Venerdì 2026-12-18

Feria di Avvento (Dicembre 18)

Tempo AVVENTO
III
Salterio III
Ciclo B (I)

Informazioni Liturgiche

Grado
Feria
Tempo
AVVENTO
Settimana
III
Salterio
III
Ciclo / Biennale
B / I

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Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE 18 DICEMBRE Anno Dispari Prima Lettura Dal libro del profeta Isaia (40,12-18.21-31) Grandezza del Signore Chi ha misurato con il cavo della mano le acque del mare e ha calcolato l’estensione dei cieli con il palmo? Chi ha misurato con il moggio la polvere della terra, ha pesato con la stadera le montagne e i colli con la bilancia? Chi ha diretto lo spirito del Signore e come suo consigliere gli ha dato suggerimenti? A chi ha chiesto consiglio, perché lo istruisse e gli insegnasse il sentiero della giustizia, lo ammaestrasse nella scienza e gli rivelasse la via della prudenza? Ecco, le nazioni son come una goccia da un secchio, contano come il pulviscolo sulla bilancia; ecco, le isole pesano quanto un granello di polvere. Il Libano non basterebbe per accendere il rogo, né le sue bestie per l’olocausto. Tutte le nazioni sono come un nulla davanti a lui, come niente e vanità sono da lui ritenute. A chi potreste paragonare Dio e quale immagine mettergli a confronto? Non lo sapete forse? Non lo avete udito? Non vi fu forse annunziato dal principio? Non avete capito le fondamenta della terra? Egli siede sopra la volta del mondo, da dove gli abitanti sembrano cavallette. Egli stende il cielo come un velo, lo spiega come una tenda dove abitare; egli riduce a nulla i potenti e annienta i signori della terra. Sono appena piantati, appena seminati, appena i loro steli hanno messo radici nella terra, egli soffia su di loro ed essi seccano e l’uragano li strappa via come paglia. «A chi potreste paragonarmi quasi che io gli sia pari?», dice il Santo. Levate in alto i vostri occhi e guardate: chi ha creato quegli astri? Egli fa uscire in numero preciso il loro esercito e li chiama tutti per nome; per la sua onnipotenza e il vigore della sua forza non ne manca alcuno. Perché dici, Giacobbe, e tu, Israele, ripeti: «La mia sorte è nascosta al Signore e il mio diritto è trascurato dal mio Dio?». Non lo sai forse? Non lo hai udito? Dio eterno è il Signore creatore di tutta la terra. Egli non si affatica né si stanca, la sua intelligenza è inscrutabile. Egli dà forza allo stanco e moltiplica il vigore allo spossato. Anche i giovani faticano e si stancano, gli adulti inciampano e cadono; ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi. Responsorio (Rm 11,34; Is 40,14) R. Chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere? *Chi gli ha dato qualcosa per primo, sì che abbia a riceverne il contraccambio? V. A chi ha chiesto consiglio, perché lo istruisse e gli insegnasse il sentiero della giustizia? R. Chi gli ha dato qualcosa per primo, sì che abbia a riceverne il contraccambio? Seconda lettura Dal "Commento sul profeta Isaia" di san Cirillo d’Alessandria, vescovo (Lib. 3, t. 4) Ecco, egli ha con sé il premio e i suoi trofei lo precedono «Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, con il braccio egli detiene il dominio» (Is 40,10). Sono parole rivolte a coloro cui è affidata la predicazione della salvezza, cioè ai santi apostoli ed evangelisti, e anche, sia detto una volta per sempre, a coloro che nel succedersi dei tempi saranno le guide del gregge di Dio e ne celebreranno i santi misteri: parole che mostrano quanto essi possano essere amanti di Dio, capaci di destare entusiasmo e pieni della gloria più grande. Non conviene, dice il testo, che i predicatori del vangelo, nel far conoscere la gloria e la salvezza di Dio a tutti e dovunque, lo facciano con timidezza e sommessamente quasi cercassero di nascondersi; parlino invece come persone poste in alto, autorevoli, con grande libertà e senza alcun timore. I discepoli del divin Maestro pregavano a questo fine, rivolgendosi a Dio, Signore dell’universo. «Alza la voce», sta scritto, non temere; «annunzia alle città di Giuda: Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, con il braccio egli detiene il dominio». Nel ripetere: «Ecco», non lascia che la speranza della sua venuta si protenda lontano, ma fa intendere che il Redentore verrà presto, fra breve, anzi che egli è già vicino, alle porte. Li invita quasi a tendere la mano e indicare a dito colui che è annunziato. E mostra chiaramente che egli non verrà come uno dei profeti, né come un mendicante, ma con l’autorità del Signore, con la potenza e il dominio propri di Dio: «Viene con potenza, con il braccio egli detiene il dominio». La divina economia di questo mistero non lascia privo di ricompensa colui che per noi s’è fatto nostro, e sopportò la croce e su di essa la morte: «Ecco, egli ha con sé il premio, e i suoi trofei lo precedono» (Is 40,10). Ed è detto qual è il premio, frutto della sua morte: «In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12,24). Perciò questa economia divina non lascia mancare né la ricompensa né il frutto. E lo hanno seguito: le greggi sono affluite quasi sotto gli occhi di colui che raduna gli agnelli col suo braccio, cioè con la sua potenza. I credenti in lui, come agnelli nati da poco, sono stati introdotti in una vita nuova, con una generazione ricevuta dall’alto e per mezzo dello Spirito. Dapprima perciò essi chiedono il latte spirituale e vengono alimentati come bambini, ma poi crescono fino all’età perfetta di Cristo. Gli agnelli dunque sono stati nutriti, e le pecore madri ne hanno avuto consolazione. Sotto l’immagine degli agnelli appena nati si possono intendere con ragione i pagani convertiti. Responsorio (Ap 22,12.6) R. Ecco, io verrò presto, e porterò con me il mio salario, dice il Signore, *per rendere a ciascuno secondo le sue opere. V. Queste parole sono certe e veraci. Ecco, io verrò presto, R. per rendere a ciascuno secondo le sue opere.