Informazioni Liturgiche
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- IV
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- IV
- Ciclo / Biennale
- B / I
Ufficio delle Letture (Biennale)
BIENNALE
21 DICEMBRE
Anno Dispari
Prima Lettura (I)
Dal libro del profeta Isaia (42,10-25) Inno a Dio salvatore. Cecità di Israele Cantate al Signore un canto nuovo, lode a lui fino all’estremità della terra; lo celebri il mare e quanto contiene, le isole con i loro abitanti.
Esulti con le sue città il deserto, esultino i villaggi dove abitano quelli di Kedar; acclamino gli abitanti di Sela, dalla cima dei monti alzino grida.
Diano gloria al Signore e il suo onore divulghino nelle isole.
Il Signore avanza come un prode, come un guerriero eccita il suo ardore; grida, lancia urla di guerra, si mostra forte contro i suoi nemici.
Per molto tempo ho taciuto, ho fatto silenzio, mi sono contenuto; ora griderò come una partoriente, mi affannerò e sbufferò insieme.
Renderò aridi monti e colli, farò seccare tutta la loro erba; trasformerò i fiumi in stagni e gli stagni farò inaridire.
Farò camminare i ciechi per vie che non conoscono, li guiderò per sentieri sconosciuti; trasformerò davanti a loro le tenebre in luce, i luoghi aspri in pianura.
Tali cose io ho fatto e non cesserò di farle.
Retrocedono pieni di vergogna quanti sperano in un idolo, quanti dicono alle statue: «Voi siete i nostri dèi».
Sordi, ascoltate, ciechi, volgete lo sguardo per vedere.
Chi è cieco, se non il mio servo? Chi è sordo come colui al quale io mandavo araldi? Chi è cieco come il mio privilegiato? Chi è sordo come il servo del Signore? Hai visto molte cose, ma senza farvi attenzione, hai aperto gli orecchi, ma senza sentire.
Il Signore si compiacque, per amore della sua giustizia, di dare una legge grande e gloriosa.
Eppure questo è un popolo saccheggiato e spogliato; sono tutti presi con il laccio nelle caverne, sono rinchiusi in prigioni.
Furono saccheggiati e nessuno li liberava; furono spogliati e nessuno diceva: «Restituisci».
Chi fra di voi porge l’orecchio a ciò, vi fa attenzione e ascolta per il futuro? Chi abbandonò Giacobbe al saccheggio, Israele ai predoni? Non è stato forse il Signore contro cui peccarono, per le cui vie non vollero camminare, la cui legge non osservarono? Egli, perciò, ha riversato su di esso la sua ira ardente e la violenza della guerra.
L’ira divina lo ha avvolto nelle sue fiamme senza che egli se ne accorgesse, lo ha bruciato senza che vi facesse attenzione.
Responsorio (Is 42,16; Gv 8,12)
R. Condurrò i ciechi per vie che non conoscono, li guiderò per sentieri sconosciuti, *trasformerò davanti a loro le tenebre in luce, i luoghi aspri in pianura.
V. Chi segue me non camminerà nelle tenebre.
R. Trasformerò davanti a loro le tenebre in luce, i luoghi aspri in pianura.
Seconda lettura
Dai "Discorsi" di sant’Odilone di Cluny, abate (Disc. 1 per il Natale)
Ecco, verranno giorni nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto
«Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Se ha promesso di essere con i suoi fedeli tutti i giorni, quanto più sarà presente a noi nel giorno del suo Natale, se il nostro servizio sarà più fervente. Egli è la sapienza che dice per mezzo di Salomone: «Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo», primogenita di ogni creatura (Sir 24,5); e ancora: «Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, fin d’allora. Dall’eternità sono stata costituita» (Pr 8,22-23). E dice in Geremia: «Non riempio io il cielo e la terra?» (Ger 24,24). Ebbene, egli è colui che, per mirabile e misterioso disegno di Dio nato alla vita umana, è deposto in una mangiatoia; egli che, secondo l’oracolo di Salomone, esiste ab aeterno prima del tempo, e che secondo Isaia è presente dovunque.
Egli è da sempre, e da nessun luogo può essere assente. Una tromba celeste, con la voce di un grande eletto, dolcemente annunzia quanto siano veraci e fedeli le testimonianze degli antichi padri sull’eternità di Cristo e sulla immensità della sua divina presenza: «Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi, e sempre!» (Eb 13,8). E il Salvatore stesso nel vangelo dice ai Giudei: «Prima che Abramo fosse, Io sono» (Gv 8,58). Ma sebbene esistesse prima di Abramo o, per dir meglio, dall’eternità con Dio Padre prima della creazione, egli volle nascere nel tempo dalla stirpe di Abramo. Di fatto Dio disse ad Abramo: «Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra» (Gen 22,18).
Anche il patriarca Davide meritò l’insigne privilegio di una simile promessa: Dio Padre, insegnandogli nell’intimo la sapienza (cfr. Sal 50,8) disse: «Il frutto delle tue viscere io metterò sul tuo trono!» (Sal 131,11). Il profeta Isaia, sotto l’impulso dello Spirito Santo, nel considerare la magnificenza di questo germoglio nobilissimo, e la sublimità ed eccellenza del suo dolcissimo frutto, preannunziava: «In quel giorno il germoglio del Signore crescerà in onore e gloria e il frutto della terra sarà a magnificenza e ornamento» (Is 4,2).
Questi due padri, che meglio degli altri ricevettero in modo molto esplicito la promessa della venuta del Salvatore, nel vangelo di Matteo meritarono giustamente il primo posto nell’esordio: «Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo» (Mt 1,1). Su queste sacre parole dell’evangelista convergono gli oracoli dei profeti e le parole degli apostoli. Il profeta Isaia si studiò di tramandare nel modo più chiaro che il Mediatore tra Dio e gli uomini è nato secondo la carne dalla stirpe di Abramo, e disse in persona di Dio Padre: «Tu, Israele, mio servo, tu Giacobbe che ho scelto, discendente di Abramo mio amico, sei tu che io ho preso» (Is 41,8-9).
Tutti coloro che, liberati dalle tenebre dell’ignoranza e illuminati dalla luce della fede, nel vangelo invocarono figlio di Davide il Figlio di Dio, meritarono di ricevere non solo la luce dello spirito, ma anche quella corporale. Cristo Signore vuol essere chiamato con questo nome perché sa che non ve n’è altro nel quale il mondo possa essere salvato. Perciò, fratelli carissimi, per meritare la salvezza da lui, che è il Salvatore, noi tutti diciamo, tutti e ciascuno dica: Signore, figlio di Davide, abbi pietà di noi! Amen.
Responsorio (Ger 23,5.6)
R. Ecco verranno giorni, dice il Signore, nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto, che regnerà da vero re e sarà saggio, ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra; *e questo sarà il nome con cui lo chiameranno: Signore-nostra-giustizia.
V. Nei suoi giorni Giuda sarà salvato e Israele starà sicuro nella sua dimora.
R. E questo sarà il nome con cui lo chiameranno: Signore-nostra-giustizia.