sino alla fine dei secoli chi, tra quelli che in ogni tempo vissero, vivono e vivranno, dice queste parole se non la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo d’acquisizione che desidera Cristo? Testimone ne è il santo vegliardo Simeone che, ricevendo il Cristo bambino tra le braccia, disse: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola, perché i miei occhi han visto la tua salvezza» (Lc 2,29-30). Infatti «lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore (Lc 2,26). Come il desiderio di questo vegliardo, tale si deve credere sia stato quello di tutti i santi delle epoche precedenti. Anche il Signore stesso dice ai discepoli: «Molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete e non lo videro; udire ciò che voi udite e non lo udirono» (Mt 13,17), perché si riconosca anche la voce di tutto l’antico Israele nelle parole: «Mi consumo nell’attesa della tua salvezza». Dunque mai nel passato si spense questo desiderio dei santi, né al presente si placa nel corpo di Cristo, che è la Chiesa , fino alla consumazione dei secoli, fin quando verrà «il Desiderato di tutte le nazioni» (Ag 2,8 Volg.), promesso dal profeta. Per questo l’apostolo Paolo dice: «Ora mi resta solo la corona di giustizia, che il Signore giusto giudice mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione» (2Tm 4,8). Il desiderio di cui ora parliamo sgorga dall’amore della manifestazione di Cristo; proprio riferendosi ad essa, Paolo ancora dice: «Quando comparirà Cristo, che è la nostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria» (Col 3,4). Nei primi tempi della Chiesa, che precedevano il parto della Vergine, vi furono santi che desideravano l’incarnazione del Verbo; nei tempi attuali, dopo l’Ascensione, si trovano santi che attendono con desiderio la venuta di Cristo come giudice dei vivi e dei morti. Dall’inizio sino alla fine dei tempi, questo desiderio della Chiesa non si è mai placato un istante, se non quando il Verbo, fattosi uomo, dimorò sulla terra in compagnia dei suoi discepoli. Perciò, nelle parole del salmo, si sente la voce di tutto il corpo di Cristo, che geme in questa vita: «Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, spero nella tua parola». Questa parola è la promessa. Ed è questa la speranza che fa aspettare nella pazienza ciò che i credenti ancora non vedono. Responsorio (Cfr. Zc 14,5.8.9) R. Ecco, verrà il Signore mio Dio, e con lui tutti i suoi santi; in quel giorno risplenderà una gran luce, e acque vive sgorgheranno da Gerusalemme: *il Signore sarà re di tutta la terra. V. Ecco egli verrà con potenza, e avrà nelle sue mani il regno, il potere e il dominio. R. Il Signore sarà re di tutta la terra.